Intervista alla scrittrice Emanuela Messina

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In occasione dell’uscita del suo romanzo Hatakikomi abbiamo fatto alcune domande ad Emanuela Messina.

1.Come nasce l’idea di questo romanzo?
- Il soggetto di questo romanzo è tratto da un’opera di prosa che ho scritto l’anno scorso, che si intitola “Il Gentile”, e che spero di riuscire a mettere in scena appena finirà il Covid. Un monologo alternato tra i due protagonisti Eleonora e Giordano.

2. Perché un titolo in giapponese? E cosa significa Hatakikomi? 
- Sono appassionata di cultura orientale proprio perché è molto lontana dalla nostra mentalità occidentale. Poche parole come quelle giapponesi riescono ad esprimere un concetto complesso. Il sumo può anche essere visto come metafora della vita.
Hatakikomi significa “schiaffo” ed è una mossa di sumo, in particolare la mossa che permette al sumotori più piccolo di mettere al tappeto il sumotori più grosso. Nel sumo la massa è importante, ma anche chi parte svantaggiato ha la possibilità di vincere se usa le tecniche giuste. Così è per la protagonista femminile. Infatti Hatakikomi è un “romanzo di formazione” in cui Eleonora effettua un percorso grazie a Giordano. 

3. Dove è ambientato Hatakikomi, ed in quale epoca? 
- E’ ambientato intorno al duemila tra Lerici, Lampedusa e Milano. 

4. Quali sono i temi centrali del romanzo? 
- I temi centrali del romanzo sono: l’ebraismo in relazione all’antisemitismo, piaga purtroppo difficile da eradicare che ha costretto più di un ebreo a rinnegare la propria identità, la dignità nella malattia, la vita dopo la morte, la dipendenza affettiva, la disfunzionalità della famiglia che pregiudica le scelte dell’individuo, i valori massonici. 
5. Temi importanti da affrontare in un’opera di narrativa. Vuole essere una critica nei confronti della famiglia come nucleo fondante della società?
- Assolutamente no. Però è un fatto che il comportamento di ciascun individuo è pregiudicato dalla famiglia in cui nasce, dalla sua educazione, dall’educazione soprattutto emotiva che riceve dai genitori, che determineranno il suo atteggiamento verso il partner, il lavoro, i figli, la propria autostima, l’amore verso se stessi. Questo ho potuto rilevarlo nel mio lavoro di avvocato. Ho visto centinaia di casi in cui la famiglia ha pregiudicato in modo irrimediabile le scelte di ciascun individuo: conflitti cronici, figli usati per ferire l’altro. E chi ne fa le spese sono sempre i figli.

6. Lei ha scritto anche varie commedie, alcune ambientate a Lerici. 
- Il mio amore per Lerici è indiscusso. E’ un paese pieno di fascino e bellezza dove la gente è ruvida ma di grande cuore. Reazione a catena è una commedia ambientata a Lerici negli anni ’50 dove alcune famiglie di naviganti, il parroco e la perpetua interagiscono tra di loro. Il tutto condito da ottimo jazz anni ’50. Sono stati anni d’oro per Lerici, nel dopoguerra. La gente voleva tornare a vivere, ad uscire, a ballare questa nuova musica che avevano portato gli americani. Una rinascita che auspico anche adesso, quando avremo debellato il covid. 
7. Quali sono i suoi progetti futuri?
- Woody Allen con un umorismo decisamente ebraico diceva: 'Se vuoi far ridere Dio, parlagli dei tuoi progetti'. Mi piacerebbe fare il film di Hatakikomi, e anche la prosa teatrale dell’opera originale da cui è tratto il soggetto Il Gentile.
Sto anche scrivendo un giallo piuttosto inconsueto di cui vi dirò in seguito. Una sorpresa.
 
8. C’è qualcosa di autobiografico in Hatakikomi? 
- Certamente. Il mio amore per Lerici, per la sua gente, per questa natura dirompente che rende tutti i giorni il paesaggio diverso e interessante. Lerici è bellissima in qualsiasi stagione e con qualsiasi tempo. La protagonista, siciliana, avverte questa “ruvidità” nei suoi abitanti. Ma io dico che non è certo aridità, ma riserbo. I Liguri non sono abituati a mostrare i propri sentimenti come invece fanno i meridionali. 

Emanuela Messina (1964), avvocato, sceneggiatrice teatrale, appassionata di musica jazz, ha scritto Reazione a catena, commedia musicale ambientata negli anni '50, la commedia Meglio poco che niente, e l'opera di prosa Il Gentile, da cui è stato tratto il soggetto di Hatakikomi. (R.B.)