Al cinema ‘Respect’, il film su Aretha Franklin

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Dal 30 settembre 2021 esce nelle sale, distribuito da Eagle Pictures, Respect, di Liesl Tommy, con Jennifer Hudson, Forest Whitaker, Marlon Wayans, Mary J. Blige.

Il film racconta la straordinaria storia di una delle donne più incredibili di tutti i tempi: dall’infanzia – quando cantava nel coro gospel della chiesa di suo padre – fino alla celebrità internazionale. Respect è la storia vera del viaggio di Aretha Franklin (1942-2018) per trovare la sua voce, nel mezzo del turbolento panorama sociale e politico dell’America degli anni ’60.

Jennifer Hudson e Forest Whitaker

NOTE DI REGIA

Oltre a Jennifer Hudson, non esiste al mondo una fan di Aretha Franklin più appassionata di me. Per questo, quando per la prima volta mi è stato chiesto un parere su questo film sapevo fin da subito di volere che si concentrasse su un periodo specifico e formativo della vita della signora Franklin, che raccontasse cose che il pubblico in generale non sa di lei. Ha dovuto intraprendere
un percorso non facile per diventare la musicista brillante che conosciamo. Per me, quel viaggio rappresenta l’indagine più profonda della sua eredità. Fin dall’inizio, ho visto questo film come la storia di una giovane donna con la voce più emozionante e forte del mondo, che stava lottando per trovare se stessa.
Aretha Franklin amava le persone di colore. Io amo le persone di colore. Volevo assicurarmi che queste persone si sentissero amate da questo film nel modo in cui le abbiamo rappresentate; abbiamo cercato di dare loro tempo e spazio per vivere le loro vite, respirare e aprirsi. Abbiamo visto uomini bianchi dirci chi siamo per così tanto tempo, e questa è stata la nostra opportunità per dire chi siamo. Questa autenticità è in ogni fotogramma di questo film.
Inoltre, volevo davvero mostrare un’esperienza significativa dell’infanzia di una giovane ragazza afroamericana, e Tracey Scott Wilson era proprio lì con me. Non ci sono abbastanza film in giro sulle persone di colore ricche e di successo. La signora Franklin proveniva da una famiglia agiata e la sua dinamica familiare risuona in tutta la pellicola.
Essendo io stessa una bambina che è cresciuta ascoltando persone che parlavano a tavola di lotta per la libertà, per se stesse e per le generazioni future, so in prima persona che questa cosa influisce sulla tua vita per sempre. È quello che sei. Aretha lo aveva capito, ed è questo che ha creato la sua arte, l’attivismo. Quando parli della Regina del Soul, la sua chiesa era la sua forza.
Quando ho iniziato ad ascoltare Aretha Franklin da ragazza, sono sempre stata catturata dall’emozione con cui cantava e da quel modo di sentire le cose così profondamente. Milioni di persone hanno una bella voce, ma lei ha incanalato le sue emozioni nella sua musica in un modo che nessun altro avrebbe potuto fare. A quel tempo, non sapevo che fosse una parte di lei e della sua storia, la musica come protesta.
Un privilegio del fare arte è quello di curare le persone. Metaforicamente, tutta la mia arte riporta alla mia infanzia nel bel mezzo dell’apartheid in Sud Africa. Tutta la mia arte è politica. Sono stata in grado di guarire me stessa attraverso la mia arte, e una delle intenzioni dietro questo film era proprio mostrare che la signora Franklin fosse in grado di guarire se stessa attraverso la sua arte. Per me era essenziale che le persone sentissero la profondità di Aretha come persona.
Ogni volta che io e Jennifer parlavamo di lei, quello che riecheggiava sempre in entrambe erano la sua complessità e la sua profondità. Ecco chi volevamo portare sullo schermo.

Il trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=Wi3sWG9irD4 (R.B.)