A cent’anni dalla sua nascita Milano ricorda Giorgio Strehler

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A 100 anni dalla nascita di Giorgio Strehler, i due Teatri milanesi cui il grande regista ha legato la sua esperienza nella prosa e nell’opera gli dedicano un percorso espositivo diffuso, arricchito dal contributo della Fondazione Corriere della Sera. È la città di Milano che ricorda così il regista nato a Trieste ma che qui è diventato una figura centrale del Teatro Europeo, fondando nel 1947 il Piccolo Teatro insieme a Paolo Grassi e diventando una presenza costante alla Scala con 35 regie di 33 titoli diversi tra lo stesso 1947 e il 2012.
La mostra Strehler e i palcoscenici milanesi, che si inaugura il 4 novembre, si articola in diverse sezioni: il Teatro alla Scala presenta un allestimento “in presenza” dal titolo Strehler, il gesto, lo spazio nelle sale del Museo Teatrale e nel Ridotto dei Palchi a cura di Vittoria Crespi Morbio, e la mostra virtuale Strehler e il soffio del vero poetico, accessibile anche al pubblico globale e curata da Franco Pulcini, con le voci di Luca Micheletti e Andrea Jonasson. Il Piccolo allestisce invece Amo il teatro perché amo la vita, consacrata al racconto del rapporto tra Strehler e Milano e dislocata negli spazi del Teatro Strehler, del Teatro Grassi e del Teatro Studio Melato.

Amo il teatro perché amo la vita: uno spazio attraversato da materiali eterogenei, come se fossero “in transito” da un luogo all’altro del teatro, per il montaggio o lo smontaggio degli spettacoli, appoggiati provvisoriamente in attesa di un loro utilizzo non meglio definito: è un riporre che implica uno spostamento, un’azione che libera i materiali di scena per metterli di nuovo a disposizione.
Il risultato sarà qualcosa che starà allo spettatore scegliere e ricomporre nella propria memoria.
Gli allestimenti potranno essere intercambiabili tra un periodo e l’altro di quest’anno dedicato al centenario strehleriano, con dei veri e propri “cambi di scena” pensati per offrire un più esaustivo percorso di esplorazione della sterminata produzione artistica di Giorgio Strehler.

Obiettivo dell’esposizione è sottolineare la componente umana e pragmatica, la disciplina del lavoro quotidianamente esercitata nella continua collaborazione tra il regista e le maestranze del suo teatro. Intuìto e immaginato da Strehler, lo spettacolo prende vita grazie a una concatenazione di fasi artigianali che producono le scene, i costumi, gli oggetti che il pubblico vede e che di quell’idea poetica costituiscono l’incarnazione. Strehler concepisce il Piccolo come una realtà produttiva, una comunità di persone coinvolte nella creazione di un progetto condiviso, cui tutti concorrono in base alle specifiche professionalità, in un percorso di progressivo perfezionamento rappresentato dalle prove.

La mostra nei tre teatri
Nei foyer dei tre teatri – Strehler, Grassi e Studio Melato – dieci isole espositive raccontano questo metodo di lavoro attraverso nove spettacoli particolarmente significativi.
Ogni isola è arredata e delimitata da pannelli decorati con fotografie e riproduzioni di manifesti, bozzetti e figurini relativi allo spettacolo analizzato; lo spazio individuato dai pannelli è abitato da elementi materici, dai costumi a oggetti di grande e piccola attrezzeria, oltre a tavoli occupati da vari documenti di natura archivistica (tra cui note di regia, lettere, copioni, disegni tecnici degli scenografi, ordini del giorno e di servizio), offerti alla libera consultazione del pubblico.
A cura della Fondazione Corriere della Sera, una selezione di riproduzioni di pagine di quotidiani dell’epoca completa l’informazione presentata al visitatore: è possibile addentrarsi nella lettura non solo di recensioni, ma anche di articoli di cronaca e di costume che sottolineano quanto Strehler fosse un artista continuamente in dialogo con il proprio tempo e con la Storia.

Scendendo nel dettaglio dei materiali esposti, al Teatro Strehler il pubblico potrà muoversi tra i foyer di platea, balconata e ingresso, attraversando le isole dedicate a cinque spettacoli, L’anima buona di Sezuan di Bertolt Brecht, Il giardino dei ciliegi di Anton Čechov, I giganti della montagna di Luigi Pirandello, Le balcon di Jean Genet, oltre all’incompiuto Così fan tutte.
Nella tromba delle scale, un’installazione con altri elementi di scena, gigantografie e proiezioni arricchisce per suggestioni il racconto.

Photo Masiar Pasquali
Photo Masiar Pasquali

Al Teatro Grassi si narrano la scoperta della vocazione teatrale in Giorgio Strehler, il suo profondo amore per Milano che, congiunto al sogno di fondare un nuovo teatro, lo porta, insieme a Paolo Grassi, a dar vita, in via Rovello, al Piccolo Teatro di Milano. L’inaugurazione della nuova sala con L’albergo dei poveri lascia necessariamente spazio ad Arlecchino servitore di due padroni di Carlo Goldoni, la più longeva delle regie strehleriane, che, proprio in quella sala, debuttò sempre nel 1947, nel corso della prima stagione di vita della neonata istituzione. Un focus è dedicato a Bertolt Brecht, con Vita di Galileo e L’opera da tre soldi. Una teatrografia del regista completa l’informazione sulla sua attività.

Al Teatro Studio Melato, la scelta è caduta su Elvira o la passione teatrale – l’omaggio di Strehler al maestro Louis Jouvet e, in generale, al Teatro – spettacolo che inaugurò, nel 1986, quella stessa sala riqualificata.

Strehler100 per tutti: www.giorgiostrehler.it
Parallelamente alla mostra, il sito www.giorgiostrehler.it – rilasciato il 14 agosto 2021, nell’anniversario della nascita del regista, per essere arricchito, mese dopo mese, con sempre nuovi contenuti fino al 14 agosto 2022 – offre sia a un pubblico di specialisti, sia all’ampia platea dei neofiti, una vastissima selezione di materiali da leggere, vedere, ascoltare. Sono al momento disponibili testi, video, foto, documenti, podcast che illustrano e raccontano tutte le 11 edizioni dell’Arlecchino servitore di due padroni, lo spettacolo più popolare del repertorio strehleriano.
Per il pubblico di domani, sempre sul sito www.giorgiostrehler.it (rilanciati sui canali social della Fondazione), La materia dei sogni, collana di video a cura del regista Stefano de Luca, illustra il lavoro di Strehler a partire da una scelta di spettacoli iconici. È disponibile la prima puntata, naturalmente dedicata ad Arlecchino. Sempre sul sito e sui canali social, fino al 14 agosto 2022, 50 interviste originali ad attori, artisti, critici ed esperti del settore accompagnano il pubblico per tutto l’anno strehleriano.

Informazioni e contatti
La mostra sarà aperta al pubblico dal 5 novembre 2021 al 31 maggio 2022. Da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo, gli spettatori in possesso del biglietto per la sera stessa potranno sempre visitare l’allestimento; nel fine settimana l’accesso, gratuito, sarà consentito il sabato dalle 12 alle 18, la domenica dalle 12 alle 15. Visite guidate a cura degli studenti del corso di Storia del teatro contemporaneo, in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, saranno predisposte in date specifiche e sarà possibile parteciparvi su prenotazione.

La mostra virtuale Strehler e il soffio del vero poetico è visitabile al link: https://www.teatroallascala.org/includes/giorgio-strehler-alla-scala/index.htm (R.B.)