Il Teatro Stabile di Genova con INTRIGO E AMORE di Friedrich Schiller regia MARCO SCIACCALUGA al Teatro Quirino di Roma dal 6 febbraio

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Lo Stabile di Genova approda al Teatro Quirino dal 6 all11 febbraio con “INTRIGO E AMORE” di Friedrich Schiller, una  regia MARCO SCIACCALUGA, versione italiana Danilo Macrì con Roberto Alinghieri   Alice Arcuri   Enrico Campanati
Andrea Nicolini   Orietta Notari   Stefano Santospago   Simone Toni
Mariangeles Torres   Marco Avogadro   Daniela Duchi   Nicolò Giacalone.
Scena e costumi Catherine Rankl, musiche Andrea Nicolini, luci Marco D’Andrea.

Siamo nel Settecento, nella Germania preromantica dello Sturm und Drang. Il nobile Ferdinand, figlio del potente ministro Von Walter, s’innamora ricambiato della borghese Luise Millerin, figlia di un umile violoncellista. Il padre del giovane cerca in ogni modo di ostacolare l’unione e di convincere Ferdinand a sposare la favorita del principe, anche per ottenere una promozione. Il sentimento sincero e profondo del figlio però, non lo fa desistere dal desiderio di sposare Luise. ll ministro dunque, escogita un bieco intrigo, messo in atto con la complicità del suo segretario Wurm (in italiano significa “verme”) che condurrà la vicenda verso un epilogo drammatico.

Scritta nel 1783 quando Schiller aveva solo 24 anni, “INTRIGO E AMORE (Kabale und Liebe)” è la storia di un legame profondo e impossibile, di una passione indomabile, di intrighi e gelosie, di unioni e duelli, di verità e menzogne, di corruzione e libertà: c’è tutto questo nel dramma di Schiller, il cui nucleo è il conflitto tra il potere tirannico e il diritto alla felicità dell’essere umano, oggettivato nell’incontro-scontro fra due classi, la nobiltà ricca e la piccola borghesia povera.

Gli aspetti melodrammatici di “INTRIGO E AMOREdiedero lo spunto a Giuseppe Verdi, per comporre nel 1848 la “Luisa Miller, ispirata proprio al testo di Schiller.

Racconta il regista Marco Sciaccaluga: “Qualche anno fa visitai la casa di Schiller a Weimar. Nella camera da letto dei suoi figli, vidi incorniciati dei disegni infantili. Un disegno in particolare mi commosse: una bimbetta fa una linguaccia e sotto c’è scritto, di pugno di Schiller – La mia bimba abbia una vita nella libertà e che le sia risparmiato il destino di Luise Millerin! – Un padre sogna per la sua bambina un destino di libertà, mentre nella sua testa di poeta drammatico infuria la passione di un destino di schiavitù e ribellione. Guardando quel disegno ho sentito forte la consapevolezza che Arte e Realtà si saldano e si giustificano a vicenda: Intrigo e amore continua a parlarci dalla pace di quella casa borghese di Weimar”.

 

La mia Luise Millerin (primo titolo della commedia) possiede proprietà che poco si addicono al teatro così come è concepito oggi. Per esempio, la miscela gotica per cui il comico avvicenda il tragico, il capriccio, l’orrore. E, malgrado gli sviluppi procedano abbastanza tragicamente, ci sono personaggi e situazioni esilaranti che spezzettano lo svolgimento dell’azione.

                                                                                                 Friedrich Schiller

 

Luise – Una volta mi hanno detto che i grandi della terra non lo sanno, che cos’è la povertà. Che non li hanno mai informati. E che non vogliono, essere informati. Glielo dirò io, che cos’è la povertà. E gli dirò che nell’ora della morte anche un dio in terra si mette a rantolare…

                                                                                                      Atto III, scena sesta

TEATRO QUIRINO

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giovedì 8 febbraio ore 17

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