Teatro Petruzzelli: IL PIPISTRELLO [DIE FLEDERMAUS]

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IL PIPISTRELLO [DIE FLEDERMAUS]

Operetta in tre atti

direttore Nir KABARETTI
regia Daniel BENOIN
maestro del coro Fabrizio CASSI
scena Jean-Pierre LAPORTE
costumi  Nathalie BÉRARD-BENOIN
video  Paulo CORREIA

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO PETRUZZELLI

INTERPRETI

Gabriel von Eisenstein Alexander KAIMBACHER [13/15/17/20 dic]
Valdis JANSONS [14/16/19/21 dic]
Rosalinde Marigona QERKEZI [13/15/17/20 dic]
Ana PETRICEVIC [14/16/19/21 dic]
Alfred  Merto SÜNGÜ
[13/15/17/20 dic]
Thomas KIECHLE [14/16/19/21 dic]
Adele Valentina FARCAS [13/15/17/20 dic]
Giulia DELLA PERUTA [14/16/19/21 dic]
Frank  Horst LAMNEK
Orlofsky Natascha PETRINSKY [13/15/17/20 dic]
Antonella COLAIANNI [14/16/19/21 dic]
Falke Martin KRONTHALER [13/15/17/20 dic]
Stefano Marchisio [14/16/19/21 dic]
Blind  Nao MASHIO
Ida Sara INTAGLIATA
Frosch  Antonio STORNAIOLO 

mercoledì 13 dicembre / ore 20.30 [turno A]
giovedì 14 dicembre / ore 20.30 [fuori abbonam.]
venerdì 15 dicembre / ore 20.30 [turno B]
sabato 16 dicembre / ore 18.00 [fuori abbonam.]
domenica 17 dicembre / ore 18.00 [turno C]
martedì 19 dicembre / ore 20.30 [fuori abbonam.]
mercoledì 20 dicembre / ore 20.30 [turno D]
giovedì 21 dicembre / ore 20.30 [fuori abbonam.]

Allestimento scenico della Fondazione Teatro Lirico
Giuseppe Verdi di Trieste

ATTO PRIMO
L’azione si svolge nel soggiorno di casa del possidente von Eisenstein, in una cittadina termale vicino a Vienna.
Adele, cameriera della padrona di casa, Rosalinde, sta leggendo una lettera con la quale sua sorella Ida, ballerina, la invita ad intervenire alla grande festa del Principe Orlowsky; per il problema dell’abito, potrà indossarne uno del fornito guardaroba della sua padroncina.
Dall’esterno giunge la voce di Alfred, un tempo innamorato di Rosalinde, che canta una serenata. Rosalinde appare turbata dall’inaspettato ritorno del suo ex spasimante dopo quattro anni di assenza da Vienna.
Adele le chiede il permesso di andare ad assistere la zia ammalata: è la prima scusa che le viene in mente per andare alla festa. Rosalinde risponde che non è possibile perché suo marito, Gabriel von Eisenstein, dovendo scontare una pena per aver insultato e preso a schiaffi un usciere, dovrà presentarsi alle carceri per essere messo in prigione e lei non se la sente di restare sola in casa.
Fa il suo ingresso frattanto Alfred che, nonostante le proteste di Rosalinde, fedele nelle intenzioni al marito, se ne va solo quando la donna gli promette di accoglierlo appena sarà sola.
Arriva arrabbiatissimo Eisenstein con l’avvocato di famiglia Blind: per l’incapacità del suo legale egli dovrà scontare addirittura otto giorni di prigione anziché cinque!
Giunge anche il notaio Falke a sollecitare segretamente l’amico Gabriel affinché, rimandando al mattino dopo l’entrata in prigione, intervenga alla festa del Principe russo Orlowsky, dove, fra i piatti più delicati, ci sarà una specialità a base di … ballerinette dell’Opéra. Non ci vuol molto a convincere Eisenstein, che ricorda uno scherzo di carnevale fatto tre anni prima all’amico, travestito per l’occasione da pipistrello; lo lasciò allora ubriaco e senza soldi in mezzo ad una strada e da quel giorno Falke è diventato per tutti “il dottor Pipistrello”. Eisenstein esibisce all’amico anche l’orologio a carillon complice di tutte le sue conquiste extra-coniugali; egli conta di servirsene stasera? Fingerà dunque di andare in prigione, mentre, elegantemente abbigliato in frac e sotto il falso nome di Marchese di Renard, si recherà alla gran festa.
A questo punto Rosalinde, decisa a rivedere Alfred per poi congedarlo subito, concede finalmente la libera uscita ad Adele e saluta con finta disperazione il marito.
Come d’accordo, alla partenza di Eisenstein giunge Alfred, il quale si cala immediatamente nel ruolo di padrone di casa, debolmente contrastato da Rosalinde confusa dalle premure e dalle dichiarazioni amorose dell’amico. Costui, con la vestaglia da camera e il berretto da notte di Eisenstein, viene sorpreso da Frank, il direttore delle carceri, venuto a prelevare personalmente il padrone di casa per condurlo in prigione. Rosalinde supplica Alfred di non tradirla e di stare al gioco fingendosi suo marito; così Alfred, sotto le mentite spoglie di Eisenstein, segue Frank in carcere.

ATTO SECONDO
Negli sfarzosi saloni di Villa Orlowsky, tra i numerosi invitati in attesa del Principe, Ida appare stupita di vedere anche la sorella Adele: lei non le ha mai scritto nessuna lettera. Ormai, comunque, cercherà di farla passare per un’artista e collega di nome Olga.
Al giovane ed annoiatissimo Principe Orlowsky intanto, Falke, organizzatore della serata, assicura di aver preparato uno scherzo sopraffino dal titolo “La vendetta del pipistrello” e la graziosa Olga sarà una delle protagoniste della burla. La lettera d’invito gliel’ha scritta lui, in quanto cameriera del personaggio principale in arrivo, von Eisenstein, ovvero il Marchese di Renard.
Adele s’imbatte in Eisenstein, ma finge di non riconoscerlo e afferma di non aver niente a che fare con la sua cameriera.
Fra gli invitati viene annunciato un certo Cavaliere di Chagrin: si tratta in realtà di Frank, il direttore delle carceri. Falke informa i presenti dell’arrivo di una Signora di gran riguardo, mascherata. Si tratta di Rosalinde, invitata dallo stesso Falke. Ella è in incognito perché il marito – afferma sempre Falke – ora assente, è particolarmente geloso; la signora fingerà di essere una contessa ungherese.
Eisenstein intanto getta la solida esca dell’orologio a carillon per conquistare i favori di Olga, promettendoglielo in dono.
Appare la Signora ungherese mascherata, giusto in tempo per cogliere il marito che fa il cascamorto con Olga-Adele, la bugiarda cameriera; la sfortunata indossa un abito del suo guardaroba! Rosalinde assicura comunque il dottor Falke che rimanderà la sua vendetta e accetta volentieri di farsi corteggiare dal lanciatissimo marito. Con un tranello riesce a sottrargli il famoso orologio: avrà così in mano la prova dell’inganno.
Falke ha raccontato a tutti lo scherzo del “Pipistrello” ed il Principe Orlowsky invita a brindare con lo champagne. Si formano le coppie, si creano momenti d’intimità interrotti dall’esibizione del Corpo di Ballo del Principe. La festa è al culmine e tutti sono trascinati dal travolgente valzer finale.
È l’alba ormai e al suono dell’orologio von Eisenstein e Frank che avevano fraternizzato si precipitano fuori; all’insaputa l’uno dell’altro, devono raggiungere la prigione, il primo per costituirsi, il secondo per dirigerne l’ufficio.
Gli invitati riprendono le danze. Falke e Orlowsky ridono della burla: la “Vendetta del pipistrello” sta finalmente per compiersi.

 

ATTO TERZO

Siamo nell’ufficio del direttore della prigione, Frank, che appare ancora alticcio per le abbondanti libagioni della sera prima; dalla cella giunge il canto di Alfred. Il carceriere Frosch, lui pure alticcio, introduce due signore che affermano di voler parlare con il Cavaliere di Chagrin per essere aiutate. Sono Ida e Adele che confessano la loro vera identità; Adele si è ormai licenziata da casa Eisenstein e prega il Cavaliere di Chagrin di assecondare il suo desiderio di cambiar vita e, assumendo il ruolo di mecenate, di farla diventare un’attrice. Ma sopraggiunge improvvisamente Eisenstein per scontare i suoi otto giorni di prigione; Frank, riconoscendo in lui il Marchese di Renard, consegna le due signore a Frosch per sottrarle alla vista di Eisenstein. Frosch, sempre più sbronzo, le rinchiude in una cella.
Dopo malintesi e risate, giunge anche per i due nuovi amici il momento della verità; non è Cavaliere il direttore delle carceri e non è Marchese il possidente, giunto in quel luogo per scontare il suo debito con la legge. Ma se per Frank è facile dimostrare la verità, più difficile è digerirla per Eisenstein, in quanto c’è già Alfred in cella sotto quel nome. Eisenstein, esterrefatto, vuole vedere immediatamente il signore prelevato in casa sua in vestaglia da camera e che si è congedato teneramente da sua moglie.
Frattanto Frosch annuncia l’arrivo di un’altra signora velata e, mentre Frank si dirige in parlatorio, fa accomodare l’avvocato Blind, convocato dal finto Eisenstein. Approfittando dell’assenza del carceriere, corso a prelevare Alfred in cella, Eisenstein si fa consegnare da Blind il suo mantello, la sua parrucca e i suoi occhiali; potrà così, facendosi passare per l’avvocato, indagare sulla persona che si è sostituita a lui.
Alfred appare seccatissimo dell’avventura e assale colui che crede il suo legale; si consola all’apparire di Rosalinde, venuta a pregarlo di andarsene al più presto, prima che arrivi il marito. Ma ecco Blind, e davanti al finto avvocato si scoprono gli inganni. Rosalinde, preoccupata che il marito non sappia nulla di Alfred, è però adirata con il consorte per le cose riprovevoli che ha scoperto alla festa del Principe Orlowsky. Eisenstein, furibondo, si svela per tale e accusa la moglie di infedeltà, ma Rosalinde è più furibonda ancora e gli mostra l’orologio a carillon, rivelandosi come la dama ungherese in maschera. Eisenstein reclama da Alfred soddisfazione, ma viene invitato a rimandare tutto a quando avrà scontato la pena. A questo punto Eisenstein troverebbe comodo negare la sua vera identità, ma giungono prima Falke, poi le indignate Ida e Adele, poi ancora il Principe Orlowsky con i suoi invitati, a svelare lo scherzo: finalmente il pipistrello si è vendicato, complici volontari o involontari tutti i presenti.
Ogni dubbio sull’infedeltà è fugato: “La vestaglia?” “Tutta scena”. Eisenstein, per farsi perdonare dalla moglie, non ha dubbi: “Tutta colpa dello champagne!”. E l’omaggio al re dei vini suggella il logico, naturale “lieto fine”.