TEATRO MASSIMO Flauto magico con cast straordinario

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Torna da mercoledì 21 al Teatro Massimo il Flauto Magico con un cast straordinario Regia di Roberto Andò, sul podio Gabriele Ferro, la buca dell’orchestra rialzata Due siciliani tra gli artisti: la star Paolo Fanale, al suo debutto al Massimo, e Laura Giordano

il Teatro “invaso” da oltre mille under 35 per l’antegenerale riservata ai Giovani

Teatro Massimo, Flauto Magico, Prova Antegenerale per i Giovani del Teatro Massimo © rosellina garbo

Per dirla con il regista Roberto Andò, “oltre a essere il testamento musicale di Mozart, è uno dei vertici della creazione artistica di tutti i tempi”.

Teatro Massimo 2015_10_17 Prove Flauto Magico © rosellina garbo

È Die Zauberflöte, il Flauto Magico, che torna da mercoledì 21 al Teatro Massimo di Palermo con Andò regista, Gabriele Ferro direttore, Gianni Carluccio autore di scene e luci, Nanà Cecchi dei costumi, e un cast di giovani stelle, tra cui due siciliani: Tamino è Paolo Fanale, tenore palermitano di 33 anni diventato star del web con un milione e 200 mila visualizzazioni in una settimana per il suo Stabat Mater di Rossini cantato in t-shirt, al suo debutto sulla scena del Massimo; Pamina è Laura Giordano, beniamina del pubblico del Teatro dove quest’anno ha interpretato Le fille du regiment e Le Toréador, reduce da successi sulle scene internazionali. Orchestra, Coro e Coro di voci bianche del Teatro Massimo.
Ma sono tutti gli artisti di straordinario livello, del primo e del secondo cast: Papageno è Markus Werba, che nel 1998 si rivelò come protagonista del Così Fan Tutte, ultima regia di Giorgio Strehler.

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Ekaterina Bakanova è la seconda Pamina, reduce dal successo di Traviata alla Royal Opera House.

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Andrea Mastroni è Sarastro del primo cast, prossimo a calcare le scene di New York, di Madrid e di Amburgo con Rigoletto; Antonio di Matteo è Sarastro del secondo cast, uno dei talenti più promettenti della sua generazione; Fabrizio Paesano è il secondo Tamino, che ad appena trenta anni ha calcato i palcoscenici internazionali. La prova generale riservata all’associazione Giovani del Teatro Massimo, presieduta da Walter Vitale, ha visto il Teatro “invaso” da oltre mille under 35, tra un mare di palloncini blu appesi nel foyer. Domani alle 17.30 la prova generale riservata come sempre ai dipendenti della Fondazione, con il primo cast. Mercoledì alle 20.30 la prima.
Il cast non è l’unico elemento di interesse dello spettacolo, allestimento nato proprio al Massimo nel 2001 e riproposto con grande successo in questi anni al Regio di Torino e al Teatro Lirico di Cagliari. Nel 2001 a dirigere c’era Julia Jones, prima donna a salire sul podio del Massimo a oltre un secolo dalla nascita del teatro. Questa volta c’è Gabriele Ferro, direttore musicale del Massimo, che ha optato per un’esecuzione di impronta filologica: con l’orchestra ridotta numericamente, in formazione quasi cameristica, come nel Settecento. Per questa ragione la buca è stata sollevata rispetto alla posizione abituale.
È solo la quarta volta del Flauto Magico al teatro lirico di Palermo: la prima fu nel 1961, la seconda nel 1982, la terza appunto nel 2001, con questa produzione. Uno spettacolo amatissimo, questo, per la piacevole levità e l’impianto fiabesco, abile nel riprodurre, seppur in maniera non didascalica, l’atmosfera dell’Egitto immaginario in cui la vicenda è ambientata, fatta di magie, riti di iniziazione, avventure in perfetto equilibrio tra natura e cultura.
“Il prodigio della musica di Mozart – scrive Andò nelle sue note di regia – sta nello svelarci che la dimensione “magica” della vita non è “altrove”, e nel mostrarci quanta irrealtà ci sia nel reale. La magia è nel vivere e nell’amare, così come è nel disordine etico del mondo, nell’incertezza delle leggi che vorrebbero conferire un ordine al caos, nel palesarsi improvviso del triviale, del farsesco, e dunque nel trascorrere incessante, in ogni attimo della vita, dalla commedia. Il carattere irresistibile di quest’opera risiede nel fatto che essa ci affranca da ogni pesantezza psicologica, travolgendoci in un’avventura musicale e teatrale che attraverso la leggerezza è in grado di preservare il senso d’ignoto dell’esistenza umana”.
Per il Teatro Massimo è un ottobre tutto mozartiano: in Sala Onu, fino al 27 ottobre, c’è l’Impresario teatrale, con la regia di Lollo Franco.