SALVATORE FERRAGAMO COLLEZIONE UOMO PRIMAVERA-ESTATE 2014

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Rigore, agonismo, dinamismo. Massimiliano Giornetti lavora su una idea di scattante semplicità per l’estate di Salvatore Ferragamo. Ridotto all’essenza, il savoir-faire della maison fiorentina incide impercettibilmente la pelle dell’abito per alterarne permanentemente la struttura, in un lavoro di sottrazione carico d’energia che si lascia apprezzare solo da vicino. La ricerca di armonia pone al centro la  figura maschile, celebrata nella sua fisicità e razionalità.
 

 
La silhouette è pulita. Toccato ma non rivelato, protetto ma mai ingabbiato, il corpo emana una idea di composta sensualità. Se ne percepisce il guizzo energico, la tonicità scattante sotto i blouson trapuntati, i piccoli giubbotti dalle allacciature asimmetriche, i cappotti corti dal disegno fermo ed essenziale. L’atelier diventa un laboratorio nel quale si testano nuove formule d’abito. In un incrocio di iconografie e saperi, la finezza costruttiva del tailoring diventa modo di rileggere lo sportswear, mentre il formale guadagna l’efficienza senza fronzoli e la rilassatezza dello sport. Sui parka dalla mano ferma, orli piegati, coulisse e tiranti creano volumi in movimento; zip attraversano i fianchi di bomber compatti come segni funzionali; elastici fermano vite e orli dei pantaloni. Pure espressioni di rigore costruttivo, le giacche sartoriali hanno abbottonature nascoste sottolineate da profili e intagli come lampi di colore a contrasto; patte e dettagli si fondono sui mac diventando estroflessioni della materia.
 

 

Ricorre come un segno l’efficienza razionale del numero, appena leggibile oppure dilatato fino all’astrazione: intarsio sulle maglie dalla mano compatta, incisione costruttiva su giacche e camicie. Il

rigore del fraseggio è ritmato, decostruito, amplificato dalle progressioni di moduli quadrati che definiscono griglie in sovraimpressione oppure incidono cut-out sulle superfici, smaterializzandole senza alterarne la compattezza.

 

 

Le materie tese sottolineano la ricerca di una linea nervosa. La mano asciutta gioca con spiazzamenti percettivi: cotoni fermi come carta, lane dai finissaggi tecnici; lane dry, mohair, pelle di canguro. La
palette dei colori è liquida, con rotture decise: toni di azzurro, acqua, blu, cobalto, gesso e beige sono  accentati da flash di verde cactus, cannella e rosso geranio.

Gli accessori sono segni dinamici. Derby chiuse da fasce elastiche e sandali sono costruiti per somme di parti che ne sottolineano il carattere agonistico. Le borse sono sacche e grandi zaini con impressioni numeriche o cut-out ritmici. Il motivo dei numeri prosegue sui portachiavi uniti ai pantaloni da nastri di pelle. Occhiali da sole schermano lo sguardo come cortine sospese.