Presentata la stagione 2014/15 del Teatro Elfo Puccini di Milano

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In una affollata conferenza stampa tenutasi presso il Teatro Elfo Puccini di Milano è stata presentata la stagione 2014/15.

L’Elfo riafferma la sua vocazione di teatro d’arte contemporanea e di luogo di pensiero e di emozioni, di vera fratellanza con artisti di diverse generazioni, dai grandi nomi fino alle più giovani leve. Elfo Puccini, tre volte teatro: sala Shakespeare, sala Fassbinder, sala Bausch.  

La tempesta

Tocca a
Il vizio dell’arte
, primo titolo in
programma (dal 21 ottobre), aprire questa nuova, ricchissima stagione. Il testo
di Alan Bennett, da poco pubblicato in Italia, ha bissato in Inghilterra il
successo di The History boys e ci
parla – con l’inimitabile capacità dell’autore di affrontare la complessità con
le armi della leggerezza e dell’ironia – dell’arte e dei suoi legami con la
vita, della poesia, della vecchiaia e della morte. Per Ferdinando Bruni, che cura traduzione e regia con
Francesco Frongia, e per Elio De
Capitani, due splendidi ruoli con cui confrontarsi.
In sala Shakespeare si alternano le produzioni della compagnia,
i grandi interpreti della scena italiana e le compagnie storiche che hanno
intrecciato legami solidi con l’Elfo. Tra i successi della stagione appena conclusa,
torna in scena Frost/Nixon
di Peter Morgan, nell’interpretazione e regia di Bruni e De Capitani
(dal 12 dicembre); mentre Morte di un
commesso viaggiatore
, che è valso a Elio De Capitani il Premio Flaiano alla
regia e il Premio Hystrio all’interpretazione (per il ruolo di Willy Loman),
nella stagione 2014/15 sarà impegnato in un lungo tour che esclude Milano.

Umberto Orsini

Tra i grandi ospiti di quest’anno Umberto Orsini, divenuto produttore indipendente, è
atteso con La leggenda del Grande inquisitore da Dostoevskij (dal 2
dicembre) mentre per la prima volta all’Elfo Puccini ci sarà Gabriele Lavia, che si lancia nella
sfida di creare un teatro nazionale a Firenze partendo da Pirandello, nel
suo nuovo allestimento di Sei personaggi in cerca d’autore di cui è
regista e interprete (dal 3 febbraio).

Gabriele Lavia

C’è un pezzo di storia del
Teatro dell’Elfo nello spettacolo che propongono Renato Sarti e il Teatro delle Cooperativa: una versione tutta al
femminile di Comedians (dal 17 febbraio). E si tornerà a raccontare il
teatro “dietro le quinte” con Amadeus
(dal 9 gennaio), testo di Peter Schaffer da cui è stato tratto
l’omonimo film di Milos Forman, dove Tullio
Solenghi metterà al servizio dello spettacolo quella vena drammatica che
tanti attori comici possiedono. E infine, sempre in sala Shakespeare anche il
monologo La Misteriosa scomparsa di W di Stefano Benni (dal 9
aprile), con cui Ambra Angiolini
ha definitivamente vinto la sfida del palcoscenico dopo quella del grande
schermo. 
Tullio Solenghi

Sono in programma in sala Fassbinder gli artisti
più amati dal pubblico milanese e premiati dalla critica in questi anni: Laura
Marinoni è in scena con il regista Nanni Garella in una versione di Marat/Sade allestita con gli attori di
Arte e Salute onlus, che lavora nel campo della salute mentale; Danio
Manfredini con Vocazione (dal 18
novembre); Ricci/Forte con Still life
(dal 14 dicembre), un contributo contro il bullismo omofobico e la discriminazione
identitaria; Arturo Cirillo nel monologo Scende
giù per Toledo
(dal 16 dicembre). E ancora Saverio La Ruina, cui è dedicata
una vera e propria personale (dal 20 gennaio): Dissonorata, La borto e Polvere declinano in varie sfumature il
tema della violenza sulle donne. Fausto Paravidino (dal 4 febbraio), autore,
regista e interprete de I vicini,
commedia enigmatica e inquietante che racconta due coppie, le loro e le nostre
paure quotidiane; César Brie autore e regista di una personale rivisitazione di
Orfeo ed Euridice (dal 10 febbraio).

Ambra Angiolini
Il palco della Fassbinder ospita anche gli spettacoli dell’Elfo
che vogliono parlare al pubblico in modo più intimo e complice. Elena Russo
Arman ripropone la poesia di Emily Dickinson in La mia vita era un fucile carico (dal 10 aprile) e Ferdinando Bruni e Francesco Frongia ricreano
l’affascinante allestimento de L’ignorante
e il folle
di Thomas Bernhard (dal 7 marzo), ambientato nel camerino di una soprano che sta per
cantare nel Flauto magico.
Interpretato dallo stesso Bruni,
“travolgente nella sua esuberanza ottusa e un po’ satanica, e da Ida Marinelli,
cantante-mummia sottilmente mostruosa” ci rapisce in
un torrente di parole, per interrogarci sul senso – o il vizio – dell’arte, se
sia solo “una prodigiosa forma di distrazione da noi stessi e dal nostro
destino”. (R. Bocchi)

‘I vicini’ di Fausto Paravidino