Ombretta Calco di Sergio Pierattini Con Milvia Marigliano Regia Peppino Mazzotta, al Piccolo Eliseo dal 24 maggio

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Ombretta sta facendo un viaggio. Il viaggio più importante della sua vita

Chi è Ombretta Calco? Perché si è seduta su una panchina in una giornata torrida di luglio, a pochi passi dal portone di casa sua? Perché deve ripercorrere gli eventi sensibili della sua vita scavando ossessivamente nei ricordi? E perché deve ingaggiare, sotto il sole cocente, un duello con se stessa come se fosse una resa dei conti? Ombretta sta facendo un viaggio. Il viaggio più importante della sua vita. Un viaggio fuori dai vincoli imposti dal tempo e dallo spazio. Mentre procede senza soluzione di continuità, nel passare in rassegna i momenti più significativi della sua esistenza, ne comprende il senso. Riemergono dalla sua anima dettagli, accenti, colori, che riempiono i vuoti e danno nuova luce al quadro complessivo di una vita vissuta con sincera ingenuità, senza risparmi. Fallimenti, dolori, frustrazioni, debolezze, illusioni, tenerezze, slanci incoscienti verso un futuro che sarà sicuramente migliore, desideri legittimi di una vita normale, inclusa in affetti confortanti e routine rassicuranti.

Alla fine del viaggio, come premio per questa ricostruzione meticolosa, buffa e straziante, c’è la risposta o la felicità. Una felicità non eclatante. Una felicità tragica, semplice, minima, discreta e necessaria.

Scrive l’autore Sergio Pierattini: L’estate scorsa passai parte del mese di Luglio a Milano. Un giorno mi trovai a passare per Piazza Maciachini diretto a casa di una amica che abita lì vicino. Erano passate da poco le tredici, e la giornata era torrida. Notai una donna seduta, immobile sopra una panchina. Quando fui a pochi metri da lei rimasi colpito dal colorito pallido del suo viso e dalla posizione del capo, immobile e leggermente reclinato all’indietro. Pensai che stesse dormendo ma avvicinandomi alla panchina notai che aveva gli occhi aperti e che respirava faticosamente. “Si sente bene signora?” le chiesi. Lei voltò lo sguardo verso di me e rispose sorridendo: “Sì, grazie, sto bene, solo un po’ di caldo”. Mi sentii di aggiungere: “Abita qui vicino? Posso accompagnarla se ha bisogno”. “Mi passa… è solo il caldo. Mi è già passato, non si preoccupi”. La salutai e proseguii la mia strada. Un’ora dopo ripassando per la piazza, notai un’ambulanza nei pressi della panchina dove poco prima avevo visto la donna. Mi avvicinai. In quel momento l’ambulanza ripartì a sirene spente. Chiesi a un passante cosa fosse successo. Mi rispose che una donna era stata trovata morta sopra una panchina.

Il ricordo di quell’incontro, il senso di colpa di non aver fatto qualcosa che avrebbe potuto salvare la vita a quella donna, resero amari i giorni seguenti. Tornai a Roma ma ci volle molto tempo per dimenticare quell’episodio. Quest’anno, a maggio sono tornato a Milano. Una sera accetto l’invito a cena dell’amica che  abita vicino a Piazza Maciachini. Manca poco alle otto. Ripasso da quella piazza. Seduta su quella stessa panchina vedo una donna. Mi avvicino: è immobile e il capo è leggermente reclinato all’indietro. E’ lei. La saluto, sorpreso. Lei alza la testa, mi sorride, ricambia il saluto. Il giorno dopo ho cominciato a scrivere Ombretta Calco.

Milvia Marigliano è stata finalista del Premio Le Maschere del Teatro 2016 come miglior interprete di monologo per Ombretta Calco e ha ricevuto il Premio Associazione Nazionale Critici Teatrali 2016.

Durata: 55 minuti

 Alcune recensioni dello spettacolo

Svagata e pasticciona, la creatura milanese protagonista non nasconde tutti i tic e le debolezze di una piccola sciura, la cui vita è scandita da disgrazie, sentimentali e familiari, cui con entusiasmo lei non si nega… Storia amarissima non senza autoironia, arrampicata su una panchina sospesa a qualche metro da terra, Ombretta Calco inquieta e fa sorridere, ma quasi per principio tiene lei e noi lontani dal tragico.

Gianfranco Capitta – il manifesto

Ombretta Calco di Sergio Pierattini nella bellissima interpretazione di Milvia Marigliano…

Maria Grazia Gregori – delteatro.it

Sergio Pierattini è oggi il miglior autore in grado di catturare l’immediatezza e la vivacità del parlato quotidiano. Ne è un esempio il suo ultimo lavoro, ottimamente diretto da Peppino Mazzotta e interpretato da una magistrale Milvia Marigliano… La bella scena di Roberto Crea sottolinea il carattere metaforico dell’ambientazione, una panchina scura e stilizzata sospesa nel vuoto a mezza altezza, fissata a un cielo astratto, ugualmente scuro, e affiancata da un grande albero che pende con le radici a vista, strappato al terreno, ma ancora tutto fiorito. Ottimamente diretta da Peppino Mazzotta, Milvia Marigliano offre una magistrale prova di sensibilità interpretativa, mantenendosi sempre sottilmente a cavallo tra un’irresistibile vena comica e una nota sottilmente dolente.

Renato Palazzi – delteatro.it

 

… una Milvia Marigliano in stato di grazia passa in rassegna le altalene di una vita in equilibrio tra disavventure sentimentali, casini domestici e ricordi di imprecisata dolcezza… Teneramente svampita, confusionaria, la Marigliano dà corpo ad un’anima fragile e determinata che solo nel finale, in quell’anticamera di Pronto Soccorso dove ha sostato per l’intero racconto, si accorge che è forse giunta la sua ultima occasione per essere felice.

Valentina De Simone – repubblica.it

 

La pièce è una ricostruzione buffa e tragica allo stesso tempo, di echi beckettiani. Dove comico e tragico si susseguono e si fondono. Straordinaria l’interpretazione di Milvia Marigliano, le cui doti di attrice invadono la scena. Puntuale e carismatica mentre passa dall’ironia all’atrocità più straziante. Veloce e ritmato il testo di Pierattini, delicato e complesso nella sua struttura. Magistrale, curata ed efficace la regia di Peppino Mazzotta, di riconoscibile stile. Lunghi applausi a scena aperta…

Ilaria Nocito – la provincia

 

… E’ la storia di una donna, la brava e convincente Milvia Marigliano, che, sospesa a mezz’aria su una panchina, racconta un’esistenza altrettanto in bilico tra fallimenti, dolori, frustrazioni, debolezze, illusioni, tenerezze.

Elisabetta Reale – klpteatro.it

 

Ombretta Calco: se il nome è già rivelatore di identità, quella della protagonista di questo lavoro ci annuncia una donna divisa tra la propria femminilità, ma in senso lato la propria vita “al femminile”, e la normalità della sua condizione di donna, “calco” di mille altre vite… La regia di Peppino Mazzotta disegna un quadro sospeso, delicato ed efficace…

Sabrina Fasanella – saltinaria.it

 

PICCOLO ELISEO

Da mercoledì 24 maggio a domenica 4 giugno 2017

 

Orario spettacoli:

martedì, primo mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00

mercoledì e domenica ore 17.00

Biglietteria tel. 06.83510216 |Giorni e orari: lun. 13 – 19, da martedì a sab 10.00 – 19.00, dom 10 – 17

Via Nazionale 183 – 00184 Roma

Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it

Call center Vivaticket: 892234