In prima nazionale al Piccolo Eliseo “Paradiso 2.0 Un Atto di Dio” di David Javerbaum con Roberto Ciufoli regia di Nicoletta Robello Bracciforti

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Il sesto giorno Dio creò l’uomo. Poi creò la donna.

Poi creò di nuovo l’uomo, che l’altro era scappato

Protagonista di questo giovanissimo testo di David Javerbaum  è proprio Lui, il Signore di Tutte le Cose, il Pezzo Grosso, Dio in persona.  Lo spettacolo ha debuttato a Broadway nel maggio 2015 con l’interpretazione della star televisiva Jim Parsons e in Italia viene affidato  al bellissimo talento comico di Roberto Ciufoli, che sarà affiancato dai due “angeli” Beppe Chierici  e Michele Sinisi. La voce di Dio è di Stefano De Sando, mentre la voce femminile di Beatrice Fedi.

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Un Dio che, anche se tecnologicamente all’avanguardia, viene dritto dritto dall’Antico Testamento, con la sua carica di violenza e di indifferenza ma che anziché manifestarsi sotto forma di roveto ardente sceglie i panni di un attore comico di fama televisiva. Accompagnato da due angeli alati: Gabriele, un tutt’uno con una bibbia di Gutenberg che annuncia il nuovo dettato divino, e Michele che con un microfono intercetta le domande degli spettatori in platea, torna sulla terra per annunciare al Genere Umano i suoi nuovi 10 comandamenti così da porre “per sempre fine ad ogni incertezza su ciò che io desidero davvero dall’umanità e che ha causato tanta amarezza e odio fra voi nel corso dei millenni- tutte cose che ho trovato molto lusinghiere. Di nuovo grazie. Per me ha significato molto”.paradiso-2-0-ok-ciufoli-apa_6748

È questo l’incipit del geniale impianto drammaturgico di Javerbaum nel quale è lo stesso Dio a mettere in guardia dai tragici rischi che prendere sul serio le parole di un “Celebre bestseller che ha sbancato il mercato dell’editoria” ancora oggi comporta. Il Padreterno si preoccuperà allora di spiegare il vero senso delle sue stesse parole, anche se lo sforzo espressivo del Creatore ha vita breve. L’Onnipotente è soprattutto seccato e iracondo che le cose non abbiano funzionato nell’Universo che ha creato e ben presto rivelerà le sue vere intenzioni presentando il progetto di un Universo nuovo, dove il male è finalmente estirpato e il bene premiato, un altro Paradiso Terrestre dove ricominciare da capo. “È molto meglio, credetemi. Francamente, è la dimostrazione di quello che succede se lavori su un progetto per più di sei giorni.”

Il tema di fondo della pièce (tratta da un libro di successo che fa seguito ad un celebre account di Twitter @TheTweetOfGod), pur nell’acutezza del suo impianto comico, è molto incisivo. Immaginare Domineddio come interprete di un One Man Show teologico è una bellissima sfida ad ogni verosimiglianza nella quale non è assente, nel fuoco di fila di battute folgoranti, un’aria di apocalisse che traduce il sentimento di disperata allegria che accompagna i nostri giorni. È un’eco pasoliniana a fare da basso continuo all’impianto di commedia brillante, con il terzetto alato sempre in bilico fra balordaggine e tenerezza, sempre nell’incertezza se ci si trovi di fronte ad una scalcinata compagnia di guitti o a una miracolosa apparizione divina. Ma non è forse sempre così con l’idea di Dio, nel dubbio che ciò che sembra disvelarlo altro non sia che un trucco da quattro soldi?

Dalle note di regia:

Dio scende sulla terra per parlare con gli uomini consapevole che il suo rapporto con loro non sia perfetto, e proprio per accattivarsi la loro simpatia, sceglie di prendere i panni di una amata star televisiva…

In ‘Paradiso 2.0’ l’Onnipotente viene a spiegare quelle che sono le sue ragioni agli esseri umani, portando loro 10 nuovi comandamenti, che aggiornando i precedenti 10 intendono spiegare ciò che egli desidera davvero dall’umanità.

Il pubblico si trova ad essere al centro di questa iniziativa celeste, chiamato direttamente in causa in un teatro nel quale Dio, nei panni di Roberto Ciufoli approda, accompagnato da due Arcangeli alati, Gabriele e Michele.

L’acida comicità del testo e un impianto scenografico underground avvicinano il Dio di Roberto Ciufoli al pubblico a cui si rivolge; delle principali faccende della Bibbia egli racconta i retroscena, che se non sono riportati nei testi sacri è per via di certe “libertà” che ci si è presi nello scriverli, introducendo così il principio che nulla è certo, nemmeno il Testo Sacro per eccellenza.

Ironico, feroce e spregiudicato questo Dio da antico testamento rifiuta così di prendersi le sue evidenti responsabilità per il modo in cui va il mondo. E mentre le domande fondamentali che disegnano il rapporto fra Dio e gli uomini risuonano in teatro, domande cariche di dubbi e di dolore per le quali tutti aspettano risposta, Dio si defila con un sofismo: l’onniscienza è una condizione variabile.ciufoli_paradiso-2-0

Dio decide cosa vale la pena di sapere e cosa no e, così facendo, si sottrae all’incarico di intervenire per sistemare le cose, punire i torti, premiare i giusti. Il mondo è un posto difficilissimo da governare, tale è il caos e la confusione morale e materiale che anche Dio ne prende le distanze, dichiarandosi inidoneo a continuare a svolgere il suo lavoro di divinità e risolvendo la situazione con un inaspettato colpo di scena.

Ma detto in confidenza, quale Dio si prenderebbe in carico questo mondo? Qualcuno riesce a dargli torto se se ne chiama fuori?

Sì certo, si potrebbe obiettare che è lui ad averlo creato ma, come si dice, è complicato fare ipotesi quando si tratta di decidere se sia nato prima l’uovo o la gallina.

Nicoletta Robello Bracciforti

 

 

PICCOLO ELISEO

Da mercoledì 14 dicembre a domenica 8 gennaio 2017

 

Orario spettacoli:

martedì, primo mercoledì di replica, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00

mercoledì e domenica ore 17.00

Biglietteria tel. 06.83510216 |Giorni e orari: da martedì a domenica 10.00 – 19.00

Via Nazionale 183 – 00184 Roma

Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it

Call center Vivaticket: 892234