CHI E’ MORTO ALZI LA MANO – 7 STORIE PER UNA NOTTE IN GIALLO – Progetto a cura di Biblioteche di Roma, Goethe-Institut Rom, Teatro di Roma

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CHI è MORTO ALZI LA MANO, 7 STORIE PER UNA NOTTE IN GIALLO,un progetto di lacasadargilla: Lisa Ferlazzo Natoli, Alessandro Ferroni,Tania Garribba, Alice Palazzi, Maddalena Parise, a cura di Lisa Ferlazzo Natoli con Antonietta Bello, Lorenzo Frediani, Tania Garribba, Silvio Impegnoso, Fortunato Leccese, Anna Mallamaci, Alice Palazzi, Luca Staiano, Mirco Tahoun e con la partecipazione straordinaria di Elio De Capitani.

Paesaggi sonori Alessandro Ferroni con la partecipazione alle percussioni di  Gianluca Ruggeri e le immagini  di Maddalena Parise.

Testi a cura di Silvana Natoli, coordinamento artistico Camilla Carè, consulenza video Maria Elena Fusacchia.

Sette città e sette grandi giallisti europei sono i protagonisti della performance Chi è morto alzi la mano, 7 storie per una notte in giallo, giovedì 24 novembre (ore 19.30) presso la Biblioteca Europea e l’Auditorium del Goethe-Institut Rom. Spettacolo conclusivo delle attività del decennale della Biblioteca Europea, un progetto a cura di Biblioteche di Roma, Goethe-Institut Rom, Teatro di Roma.

 

La compagnia teatrale lacasadargilla condurrà gli spettatori in un doppio viaggio: lungo le tracce dei più inquietanti casi della letteratura poliziesca contemporanea e tra le strade, le architetture e gli umori segreti di alcune fra le più belle città europee. A fare da filo rosso in questo viaggio sarà un capolavoro della letteratura italiana, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana. Saranno, infatti, i protagonisti del romanzo di Carlo Emilio Gadda a guidare gli spettatori attraverso le sette città del giallo europeo.

 

Sette città per sette autori. L’Atene desolata de L’Esattore di Petros Markaris; Barcellona, luminosa e corrotta, in Giorno da cani di Alicia Bartlett. I marciapiedi e i portoni scuri di Parigi tra cui Adamsberg cammina mentre scarabocchia sul suo notes ne L’uomo dei cerchi azzurri e in Parti in fretta e non tornare di Fred Vargas; le desolate periferie di Londra viste da un treno in corsa come da una grande finestra hitchcockiana ne La ragazza del treno di Paula Hawkins. E ancora, la Monaco quieta e pericolosa che Friederich Ani racconta in Suden, il caso dell’oste scomparso; Oslo ovattata, in cui la neve copre tutto, tranne il sangue in Sangue e neve di Jo Nesbo. Infine l’apparente tranquillità di Reykjavik prima che se ne sveli la macabra ‘città dei barattoli’ in Sotto la città di Araldur Indridason.

In questo viaggio tra misteri e topografie segrete di un’Europa quasi sconosciuta, gli spettatori – involontari e malcapitati testimoni di questo decalogo in nero – accompagnati nel prologo dal commissario Ingravallo di Gadda e dall’assassinata Liliana, potranno scegliere se lasciare l’atrio e avventurarsi nell’Auditorium entrando dalla porta di destra o da quella di sinistra. Separati in due gruppi, ma liberi di muoversi nel grande spazio si troveranno di fronte sette squarci di luce nell’ombra e intorno, poche tracce che serviranno a ricostruire le storie: cerchi blu disegnati in terra, foglie accartocciate, biglietti, lettere, messaggi enigmatici lasciati dall’assassino, un ombrello nero aperto, appena abbandonato, scarpe rosse lasciate in fretta prima di scappare. Sette racconti – come stazioni di un viaggio – prenderanno vita mentre Ingravallo e Liliana l’assassinata, continuando a borbottare pensieri e preoccupazioni, condurranno lo spettatore gentilmente, forse un po’ sovrappensiero, dall’una all’altra. Tutt’intorno ai personaggi suoni di metropoli lontane, una serranda abbassata in fretta, passi sull’asfalto e treni che corrono nella notte, l’ululato di un cane, mischiati a frammenti di valzer e canzoncine di Natale. E intanto nello spazio interstiziale dell’atrio, fra l’ascensore e l’ingresso dell’Auditorium, scorrono a ciclo perpetuo immagini di città, in bianco e nero, come se fossero state fotografate di notte o nel tempo gelato di un omicidio, squarciate da improvvisi dettagli di colore, accesi e violenti.

A proposito della Biblioteca Europea

E’ stata inaugurata nell’aprile del 2006 per volontà dell’Istituzione Biblioteche di Roma in collaborazione e grazie al contributo del Goethe-Institut e delle principali istituzioni culturali europee. In questi dieci anni di attività ha realizzato una biblioteca, unica nel suo genere a Roma, punto di riferimento nella promozione delle culture e delle lingue nazionali europee, mettendo a disposizione dei cittadini italiani e stranieri un servizio multilingue con un’ampia offerta di documenti cartacei e multimediali, nonché di attività culturali a carattere nazionale e internazionale.

Giovedì 24 novembre 2016foto_chi-e-morto-alzi-la-mano-7-storie-per-una-notte-in-giallo

Ore 19.30

Biblioteca Europea e Auditorium del Goethe-Institut Rom

Via Savoia 13/15 – 00198 Roma

Ingresso: libero fino ad esaurimento posti