L’11 marzo Debutta alla Scala La donna senz’ombra

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Die Frau ohne Schatten
L’11 marzo debutta alla Scala una nuova produzione de La donna senz’ombra. Nei quasi cento anni che corrono dalla sua prima esecuzione, a Vienna nel 1919, Die Frau ohne Schatten si è conquistata un’aura a sé fra le sei nate dalla collaborazione tra Hofmannsthal e Strauss, per la straordinaria forza simbolica del libretto e la raffinatezza della scrittura musicale.
Alla Scala, Die Frau ohne Schatten è apparsa solo tre volte: nel gennaio 1940 con la direzione di Gino Marinuzzi e la regia di Mario Frigerio, presente Strauss; nel marzo-aprile 1986 con l’allestimento storico di Jean-Pierre Ponnelle, direttore Wolfgang Sawallisch; nell’aprile-maggio 1999 con la direzione di Giuseppe Sinopoli.
Il nuovo allestimento è firmato da Claus Guth, regista profondo e sensibile, stimato fra più interessanti oggi in Europa, che ha creato uno spettacolo di grande forza evocativa. Dirige Marc Albrecht, fine conoscitore di Strauss, da poco nominato alla Nederlandse Opera di Amsterdam.

“Il libretto è una favola che può sembrare molto complicata. Per comprenderla non è necessario addentrarsi nelle molteplici fonti e nei simboli dei numerosi personaggi, di cui uno solo ha un nome, Barak, il tintore, mentre gli altri sono indicati per la loro funzione o per una loro caratteristica, l’Imperatore, l’Imperatrice, la Donna, la Nutrice, Il Messaggero degli Spiriti, il Guardiano del Tempio, lo Storpio, il Cieco, il Monco e così via. L’apologo è, però, lineare: un uomo e una donna non sono tali se non hanno figli.”