Intervista all’attore Ludovico Fremont

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Ludovico Fremont nasce a Roma nel 1982 da padre francese e madre italiana. Esordisce in TV a 17 anni nella seconda serie di “Lui e lei” e nel 2004 si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte drammatica Silvio D’Amico.
Nello stesso anno interpreta a teatro “La centaura”, nel ruolo del figlio di Mariangela Melato. Nel 2006 raggiunge la popolarità partecipando alla serie TV “I Cesaroni” e l’anno successivo debutta al cinema in “Scrivilo sui muri”, di Giancarlo Scarchilli, dove è protagonista al fianco di Cristiana Capotondi, che gli vale il premio come miglior attore emergente al Festival di Salerno.
Nello stesso anno vince in coppia con Silvia Fontana la seconda edizione di “Notti sul ghiaccio”, condotto da Milly Carlucci su Rai1. Successivamente fa parte del cast di “Natale a Rio”, di Neri Parenti e del film per la BBC “The sinking of the Laconia”, girato in Sud Africa. Gli ultimi suoi lavori televisivi sono “La figlia del capitano”, di Giacomo Campiotti e “Che Dio ci aiuti 2”.

Domanda) Ludovico, cosa
ne pensi della situazione attuale del cinema italiano?
Risposta) Trovo che il
cinema italiano sia in una fase di sviluppo, di ricerca, è come se stesse
cercando una propria identità. E trovo che, se, da una parte ci sono troppi
improvvisati dall’altra c’è un nucleo ristretto di bravi professionisti. Il
cinema è cinema italiano quando non dimentica le proprie origini. Questo non
vuol dire essere relegati all’immagine stereotipata dell’Italia o dell’
italiano. Non dimentichiamoci dei nostri ” geni “. Parlo di
“geni” con una doppia valenza. Sia l’ aspetto delle nostre radici che
quello della nostra genialità. Tutto il mondo ha elogiato il nostro
neorealismo, noi anziché proseguire, ci siamo un po’ fermati ed adagiati sugli
allori, eppure siamo maestri nel raccontare situazioni più o meno drammatiche
con la commedia. Sappiamo far commuovere, sappiamo far ridere, siamo un popolo
di grande cultura, siamo sommersi di meraviglie e di qualità e non siamo più
capaci di apprezzarle e valorizzarle. Anzi facciamo di tutto per non
riconoscerle. Da ragazzo, tutto ciò mi rattrista. Come mi rattrista anche
vedere delle persone “fare cinema” o teatro o televisione, anziché
fare un altro mestiere. Ammetto di non essere né un critico né un
intellettuale, la mia è solo una considerazione da persona che di fronte ai
film da vedere, spesso preferisce leggere un buon libro o fare attività fisica.
Con questo non voglio
dire che non ci siano prodotti di qualità. Ma sono veramente pochi.
D) Se dovessi fare un
film all’estero, con quale regista preferiresti lavorare?
R) I registi che
considero dei maestri  sono: Giuseppe Tornatore, Woody Allen, Lars Von
Trier, Luc Besson e Guy Ritchie e sarebbe, ovviamente, una grande gioia poter
lavorare con loro. Un altro bravo regista che ultimamente mi ha sorpreso è
Daniele Vicari con il film “Diaz”.
D) Tu hai lavorato a
teatro con Mariangela Melato: che ricordo hai di lei?
R) Mariangela Melato.
Per come la vedo io se ne è andata un’attrice straordinaria. Ho lavorato con lei
nello spettacolo teatrale “La Centaura”  diretto da Luca
Ronconi, facevo il piccolo centauro, suo figlio. Che posso dire, quando ero
piccolo la guardavo in film come: “Travolti da un insolito destino nell’azzurro
mare d’agosto”, “La classe operaia va in paradiso”, poi essere sul palco con
lei, ascoltare i suoi consigli cercando di starle almeno dietro, per poi
seguirla ancora negli ultimi spettacoli…E’ stato un onore averla conosciuta.
Una grande Maestra!
D) Quali sono i tuoi
progetti immediati e futuri?
R) Un film per il
cinema con Jordi Molla e Chiara Caselli dal titolo “Presto farà
giorno” di Giuseppe Ferlito, e poi chissà…aspetto delle risposte… (R. Bocchi)