In prima nazionale a Milano “D’Artagnan”, di Corrado Accordino

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Il 23 aprile 2014 ha debuttato al Teatro Libero di Milano “D’Artagnan”, scritto, diretto e interpretato da Corrado Accordino, che resterà in scena fino all’11 maggio.
Un eroe romantico, leale e coraggioso. Per questo, poco moderno. Un uomo intelligente, fidato, onesto. Appunto, poco moderno. Una vita non corruttibile, non in vendita, non negoziabile. Decisamente, poco moderno.
D’Artagnan e i suoi amici sono moschettieri, fedeli al proprio giuramento ma soprattutto fedeli a un’idea, disposti a combattere, spada alla mano e sguardo fiero. Non  hanno paura della morte se la morte è la naturale conseguenza delle propria lealtà. Uomini che sanno scegliere e sulla base delle proprie scelte decidere come agire. Uomini d’azione, che sanno usare la furbizia per difendersi e l’intelligenza per attaccare.
Immaginate ora un uomo, con gli stessi ideali e illusioni da moschettiere di D’Artagnan, la stessa arroganza e spavalderia, immerso però nel nostro tempo. Chi sono i re e le regine da proteggere oggi? Qual è l’ideale a cui votare la propria vita? Chi sono i Richelieu che tramano nell’ombra? E quali sono le ombre che ci fanno tremare? Una sola risposta, una sola arma: il rischio! che giustifica il pensiero. Il rischio è l’unica scusa che abbiamo per vivere.

“Si vive sull’inizio di una guerra, prima del secondo tempo che non
vedremo mai, si vive di orge di luce, in un formicaio commerciale, si vive di
slogan, di recite funebri, di musica adatta e di adatte eccitazioni. Si vive
come un tragico americano su un’autostrada senza fine, in una lingua
pericolosa l’inventario delle cose da salvare in poche righe, nello spazio di
una mano c’è tutto quello che conosciamo di noi. Si vive e non sempre si muore,
con le armi in pugno.  Anche se vorremmo,
anche se sarebbe una fotografia più riuscita”. (Corrado Accordino)