IL TEATRO DI ROMA PER LA LEGALITÀ – tre appuntamenti a partire dal 26 marzo

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Marco Gambino

Ai temi della giustizia e della verità il Teatro di Roma dedica il percorso di Stagione IL TEATRO PER LA Legalità, un’occasione di riflessione con cui contribuire a mantenere vivo il senso civico e i valori fondanti della nostra società: la convivenza, il vivere civile e l’essere partecipe di una comunità. Un impegno che restituisce al teatro il suo valore etico più altro e promuove la cultura come strumento di denuncia, di educazione civica per le giovani generazioni, di responsabilità per tutti cittadini.

Da Sangue nostro, un’altra storia di mafia che rievoca la strage avvenuta a Pizzolungo, di e con Fabrizio Coniglio, in scena con Alessia Giuliani (26 marzo, Teatro Argentina); al racconto della mafia attraverso i “racconti” degli stessi mafiosi con Parole d’onore, tratto dal testo di Attilio Bolzoni, interpretato da Marco Gambino (27 e 28 marzo, Teatro di Villa Torlonia); mentre a Pasolini è dedicato il monologo Pasolini: la verità; scritto, diretto e interpretato da Claudio Pierantoni (22 aprile, Teatro Argentina).

Sempre alle nuove generazioni è destinato Dieci storie proprio cosìterzo atto, spettacolo di Giulia Minoli e Emanuela Giordano, che a ritmo serrato e senza censure racconta i guasti della corruzione, le metastasi della diverse forme di criminalità organizzata e violenta, questa volta con un “palinsesto” di attività in un vero e proprio festival dell’impegno civile Un’altra storia (fino al 29 marzo, Teatro India).

Primo appuntamento lunedì 26 marzo (ore 21) al Teatro Argentina, Fabrizio Coniglio e Alessia Giuliani insieme per rievocare la strage mafiosa di Pizzolungo con SANGUE NOSTRO, tratto dal libro Sola con te in un futuro Aprile di Margherita Asta, sopravvissuta all’attentato. In scena la toccante storia della piccola Margherita, rimasta sola con il papà, e del giudice Carlo Palermo, coinvolti nella strage; l’incontro dopo trent’anni tra i due è l’occasione per rivivere quei tragici momenti, ciascuno dal proprio punto di vista, con gli occhi della bambina che improvvisamente perde la madre e i fratelli, e con gli occhi del Giudice che rimane illeso solo per una tragica fatalità. È il 2 aprile 1985 ore 8.35 del mattino, la mamma di Margherita, Barbara Asta, sta accompagnando a scuola i suoi fratelli, Giuseppe e Salvatore. Un’autobomba esplode su una strada, a Pizzolungo, vicino Trapani. Il bersaglio dell’attentato mafioso è il giudice Carlo Palermo, che rimane vivo per miracolo, salvato proprio da quella macchina su cui viaggiavano i fratellini e la mamma di Margherita, che invece muoiono sul colpo. La storia di Margherita Asta, allora solo una bambina, e oggi attivista di Libera, con il suo coraggio e la sua tenacia, è un esempio di quanto la mafia sia spietata e violenta, tanto da sterminare una famiglia di innocenti, ma anche, di quanta forza possa esserci in un essere umano per continuare a combattere. Dopo lo spettacolo intervengono Piercamillo Davigo e Margherita Asta.

Si continua martedì 27 e mercoledì 28 marzo (ore 19) al Teatro di Villa Torlonia con Parole d’onore, sono le voci della Mafia nell’adattamento teatrale a cura di Attilio Bolzoni e Marco Gambino, per la regia di Manuela Ruggiero, dall’omonimo libro pubblicato da Rizzoli nel 2008 e firmato dallo stesso Bolzoni, giornalista di Repubblica. Un racconto di mafia narrato dai suoi principali esponenti. Lo spettacolo porta in scena le parole dei grandi boss di Cosa Nostra (Salvatore Riina, Tommaso Buscetta, Michele Greco) così come le ha trascritte dal vero il giornalista investigativo Bolzoni. Raccolte in trent’anni di attività da processi e interrogatori, queste frasi senza florilegi ci conducono al cuore del ragionamento mafioso, che non è solo una lingua o un codice ma un esercizio d’intelligenza e un’esibizione permanente di potere. Sono voci che provengono da un altro mondo: è la mafia che racconta se stessa, la mafia che si guarda dentro. I boss e i loro pensieri e i loro sentimenti, cosa pensano dell’amore e della morte, della famiglia e dell’amicizia, di Dio e del peccato. Marco Gambino incarna e alterna sulla scena una scatola nera fatta di trasparenze, diversi personaggi, protagonisti e non, del mondo della Mafia. Immagini disegnate in bianco e nero si fondono con l’attore, esaltando e nello stesso tempo contribuendo a rivelare le emozioni celate dietro il linguaggio, apparentemente oscuro e contorto del pensiero mafioso.

Infine domenica 22 aprile (ore 21) al Teatro Argentina, Pasolini: la verità, spettacolo, scritto, diretto e interpretato da Claudio Pierantoni, che porta in scena i sensi di colpa nei confronti di Pier Paolo Pasolini sottolineando la mancanza della sua voce e del suo sguardo profetico e anticipatore sulla società umana. Attraverso la contaminazione di momenti teatrali e audiovisivi dalla vivida e lacerante vis drammatica, lo spettacolo si configura con un marcato profilo giudiziario, evidenziando lucidamente e documentando punti oscuri della sua morte. Un’opera di denuncia priva di infingimenti scenici e mediazioni di comodo. In scena le percussioni, il jazzista di fama internazionale Roberto Gatto.

26 marzo ore 21 _ Teatro Argentina

SANGUE NOSTRO
scritto da Margherita Asta e Fabrizio Coniglio
con Fabrizio Coniglio e Alessia Giuliani

Intervengono dopo lo spettacolo Piercamillo Davigo e Margherita Asta

Posto unico 5€

27 e 28 marzo ore 19 _ Teatro di Villa Torlonia

PAROLE D’ONORE

di Attilio Bolzoni
adattamento teatrale di Attilio Bolzoni e Marco Gambino
con Marco Gambino e Attilio Bolzoni
regia Manuela Ruggiero

produzione les déchargeurs / le pôle in associazione con woh productions ltd

Posto unico intero 10€ _ ridotto 5€

22 aprile ore 21 _ Teatro Argentina

PASOLINI: LA VERITÀ

scritto, diretto e interpretato da Claudio Pierantoni
luci Luigi Ascione

produzione Cittadinanzattiva Lazio Claudio Rizzo, Associazione La Quarta Parete

ingresso libero

INFO TEATRO DI ROMA _ Largo di Torre Argentina, Roma

Biglietteria: tel. 06.684.000.311/314 _ www.teatrodiroma.net