Il grande bianco – Trascendenza della Grande Guerra

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Teatro-musica
itinerante di Roberto Paci Dalò
per il Festival Aperto al Teatro Valli di Reggio Emilia. Sabato
27 settembre 2014
, ore 21,
prima assoluta.
Una produzione Fondazione i Teatri
in collaborazione con Giardini Pensili e
Marsèll.

La
Grande Guerra è il soggetto dell’ultimo lavoro scenico e musicale di
Roberto Paci Dalò che verrà presentato in prima assoluta il 27
settembre 2014 presso il Teatro Valli di Reggio Emilia all’interno
del Festival Aperto.
È creato per il Teatro Valli un allestimento
che sfrutta gli spazi dell’edificio (uno dei teatri più belli
d’Italia) per creare uno spettacolo di teatro-musica itinerante che
investiga le infinite possibilità sceniche e percettive di un luogo
così particolare.
Il
luogo sarà completamente ridisegnato per ospitare Il grande bianco
in tutti i suoi spazi e trasformarlo in uno straordinario dispositivo
percettivo di dimensioni inusuali.

Una macchina
sensoriale che ospiterà il pubblico in un modo mai visto prima d’ora
e dove il pubblico si muoverà tra luci, fumo, proiezioni video,
vòlte stellate grandi quanto il teatro stesso, trincee, ospedali da
campo, mappe, campane, sirene, elettronica dal vivo, camminando tra
oggetti e gli interpreti d’eccezione: un vero coro alpino (Coro La
Baita di Scandiano) e l’Ensemble strumentale dell’Istituto Musicale
Peri. Gli interpreti saranno dislocati in molti spazi del
teatro.

Tutto ciò per creare qualcosa di radicalmente nuovo e
antico allo stesso tempo. I canti della tradizione alpina – in
particolare quelli legati all’epopea della Grande Guerra – vengono
trasfigurati e ricomposti in un progetto contemporaneo dalla
caratteristiche particolari.
Si tratta quindi di una riflessione
sulla Prima Guerra mondiale a partire da quello che l’autore ha
individuato come uno degli elementi chiave dell’intero conflitto:
il sentimento dell’attesa. Una guerra di trincea fatta sì di
scontri cruenti ma allo stesso tempo di dilatazioni, silenzi,
sospensioni. Per l’Italia il fronte principale sono state le Alpi
dove permane nella memoria collettiva una mitologia della Grande
Guerra. Un conflitto che ha còlto quasi tutti di sorpresa e
provocato reazioni anche un po’ particolari (cfr. le diserzioni di
massa, fenomeno singolare e mai visto prima su questa scala).

l
materiali musicali di riferimento della composizione originale sono
alcuni canti alpini (alcuni dei più belli e possibilmente meno
conosciuti) che vengono completamente decostruiti e quindi
ricostruiti per trasformarli in qualcosa di sorprendentemente diverso
dall’originale. Dove la retorica è annullata per inoltrarsi
piuttosto in un territorio ambientale rarefatto. Immaginiamo insomma
un incontro tra un coro alpino e il silenzio della montagna. Una
musica trascendentale che evoca gli spazi sospesi di notti terse dove
anche i più piccoli suoni hanno luogo in uno spazio minuscolo e
enorme allo stesso tempo. Dove la vastità è percepita attraverso il
dettaglio.

Informazioni
www.giardini.sm/projects/igb
www.iteatri.re.it