FIDELIO di Ludwig van Beethoven Direttore Daniel Barenboim Regia Deborah Warner

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Atto primo

Il cortile della prigione di Stato.

Jaquino, guardiano della prigione, fa la corte a Marzelline, figlia del carcerie-
re Rocco (Duetto: “Jetzt, Schätzchen, jetzt sind wir allein”). Marzelline tutta-
via sdegna le sue attenzioni, da quando alla prigione è arrivato il giovane Fi-
delio. Questi è in realtà Leonore, il cui marito Florestan è scomparso miste-
riosamente oltre due anni prima; senza dar credito alle voci che lo danno per
morto, Leonore ha raggiunto il carcere in cui sospetta l’abbia rinchiuso il go-
vernatore Don Pizarro, suo nemico. Qui, in abiti maschili e sotto il nome di
Fidelio, si è guadagnata la fiducia di Rocco, del quale è divenuta aiutante.
Marzelline resta sola e canta il suo amore per Fidelio, al quale spera presto di
essere congiunta in matrimonio (Aria: “O wär ich schon mit dir vereint”).
Rocco interpreta lo zelo del suo giovane aiutante come un segno del suo
amore per Marzelline (Quartetto: “Mir ist so wunderbar”); gli promette dun-
que la figlia in sposa, raccomandando a entrambi di non dimenticare che an-
che il denaro è necessario alla felicità (Aria: “Hat man nicht auch Gold beine-
ben”). Rocco acconsente alla richiesta di Fidelio di accollarsi anche i lavori
più pesanti, accompagnandolo nei sotterranei, dove la giovane sospetta sia
incarcerato Florestan (Terzetto: “Gut, Söhnchen, gut”). Al suono di una mar-
cia entra Pizarro, governatore della prigione, accompagnato da alcuni uffi-
ciali. Una lettera lo avverte che Don Fernando, ministro di Spagna, giungerà
presto per compiere un’ispezione al carcere: Pizarro decide allora di soppri-
mere il prigioniero chiuso nei sotterranei, e ne pregusta l’uccisione (Aria con
coro: “Ha, welch ein Augenblick”). Chiede a Rocco di uccidere il prigioniero
e nasconderne il cadavere; al suo rifiuto gli ordina di scavare un fossa, poi-
ché provvederà lui stesso all’assassinio (Duetto: “Jetzt, Alter, jetzt hat es Ei-
le”). Leonore, che ha sentito tutto, inorridisce, ma non abbandona la spe-
ranza di salvare lo sposo (Recitativo e aria: “Komm, Hoffnung, laß den letz-
ten Stern”). Convince Rocco a lasciare uscire per un momento dal carcere i
prigionieri, che tornano all’aperto felici di respirare l’aria pura (Finale: “O
welche Lust, in freier Luft”). Fidelio, intanto, ottiene da Rocco il permesso di
accompagnarlo nei sotterranei e di aiutarlo a scavare la fossa per il prigionie-
ro. Pizarro, irato per l’iniziativa del carceriere, fa rinchiudere di nuovo i pri-
gionieri; Rocco calma la sua collera ricordandogli la morte imminente di Flo-
restan. Atto primo

Il cortile della prigione di Stato.

Jaquino, guardiano della prigione, fa la corte a Marzelline, figlia del carcerie-
re Rocco (Duetto: “Jetzt, Schätzchen, jetzt sind wir allein”). Marzelline tutta-
via sdegna le sue attenzioni, da quando alla prigione è arrivato il giovane Fi-
delio. Questi è in realtà Leonore, il cui marito Florestan è scomparso miste-
riosamente oltre due anni prima; senza dar credito alle voci che lo danno per
morto, Leonore ha raggiunto il carcere in cui sospetta l’abbia rinchiuso il go-
vernatore Don Pizarro, suo nemico. Qui, in abiti maschili e sotto il nome di
Fidelio, si è guadagnata la fiducia di Rocco, del quale è divenuta aiutante.
Marzelline resta sola e canta il suo amore per Fidelio, al quale spera presto di
essere congiunta in matrimonio (Aria: “O wär ich schon mit dir vereint”).
Rocco interpreta lo zelo del suo giovane aiutante come un segno del suo
amore per Marzelline (Quartetto: “Mir ist so wunderbar”); gli promette dun-
que la figlia in sposa, raccomandando a entrambi di non dimenticare che an-
che il denaro è necessario alla felicità (Aria: “Hat man nicht auch Gold beine-
ben”). Rocco acconsente alla richiesta di Fidelio di accollarsi anche i lavori
più pesanti, accompagnandolo nei sotterranei, dove la giovane sospetta sia
incarcerato Florestan (Terzetto: “Gut, Söhnchen, gut”). Al suono di una mar-
cia entra Pizarro, governatore della prigione, accompagnato da alcuni uffi-
ciali. Una lettera lo avverte che Don Fernando, ministro di Spagna, giungerà
presto per compiere un’ispezione al carcere: Pizarro decide allora di soppri-
mere il prigioniero chiuso nei sotterranei, e ne pregusta l’uccisione (Aria con
coro: “Ha, welch ein Augenblick”). Chiede a Rocco di uccidere il prigioniero
e nasconderne il cadavere; al suo rifiuto gli ordina di scavare un fossa, poi-
ché provvederà lui stesso all’assassinio (Duetto: “Jetzt, Alter, jetzt hat es Ei-
le”). Leonore, che ha sentito tutto, inorridisce, ma non abbandona la spe-
ranza di salvare lo sposo (Recitativo e aria: “Komm, Hoffnung, laß den letz-
ten Stern”). Convince Rocco a lasciare uscire per un momento dal carcere i
prigionieri, che tornano all’aperto felici di respirare l’aria pura (Finale: “O
welche Lust, in freier Luft”). Fidelio, intanto, ottiene da Rocco il permesso di
accompagnarlo nei sotterranei e di aiutarlo a scavare la fossa per il prigionie-
ro. Pizarro, irato per l’iniziativa del carceriere, fa rinchiudere di nuovo i pri-
gionieri; Rocco calma la sua collera ricordandogli la morte imminente di Flo-
restan. Inaugurazione Stagione d’Opera e Balletto 2014 ~ 2015 4*, 7, 10, 13, 16, 20, 23 dicembre 2014  FIDELIO Opera in due atti Libretto di Joseph Sonnleithner e Georg Friedrich Treitschke Musica di  LUDWIG VAN BEETHOVEN (Edizione Proprietà Fondazione Teatro alla Scala)  Prima rappresentazione assoluta della terza e ultima versione: Vienna, Kärntnerthor Theater, 23 maggio 1814Prima rappresentazione al Teatro alla Scala: 7 aprile 1927 (direttore Arturo Toscanini)  Nuova produzione Teatro alla Scala Direttore DANIEL BARENBOIM Regia DEBORAH WARNERScene e costumi  CHLOE OBOLENSKYLuci JEAN KALMAN  Personaggi e interpreti principali Don Fernando, ministro​        ​Peter MatteiDon Pizzarro, governatore di una prigione di stato.   Falk StruckmannFlorestan, un prigioniero​​​      Klaus Florian VogtLeonore, sua moglie, sotto il nome di Fidelio.      ​Anja KampeRocco, capocarceriere​​​​   Kwangchul YounMarzelline, sua figlia​​     ​Mojca ErdmannJaquino, guardiano​      ​Florian Hoffmann  Orchestra e Coro del Teatro alla ScalaMaestro del Coro BRUNO CASONI 

 Daniel Barenboim alla Scala  Il M° Daniel Barenboim ha incontrato la stampa oggi alla Scala a pochi giorni dall’inaugurazione della Stagione 2014/2015 per ripercorrere le esperienze di questi anni a Milano ma anche per anticipare il progetto della Barenboim – Said Akademie (http://www.daniel-barenboim-stiftung.org/) che sta sorgendo a Berlino e che costituirà il fulcro della sua attività. L’incontro è stato aperto da un saluto del Sovrintendente Alexander Pereira.  Con il Fidelio in scena dal prossimo 7 dicembre e con il ciclo pianistico dedicato alle Sonate compiute di Franz Schubert (3, 12, 15 e 22 dicembre), Daniel Barenboim conclude la stagione che dal 2005 lo ha visto alla Scala in veste di Maestro Scaligero e quindi, dal 2011, di Direttore Musicale. La relazione del M° Barenboim con il Teatro alla Scala e con la città di Milano è però molto più antica. Il debutto milanese lo vede undicenne pianista in un concerto alla Triennale nel 1954. Qualche anno dopo – è il 1966 – un Barenboim già all’apice della carriera pianistica esordisce alla Scala con i complessi del Teatro diretti da Zubin Mehta. Nel 1970 Claudio Abbado, impegnato nell’ampliamento del repertorio sinfonico eseguito dall’orchestra scaligera, lo chiama a dirigere la Sinfonia n° 7 di Bruckner, autore allora pochissimo eseguito a Milano. Nella prima parte il Concerto per violoncello di Schumann, solista Jacqueline du Pré. Due anni dopo Barenboim dirige il Requiem di Mozart con Rinaldi, Mattiucci, Schreier e Berry, e poi ancora Bruckner, la n° 4, in un programma aperto dal concerto K 595 di Mozart eseguito da Clifford Curzon. Nel 1988 porta alla Scala l’Orchestre de Paris (Schönberg, Čajkovskij) e nel 1993 torna in veste di pianista per una serata schubertiana in cui esegue quattro Improvvisi e la Sonata D 960.  Ancora Schubert, questa volta sinfonico, con l’esecuzione della Grande alla testa della Staatskapelle di Berlino nel 1997: Barenboim dirige inoltre dal pianoforte il Concerto n° 3 di Beethoven. Nel 2002 è di nuovo alla tastiera al Teatro degli Arcimboldi per una serata dedicata alle Années de Pélerinage di Liszt (chi era presente ricorda anche le trascrizioni operistiche regalate come bis).  Il colpo di fulmine con professori d’orchestra e pubblico scatta il 23 dicembre 2005 con la Nona di Beethoven eseguita per il Concerto di Natale: nei mesi seguenti Barenboim porta alla Scala la West-Eastern Divan Orchestra (1 settembre 2006: Mozart, Bottesini, Brahms) e, il 16 gennaio 2007, celebra con la Filarmonica della Scala il cinquantenario della morte di Toscanini con l’Eroica di Beethoven. Il 23 aprile un altro anniversario, il 50° dell’indipendenza del Ghana: Barenboim e gli scaligeri portano la Nona ad Accra per un pubblico che almeno in parte non ha mai ascoltato musica classica. Il 28 maggio Barenboim è al pianoforte per un nuovo recital lisztiano e il 1° luglio sul podio della Staatskapelle. Il 5 novembre 2007 è  la data della sua prima inaugurazione della Stagione della Filarmonica della Scala con il Concerto n° 2 di Bartók eseguito da Lang Lang (cui Barenboim si associa in un bis schubertiano a quattro mani) e una seconda parte di pagine sinfoniche di Wagner. Il legame con l’orchestra si salda in una serata in cui dirige le prime parti ne L’histoire du Soldat di Stravinskij. È il 6 dicembre e la voce recitante è Patrice Chéreau; il 7, per l’inaugurazione della Stagione, va in scena Tristan und Isolde, uno spettacolo ormai leggendario in cui direzione di Barenboim e regia di Chéreau si avvalgono di voce e presenza scenica di Waltraud Meier, Ian Storey, Matti Salminen. Poche settimane dopo, il 23 febbraio 2008, Barenboim inaugura il ciclo delle 32 Sonate per pianoforte di Beethoven, che eseguirà in otto serate. Il successivo titolo operistico, dal 16 giugno, costituisce la prima incursione nel repertorio russo: Il giocatore di Prokof’ev viene presentato con caloroso successo nell’allestimento di Dmitri Tcherniakov. Torna poi la Staatskapelle di Berlino con un programma dedicato a Bruckner; il 3 novembre una nuova inaugurazione della Filarmonica della Scala riporta a Milano Radu Lupu per il Concerto n° 3 di Bartók, cui segue un’esecuzione della Sinfonia Fantastica destinata a viaggiare per l’Europa.  Il 2009 si apre il 13 febbraio con il primo ciclo Beethoven – Schönberg: quattro serate in cui i concerti per pianoforte di Beethoven sono accostati alle pagine sinfoniche del viennese. In una delle serate Barenboim prima di eseguire le Variazioni per orchestra si rivolge al pubblico con alcune parole di spiegazione. Il 23 è al pianoforte per accompagnare Thomas Quasthoff in una memorabile Winterreise. Il 10 aprile Barenboim porta i complessi scaligeri al debutto alla Philharmonie di Berlino con la sua prima Messa da Requiem di Verdi insieme ai complessi della Scala: cantano Harteros, D’Intino, Filianoti e Pape. Tra le numerose riprese dei mesi seguenti si segnalano quelle all’aperto a Tel Aviv per il centenario della città (16 luglio), alla NHK di Tokyo (10 settembre) e alla Salle Pleyel di Parigi e alla Scala con Jonas Kaufmann (15 e 18 novembre). Con 12 esecuzioni in 8 città (cui si aggiungerà il CD) e un continuo lavoro di scavo interpretativo il Requiem diviene il brano di riferimento con cui Orchestra, Coro e Direttore Musicale si presentano nel mondo. Il 2009 è per Barenboim anche l’anno del primo Verdi al Piermarini: il titolo è Aida nell’allestimento di Zeffirelli del 2006; per le recite a Tel Aviv si riprende invece la versione firmata dallo stesso regista insieme a Lila de Nobili nel 1963. Per l’inaugurazione della stagione 2009/2010 Barenboim e il Sovrintendente Lissner scelgono di puntare su giovani artisti italiani: la regia è affidata a Emma Dante (la prima donna regista di un 7 dicembre), protagonista – accanto a Jonas Kaufmann – è Anita Rachvelishvili fresca di Accademia, il titolo è Carmen. Subito dopo la prima, il 9 dicembre, Barenboim celebra i 40 anni alla Scala di Plácido Domingo con un concerto wagneriano in cui il grande tenore è Siegmund nel I atto di Die Walküre accanto a Nina Stemme e Kwangchul Youn. Nello stesso mese di dicembre seguono un recital dedicato a Chopin e il Concerto di Natale con la trascrizione del Quartetto di Verdi e i Quattro Pezzi Sacri. L’attenzione al repertorio verdiano prosegue con Simon Boccanegra,protagonista Plácido Domingo passato al registro baritonale insieme a Harteros, Sartori e Furlanetto. Lo spettacolo, ripreso nel novembre 2014, è firmato da Federico Tiezzi. Il 12 maggio Barenboim continua il percorso “francese” iniziato con la Filarmonica proponendo una serata  interamente dedicata a Ravel che nella Stagione Sinfonica viene modificata inserendo nella prima parte ilconcerto per violino di Brahms eseguito da Guy Braunstein. Il 16 maggio si avvia il grande progetto del Ringche impegnerà Barenboim e il Teatro per quattro anni: va in scena Das Rheingold con la regia di Guy Cassiers. Segue un nuovo recital chopiniano per il ciclo Chopin – Schumann; nel corso dell’estate il Maestro porta la Scala nella sua città natale, Buenos Aires, presentando Aida (in forma di concerto) e il Requiem di Verdi nel restaurato Teatro Colón. Il 21 novembre Barenboim torna a Bruckner con tre serate dedicate al Te Deum, preceduto dal Concerto K 491 Mozart e pagine per coro maschile di Schubert, e il 2 dicembre propone insieme alle prime parti dell’orchestra una serata di trascrizioni operistiche per pianoforte e strumenti solisti.   Ad aprire la Stagione 2010/2011 è la seconda giornata del Ring: in Die Walküre cantano tra gli altri Waltraud Meier, Nina Stemme e Simon O’Neill; ma Barenboim dirige anche Il lago dei cigni che il 15 dicembre 2011 inaugura la Stagione di balletto. Il 12 marzo 2011 Barenboim è al pianoforte nella stagione della Filarmonica con entrambi i concerti di Liszt e Omer Meir Wellber sul podio; un nuovo recital schubertiano  include, il 13 aprile, le Sonate D 894 “Fantasia” e D 958, mentre in maggio torna alla Scala la West-Eastern Divan con l’Adagio della Decima di Mahler e l’Eroica di Beethoven. Ancora l’Eroica, ma eseguita dalla Filarmonica, apre il Festival MiTo il 4 settembre insieme all’Ouverture della Semiramide e al Concerto dell’Incoronazione di Mozart. A novembre, dopo una ripresa del Requiem verdiano al Bol’šoj, Barenboim ripropone anche il Quartetto e i Quattro Pezzi Sacri di Verdi, introdotti dalla Serenata K 388 di Mozart, per la Stagione Sinfonica del Teatro.  Barenboim dirige la sua prima opera di Mozart alla Scala in occasione dell’inaugurazione della stagione 2011/2012 e a pochi giorni dalla nomina a Direttore Musicale del Teatro (che avviene il 1° dicembre 2011): Don Giovanni va in scena con la regia di Robert Carsen e un cast di stelle che comprende Netrebko, Mattei, Terfel, Frittoli, Filianoti. Nel dicembre si svolge anche un nuovo Ciclo Beethoven – Schönberg, che del primo presenta le sinfonie e del secondo i concerti (ma nella serata del 21 Maurizio Pollini interpreta invece l’Imperatore di Beethoven impaginato con l’Ouverture Leonore 3 e la Kammersymphonie di Schönberg) mentre nella Stagione della Filarmonica presenta – alla Scala e in tournée a Parigi e Francoforte – un impaginato che accosta Noches en los jardines de España  di Falla a brani di Ravel. La Sinfonia n° 9 torna il 1° giugno per un concerto straordinario in onore del Santo Padre; al termine dell’estate, il 27 agosto, il Requiem di Verdi con Jonas Kaufmann, Anja Harteros, Elīna Garanča e René Pape è fissato in disco prima di viaggiare nei festival di Lucerna e Salisburgo. L’impegno internazionale continua con due serate al Bol’šoj, mentre dal 23 ottobre va in scena Siegfried, terza giornata della Tetralogia. Nel 2012 Daniel Barenboim compie 70 anni e la Scala lo festeggia con un ciclo di tre serate dedicate al Concerto per pianoforte: un tour de force nel quale il Maestro esegue il 25 ottobre i concerti n° 1 di Brahms e di Bartók insieme a Dialogues II, una novità assoluta di Elliott Carter con Gustavo Dudamel sul podio; il 7 novembre i Concerti n° 3 di Beethoven e n° 1 di Čajkovskij diretti da Daniel Harding. Ma soprattutto, il 30 ottobre,   Barenboim è al pianoforte per il Concerto n° 1 di Chopin nella serata che segna il ritorno alla Scala di Claudio Abbado sul podio della Filarmonica e dell’Orchestra Mozart riunite. Il dicembre 2012 vede due inaugurazioni ravvicinate: il 3, per l’apertura della Stagione della Filarmonica, Barenboim riporta al Piermarini Cecilia Bartoli, mentre a Sant’Ambrogio va in scena Lohengrin, uno spettacolo di Claus Guth con Jonas Kaufmann e Annette Dasch, volata all’ultimo momento a sostituire l’indisposta Anja Harteros. Dopo una nuova trasferta alla Philharmonie di Berlino con il Requiem verdiano in marzo, dal 30 maggio va in scena Götterdämmerung, pannello conclusivo del Ring. Nelle due settimane dal 17 al 29 giugno 2013 Barenboim dirige per due volte il ciclo completo comprendente Das Rheingold, Die Walküre, Siegfried eGötterdämmerung con la regia di Guy Cassiers, richiamando appassionati wagneriani da tutto il mondo. Per comprendere l’importanza di questa realizzazione per la Scala basta ricordare che il Ring fu presentato al Piermarini nel corso di una sola stagione per l’ultima volta nel 1963, sotto la bacchetta di André Cluytens. Negli anni ’90 Riccardo Muti presentò le quattro opere nel corso di diverse stagioni e con diversi registi.  Barenboim torna a Milano il 27 gennaio 2014 per dirigere, a sala vuota, la marcia funebre dell’Eroica in memoria dell’amico Claudio Abbado, che primo lo aveva chiamato a dirigere l’orchestra scaligera e che con lui aveva condiviso nel 2012 il concerto del ritorno. Quasi 10.000 milanesi si raccolgono in silenzio davanti al Teatro per ascoltare le note trasmesse dagli altoparlanti. Il 14 febbraio, per la stagione della Filarmonica,impagina un prezioso programma shakespeariano che incastona il raro Falstaff di Elgar tra l’Ouverture di Oberon di Weber e il concerto K482 di Mozart (per la Stagione Sinfonica Oberon sarà sostituito dalle Allegre comari di Windsor di Nicolai e nella seconda parte si ascolterà la Quinta di Čajkovskij). Dal 2 marzo Barenboim dirige nuovamente un’opera russa, La sposa dello Zar di Rimskij Korsakov, in un allestimento di Dmitri Tcherniakov. Il recital con Rolando Villazón del 25 maggio prelude al ritorno del tenore nel ruolo di Ferrando in Così fan tutte di Mozart nello spettacolo di Claus Guth che va in scena dal 19 giugno. Negli stessi giorni Barenboim dirige ancora, in una serata benefica, una memorabile Sinfonia n° 5 di Čajkovskij. E con un programma interamente dedicato al compositore russo si apre il 10 novembre la nuova Stagione della Filarmonica, in occasione della quale i professori nominano il Maestro Socio Onorario: sui leggii il Concerto per violino con Lisa Batiashvili e la Patetica. Per il ritorno nella Stagione Sinfonica Barenboim, oltre a eseguire al pianoforte il Concerto K 595 di Mozart, sceglie di dirigere per la prima volta alla Scala una composizione di Mahler, la Sinfonia n° 9. I concerti segnano un punto di altissima comunanza artistica tra orchestra e direttore, e la commozione si mescola all’impressione per le recite della ripresa del verdiano Simon Boccanegra con le quali Plácido Domingo festeggia i 45 anni di attività alla Scala.  Eloquenti le cifre della storia scaligera di Daniel Barenboim: 48 anni e, a oggi, 214 serate complessive ripartite in 108 d’opera, 84 concerti, 18 recital e 4 serate di balletto.