Esce al cinema ‘Eisenstein in Messico’, di Peter Greenaway

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Nel 1931, al vertice della sua
carriera, il regista sovietico Sergei Eisenstein è in Messico per girare un
film. Incalzato dal regime stalinista, che vorrebbe richiamarlo in patria
quanto prima, Eisenstein passa gli ultimi dieci giorni del suo viaggio nella
cittadina di Guanajuato. Sarà qui, con la complicità della sua guida Palomino
Cañedo, che scoprirà molte cose sul Messico ma anche sulla propria sessualità e
identità di artista.

Con uno stile visionario che non
ha eguali nel cinema contemporaneo, Greenaway firma un ritratto originale e
irriverente del grande regista russo, legandolo a una riflessione sul cinema,
il sesso e la morte che sconvolge e affascina. Accolto con entusiasmo
all’ultimo Festival di Berlino, il film segna il ritorno di Greenaway
all’energia coinvolgente delle sue opere migliori.

L’Eisenstein
di Greenaway è un personaggio piuttosto inedito nel suo cinema: è una
macchietta, un uomo che si autodefinisce clown. Capelli sparati in aria, un
fiume in piena di parole gesti movimenti. A Guanajuato incontra Palomino, che
sarà la sua guida durante tutta la sua permanenza, e se ne invaghisce subito.
La relazione sessuale tra Eisenstein e Palomino è forse quella più esplicita
sessualmente che Greenaway porta su grande schermo da I racconti del cuscino.

Il regista Peter Greenaway, nato
in Galles, ha raggiunto il successo nel 1982 con ‘I misteri del giardino di
Compton House’. Tra i suoi film più noti ‘Lo zoo di Venere’, “Il ventre dell’architetto”,
“Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante”, ‘I racconti del cuscino’.
Elmer Back (Eisenstein) è un
attore finlandese nato nel 1981, conosciuto soprattutto per la serie televisiva
‘The spiral’.

Luis Alberti (Palomino),
messicano, è stato attivo finora soprattutto in teatro e TV. (R.B.)