A Roma Per Eliseo Off ” STEADY RAIN”di Keith Huff con Davide Paganini e Matteo Taranto.

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Prosegue Eliseo Off – in seconda serata nel foyer di II° balconata, una rassegna che esplora il teatro d’autore contemporaneo. Il secondo spettacolo in programma è A Steady Rain (Pioggia dentro) dello statunitense Keith Huff, (traduzione di Giuditta Martelli)  fra ne gli autori della fiction House of Cards. Un testo pulp e noir che ha ispirato la prima stagione della serie True Detective, in cui due poliziotti raccontano ciascuno la propria versione dei fatti davanti alla commissione per gli Affari Interni, chiamata a giudicarli in seguito a un grave incidente verificatosi mentre erano in servizio. Gli interpreti, nella versione italiana Matteo Taranto e Davide Paganini, seguendo la tecnica narrativa dello storytelling, si rivolgeranno direttamente al pubblico come in una soggettiva cinematografica, senza mai perdere la relazione tra di loro, in un’alternanza tra narrazione orizzontale e verticale. Oltre a confrontarsi direttamente l’uno con l’altro, i due colleghi/amici quasi competono fra loro per guadagnarsi la credibilità e, rivolgendosi alla commissione, entrambi finiscono per rivolgersi al pubblico; cercano di coinvolgerlo interagendo continuamente con esso, per ottenerne la simpatia e la fiducia e portarlo ciascuno dalla propria parte. I due protagonisti comunicano una versione diversa dell’accaduto, o comunque non coincidente, per discolparsi di fronte al pubblico che, nella raffinata arte dello storytelling, viene a costituirsi come il vero giudice della vicenda.

Spiegano gli interpreti: L’idea di mettere in scena ‘A Steady Rain’ (‘Pioggia battente’ da noi ritradotto ‘Pioggia dentro’) nasce sulla spinta dell’enorme successo ottenuto dal testo negli Stati Uniti, tanto da diventare un caso nel panorama teatrale americano. Nel 2007, dopo le titubanze dovute a un plot esplosivo, viene allestito dal Chicago Dramatists, poi dal Royal George Studio Theatre e, nel 2009, la consacrazione con l’allestimento di Broadway con l’interpretazione dei divi hollywoodiani Jugh Jackman e Daniel Craig. Lo spettacolo resta in cartellone per dodici settimane e la rivista Time lo inserisce al secondo posto nella top ten dell’anno. La particolarità del testo è la sua struttura drammaturgica basata sulla tecnica dello storytelling. Attraverso una doppia narrazione, cronologicamente frammentata, basata sul contrasto fra le versioni fornite dai due protagonisti e che evoca inseguimenti, scazzottate, sparatorie, serial killer, trafficanti di droga, prostitute, sesso, corruzione e così via, il pubblico viene portato dentro l’azione stessa, in una affabulazione che riporta alle condizioni primarie dell’ascolto da cui nasce il teatro (il teatro greco era un teatro che si ascoltava più che vedersi).

Due agenti di polizia, Joey e Denny, sono colleghi e amici di lunga data. Il primo, single e introverso, ha problemi di alcolismo, è opportunista e innamorato segretamente della moglie del suo amico; Denny, sposato con figli, tradisce la moglie con una prostituta e ha un malcelato razzismo verso le minoranze etniche. Una chiamata per disturbo della quiete pubblica darà una svolta decisiva alla loro amicizia mettendola a dura prova. Il risultato sarà un viaggio difficile in una torbida zona morale, in cui la fiducia e la fedeltà lotteranno per la sopravvivenza in un contesto fatto di protettori prostitute, e criminali. Un dialogo scuro e tagliente in un frenetico botta e risposta, sostenuto da una pioggia costante, esplorano la complessità di un legame fraterno viziato da affari interni, violenza nelle strade più difficili di Chicago.

Pur avendo un ritmo da film poliziesco americano, da B-movie, il testo di Huff affronta temi universali, come il male, la corruzione morale, la mutazione antropologica della società postmoderna, la violenza sui bambini, temi oggi al centro della discussione pubblica. In un certo senso è uno testo epico. I temi vengono affrontati con un linguaggio popolare, con un ritmo incalzante che tiene lo spettatore col fiato sospeso avvincendolo dall’inizio alla fine e restituendo un ritratto impietoso della natura umana e del degrado morale della contemporaneità. Sottotraccia c’è il vero tema posto da Huff: la questione della verità, la verità dei fatti in rapporto al moltiplicarsi dei punti di vista soggettivi e alla complessità del reale. La regia è tutta incentrata a valorizzare la potenza dello storytelling attraverso la disposizione di una complessa partitura audio e video, che avrà il compito di completare le immagini composte dai due attori-narratori grazie alla potenza evocativa di suoni, rumori e immagini video.

Questa dimensione sonora che intendiamo sviluppare con la regia – aggiungono Taranto e Paganini – è peraltro già presente nella drammaturgia di Huff, nell’elemento della pioggia, una sorta di leit-motiv dalla forte connotazione simbolica e anche visiva (proiezione) che accompagna i due protagonisti verso l’agnizione finale. Un personaggio aggiunto, potremmo dire, catartico, una pioggia purificatrice necessaria per lavare via lo sporco delle vite dei protagonisti e permettere loro di affrontare un nuovo inizio. La pioggia, si sentirà e si vedrà video proiettata alle spalle dei due attori durante tutto lo spettacolo in determinati punti e a livelli audio diversi a seconda dei momenti, fungendo da raccordo tra le scene, con dissolvenze e assolvenze audio, etc. La presenza di ambienti sonori disposti su vari piani a seconda dei momenti ha lo scopo non solo di rafforzare l’evocazione dello storytelling, ma riflettere sull’ambiguità e sul meccanismo stesso del racconto e della comprensione, fatti di scarti, di vuoti, di eccedenze, di tracce. Non solo. Permetterà meglio allo spettatore (pensato come attivo nel colmare questi vuoti) di crearsi un proprio percorso di comprensione all’interno dello spettacolo, andando così al tempo stesso a problematizzare il concetto stesso di verità. Nella messa in scena teatrale ci siamo lasciati condurre da un linguaggio cinematografico quotidiano, crudo, scorretto, a tratti volgare che restituisce autenticità sensoriale al racconto, al rapporto fra i protagonisti, alla nostra idea e gusto interpretativi. L’estetica teatrale è minimale; l’utilizzo delle videoproiezioni immerge lo spettatore negli odori e nelle atmosfere degradate del sobborgo metropolitano, la scelta musicale scandisce il percorso emotivo, il disegno luci caratterizzato da forti contrasti, segue la narrazione negli ambienti e negli stati d’animo dei due personaggi.
Durata: 1h e 35 minuti

 

Eliseo OffFoyer II balconata

Dal 17 novembre all’11 dicembre 2017

Spettacoli dal venerdì al lunedì

Novembre 17-18-19-20 e 24-25-26-27

Dicembre 1-2-3-4 e 8-9-10-11

Orario ingresso spettacolo venerdì e sabato 22.30 – domenica e lunedì 20.00

 

Biglietteria tel. 06.83510216

Giorni e orari:

lunedì ore 13 – 19, da martedì a sabato ore 10.00 – 19.00, domenica ore 10 – 17

Via Nazionale 183 – 00184 Roma

Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it

Call center Vivaticket: 892234

Prezzi € 7