Dolce & Gabbana Fondatore Sostenitore del Teatro alla Scala

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Dolce&Gabbana e il Teatro alla Scala, sempre più vicini

Domenico Dolce e Stefano Gabbana coronano il loro profondo amore per la cultura italiana e per l’opera lirica, diventando Fondatori Sostenitori del Teatro alla Scala di Milano. Da sempre frequentatori e amanti del Teatro Milanese, Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno presentato la sfilata Alta Moda nel foyer Toscanini a gennaio 2015, dimostrando un sincero e sentito omaggio a un luogo simbolo in tutto il mondo per cultura, musica e danza. Il connubio tra Domenico Dolce e Stefano Gabbana e il Teatro alla Scala è continuato poi con il sostegno agli studi messo a disposizione a venti giovani allievi della Scuola di ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala e con gli allestimenti floreali del Palco Reale, per rendere il Teatro ancor più meraviglioso nei momenti importanti della stagione. A simbolo del legame con il Teatro alla Scala, nelle settimane che anticipano il periodo natalizio, il foyer ospita uno speciale albero di Natale decorato da Dolce&Gabbana. “La scelta di diventare Fondatori Sostenitori del Teatro alla Scala di Milano è stata la naturale evoluzione di un rapporto ormai consolidato, un gesto d’amore e di riconoscenza a un’istituzione simbolo della cultura italiana in tutto il mondo. Siamo felici di poter dare il nostro supporto, di contribuire alla valorizzazione di un simbolo insostituibile di arte e cultura.” Domenico Dolce e Stefano Gabbana “La decisione di Dolce&Gabbana di garantire al Teatro alla Scala un sostegno istituzionale assumendo il ruolo di Fondatori Sostenitori corona una collaborazione che si è fatta sempre più stretta e proficua e sancisce il legame tra due portavoce riconosciuti dell’eccellenza e della bellezza italiane nel mondo. Il dialogo con le forze produttive e creative, che è sempre stato una tradizione e una forza della Scala, si arricchisce così di un nuovo importante tassello. Per questo desidero ringraziare Domenico Dolce e Stefano Gabbana a nome di tutto il nostro Teatro”.

Alexander Pereira

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