Dal 7 al 12 marzo al Teatro Argentina di Roma “FAUST” una ricerca sul linguaggio dell’Opera di Pechino di Li Meini

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Dal 7 al 12 marzo al Teatro Argentina il Jīngjù, antichissima forma di teatro cinese, incontra una delle tragedie che più hanno arricchito il patrimonio letterario europeo, il Faust di Goethe. E il contatto tra due mondi così lontani è guidato con maestria dalla regista tedesca Anna Peschke, che riesce nell’impresa di creare una connessione eterea di infinita bellezza e di elevato impatto coreografico e visivo grazie alla fruttuosa collaborazione con la Compagnia Nazionale dell’Opera di Pechino.

Questo delicato scambio tra la cultura teatrale tedesca e le performing arts orientali consente l’interazione di diversi linguaggi scenici, non solo canto e recitazione, ma anche danza, arti acrobatiche e marziali in cui i personaggi, simili alle maschere della Commedia dell’Arte si esprimono in gesti stilizzati e duelli, rimandando alle battaglie dei pupi siciliani, tra archetipi popolari e affascinanti costumi. Il tutto miscelato in uno stile affascinante e commovente con attori, cantanti, atleti e ballerini capaci di un controllo del corpo e di una cura dei gesti che sfiora la perfezione e suggerisce nuovi, possibili sensi alla tragedia di Goethe. Così, seguendo il flusso magico di questa rappresentazione, si farà la conoscenza di un mondo lontano, un modo per osservare un classico con occhi differenti.

 

Lo spettacolo è una sfida importante affidata alla giovane Anna Peschke e a un gruppo di altrettanto giovani interpreti cinesi accompagnati da un ensemble musicale composto da musicisti italiani e cinesi, che eseguono un repertorio musicale originale composto da Luigi Ceccarelli, Alessandro Cipriani e Chen Xiaoman. «Lì dove l’Occidente perde la parola – annota la regista Anna Peschke – può entrare in gioco l’espressività rituale dell’Oriente; dove la rigidità della tradizione orientale si farà scalfire emergeranno pieghe di senso e di espressività rivitalizzanti per la comprensione contemporanea. Il mio progetto si confronta con Faust di Johann Wolfgang Goethe (1749-1832), di cui qui si indaga la prima parte. Pubblicato per la prima volta in Germania nel 1808, è considerato un capolavoro fondamentale della letteratura tedesca. Tradotto per la prima volta in cinese grazie al lavoro di Guo Moruo (1892-1978) solo nel Novecento è stato diffuso come testo di letteratura occidentale, studiato nelle università, e ha raggiunto il grande pubblico. Come regista – prosegue – la mia sfida risiede nel lavorare con gli attori della China National Peking Opera Company: questi performer possono raccontare un’intera storia con i movimenti, attraverso la danza e le azioni. Tra le peculiarità dell’educazione dell’Opera di Pechino, c’è infatti l’insegnamento della facoltà di comunicare grazie al corpo e al gesto, senza ricorrere all’uso della parola. Il testo, in lingua cinese, è stato rielaborato in collaborazione con la drammaturga Li Meini che ha scritto i versi in Jīngjù mandarino poetico. Il mio obiettivo è stato quello di interpretare il capolavoro di Goethe lavorando in stretto contatto con gli attori dell’Opera di Pechino alla ricerca di una performance sperimentale e interculturale, facendo interagire diversi linguaggi scenici».

Questa nuova forma e questa estetica orientale presentano un’opera nota come Faust in un contesto innovativo, offrendo nuove prospettive per una storia senza tempo. Un passo in avanti verso una forma contemporanea di Jīngjù che si apre a moderne influenze e a tematiche del nostro tempo. Infatti, il personaggio di Faust simboleggia l’archetipo dell’uomo contemporaneo che in nome del proprio piacere e per avidità, sottomette e sfrutta la natura e le persone, noncurante della miseria e della distruzione che genera. Mefistofele induce Faust in tentazione con seducenti promesse di gioventù, amore e piaceri, ma Faust sceglie in piena consapevolezza e responsabilità. Un’esperienza creativa toccante e stimolante, un’analisi e un’elaborazione attenta di un tema significativo, profondo e illuminante, che costituisce un’esplorazione artistica completamente nuova per una squadra formata da artisti occidentali e cinesi. Un incontro fra musica composta da un autore cinese, su modalità melodiche tradizionali, e musica composta da autori italiani.

INFO TEATRO DI ROMA _ Largo di Torre Argentina, Roma

Ufficio promozione: tel. 06.684.000.346 – www.teatrodiroma.net

Biglietteria Teatro Argentina: tel.06.684.000.311/314 (ore 10-14/15-19 lunedì riposo)

Orari spettacolo:

prima ore 21

martedì e venerdì ore 21

mercoledì e sabato ore 19

giovedì e domenica ore 17

lunedì riposo

 

Durata spettacolo: 1 ora e 30 minuti

Spettacolo in lingua cinese con sovratitoli in italiano