Dal 3 al 5 settembre a Sarzana il Festival della Mente

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Dal 3 al 5 settembre 2021 a Sarzana (SP) si svolgerà la diciottesima edizione del Festival della Mente, il primo festival europeo dedicato alla creatività e alla nascita delle idee.

Moltissimi gli eventi del festival: https://www.festivaldellamente.it/eventi2021.html

Letizia Battaglia

Tra gli eventi: venerdì 3 settembre alle ore 18.30 al Canale Lunense la fotografa palermitana di fama internazionale, una delle prime donne fotoreporter italiane, Letizia Battaglia, con Storie di vita. Battaglia, in un dialogo con il giornalista e appassionato di fotografia Michele Smargiassi, ripercorre, attraverso i suoi scatti, sessant’anni di storia, arte, cultura e politica italiana. Con le sue foto, ha voluto svelare la sua Palermo in tutti i suoi tratti: miseria e splendore, tradizioni, quartieri, feste, lutti. Tutti gli aspetti della vita quotidiana e i volti del potere di una città dalle mille contraddizioni. Sottraendosi a quel genitivo oltraggioso di “fotografa della mafia” Letizia Battaglia precisa sempre «Io non sono di, io sono contro. Io ho fotografato Palermo, questo sì, e a Palermo c’è anche la mafia». La fotografia diventa una strada per la libertà, la sua libertà; ma anche quella di coloro che, come lei, vogliono fuggire da tutte le gabbie.

Sabato 4 settembre alle ore 14.45, il cantautore e scrittore Francesco Bianconi, ex solista dei Baustelle, salirà sul palco di piazza Matteotti, insieme al filosofo e scrittore Emanuele Coccia, insegnante all’École des Hautes Études en Sciences Sociales. Nella conferenza Tu non temere sei a casa, Bianconi e Coccia incrociano pensieri, idee e visioni, e ci raccontano cosa c’è all’origine di quell’idea primitiva e al tempo stesso moderna che è il rifugio domestico. Cos’è la casa se non l’estensione di noi stessi? è il terreno dove attecchiscono le nostre radici; è il luogo della nostra intimità; è dove costruiamo le nostre prime relazioni, per poi aprirci all’altro. Oggi la casa rappresenta ancora tutto ciò? È ancora il fulcro e il principio dell’io? E il punto di confine tra noi e la realtà?

Emanuele Coccia

Sabato 4 settembre alle ore 16 al Canale Lunense David Grossman, uno dei più grandi narratori contemporanei, amato dai lettori di tutto il mondo, esplora, in un dialogo con il giornalista Alessandro Zaccuri, il concetto di origine, tema della XVIII edizione del festival. L’origine è un elemento centrale della cultura ebraica: l’evocazione del “principio” con cui si apre la Bibbia, il susseguirsi delle generazioni come fondamento della struttura sociale, il ritorno alla terra dei padri. Grazie alla sua straordinaria capacità di saper rendere universale la particolarissima esperienza israeliana, lo scrittore, vincitore nel 2017 del prestigioso Booker Prize con il libro “Applausi a scena vuota”, nell’incontro dal titolo Amore, famiglia, lingua, racconto: le parole delle origini, approfondirà molti temi nodali che attraversano i suoi libri, dalla tenacia dei legami familiari al mistero dell’appartenenza a una lingua, dall’avventura dell’introspezione fino al coraggio che occorre per riconoscere e risanare le origini di un conflitto.

David Grossman (ph Claudio Sforza)

Domenica 5 settembre alle ore 9.45 in piazza Matteotti, Edoardo Albinati guida il pubblico del Festival della Mente in un’analisi spietata sulla retorica, e, in particolare, su come venga sempre più spesso scambiata per passione, coraggio o verità, e persino per alta poesia. Lo scrittore ha alle spalle un premio Strega per il libro La scuola cattolica (Rizzoli 2016) da cuiè tratto l’omonimo film che sarà presentato a settembre alla Biennale Cinema di Venezia. Ora sta per uscire il suo nuovo libro Velo pietoso. Guerra alla retorica (Rizzoli) dove passa in rassegna i modi e i luoghi in cui i nostri discorsi, sia pubblici che privati, si fanno alati o minacciosi, pretendendo a tutti i costi di commuovere o persuadere o intimorire il prossimo, evitando così di rappresentare le cose per come sono veramente. Ne parla approfonditamente sul palco del Festival dedicato alla creatività nell’incontro Guerra alla retorica, spiegando che l’origine di questo male non è da ricercare nei romanzi o nelle poesie, ma in quella letteratura che ricalca, senza saperlo, antichi modelli letterari negli elzeviri dei giornali, nelle invettive e nei monologhi televisivi, o nei deliri di protagonismo online.

Il 5 settembre alle 16 sul palco ci sarà Davide Calgaro con Venti freschi: il più giovane stand up comedian italiano ci rivela cosa vuol dire avere vent’anni, andare a vivere da solo e i problemi di chi come lui – proprio perché giovane – non viene mai preso sul serio. Dopo aver descritto nel suo primo spettacolo i suoi sedici anni, dalla scuola agli amici fino al rapporto con i genitori, Davide Calgaro alza il tiro e racconta in chiave comica e per esperienza diretta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta e i guai che ne derivano, ridendoci su.  

Il Festival della Mente propone due incontri per riflettere sull’origine del cambiamento climatico e per scoprire la storia di pionieri dell’ambientalismo. Il clima della terra è sempre cambiato ma quali sono le origini di questa variabilità? Perché ci si preoccupa di quei pochi gradi in più che si attendono alla fine del secolo? È grave? E se lo è – perché in effetti, lo è – possiamo fare qualcosa per ridurre la crescita delle temperature? Sono questi gli interrogativi sui quali si confronteranno domenica 5 settembre alle ore 17.15 in piazza Matteotti, nell’incontro Cambiamento climatico: origini, catastrofi e speranze, il direttore dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR Antonello Provenzale, esperto di dinamica del clima e di impatti dei cambiamenti globali su ecosistemi e biodiversità, e la ventiduenne narratrice scientifica e alpinista Sara Segantin, tra i fondatori di Fridays For Future Italia.
Sempre domenica 5 settembre, alle ore 21.15 al Canale Lunense di Sarzana, lo storico Paolo Colombo in Alexander Von Humboldt: l’origine dell’ecologia racconta la storia di Humboldt, un gigante del pensiero che, con due secoli di anticipo, pose domande fondamentali per il futuro del genere umano, e che prende vita davanti agli occhi del pubblico del festival grazie all’abile e poetica penna dell’illustratore Michele Tranquillini. Humboldt, definito nell’Ottocento l’uomo più famoso al mondo dopo Napoleone, fu esploratore, scrittore, amico di scienziati, letterati e rivoluzionari. Con una visione che potremmo definire attualissima, comprese l’impatto dell’uomo sul cambiamento climatico e spiegò che tutte le cose sono intimamente collegate, secondo il concetto dell’interdipendenza, che l’universo è un immenso organismo sul quale il genere umano non ha diritti di sfruttamento. (R.B.)