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Dal 17 ottobre al 5 novembre Al Teatro Eliseo “Un borgese piccolo piccolo” con Massimo Dapporto adattamento e regia di Fabrizio Coniglio

«Questa presentazione al libro aveva promesso di scriverla Pier Paolo Pasolini […] Nessuno meglio di lui avrebbe saputo mettere in valore questo quadro d’una Roma feroce, quest’indagine molecolare d’un mondo in cui un processo di omogeneizzazione sociale e culturale si compie in un deserto di valori. E nessuno meglio di lui avrebbe saputo dare una definizione esatta di questo stile diretto e spoglio»

(dalla prefazione di Italo Calvino)

 

Un borghese piccolo piccolo è un romanzo straordinario di Vincenzo Cerami da cui è stato tratto, in un secondo tempo, il capolavoro cinematografico di Mario Monicelli. Il romanzo, che diverge dal film in alcuni nodi narrativi essenziali, è un ritratto di agghiacciante attualità. La peculiarità dell’opera è la tinta grottesca con cui Cerami descrive le umili aspirazioni di Giovanni Vivaldi, il borghese piccolo piccolo, e che si cerca di ripercorrere nell’adattamento di Fabrizio Coniglio.

Il più grande desiderio del protagonista, un uomo di provincia che lavora al ministero, è quello di “sistemare” suo figlio Mario, proprio in quel ministero in cui Giovanni lavora da oltre trent’anni. Ma come ottenere una raccomandazione per il figlio? Ecco l’inizio della sua ricerca disperata di una “scorciatoia”, in questo caso rappresentata dalla Massoneria, per garantire un futuro al figlio. Le aspirazioni, il desiderio di raggirare le regole che una società democratica e civile impone, sembrano quasi connaturate nell’animo di ogni cittadino italiano.

La Scorciatoia o la raccomandazione è avvertita dalla nostra società come qualcosa di necessario per sopravvivere: forse, in fondo, non crediamo più nella possibilità di essere tutti uguali di fronte alla legge e nelle pari opportunità di emancipazione sociale ed economica. Questo è lo snodo più fortemente attuale della storia; racconteremo questo grande romanzo classico con il sorriso, che solo i grandi autori come Vincenzo Cerami hanno saputo e sanno ancora regalarci. Per questo motivo ci affidiamo all’arte di un grande interprete del nostro Teatro: Massimo Dapporto, capace di rendere il ridicolo e il tragico nello stesso tempo, offrendo grande umanità e semplicità alla famiglia Vivaldi.                                     

Fabrizio Coniglio

 

Nel cast insieme a Massimo Dapporto nel ruolo di Giovanni Vivaldi, ci sono: Susanna Marcomeni  – la moglie, Roberto D’Alessandro-  il capo ufficio, Matteo Francomano – il figlio, Federico Rubino – il criminale.

Le scene sono di  Gaspare De Pascali, i costumi di Sandra Cardini e il disegno Luci Valerio Peroni. Musiche originali Nicola Piovani.

Trama

Giovanni e Amalia discutono di come il figlio Mario potrà trovare un lavoro ora che ha conseguito il diploma di ragioniere. Giovanni apprende che si terrà un concorso per 1200 nuovi posti allo stesso ministero in cui lavora. Giovanni decide di iscrivere Mario, ma sapendo che lui non potrebbe farcela, va a chiedere al capufficio se può favorirlo. Il dirigente gli spiega che nel concorso vi sono due prove, una orale e una scritta; in quella orale può favorire Mario, ma in quella scritta no.

Il capufficio, però, vedendo Giovanni abbattuto, gli chiede se è disposto ad entrare nella Massoneria, in modo da poter conoscere anche lui il contenuto del test, usufruendo dei “vantaggi” che godono i membri della loggia.

Giovanni accetta, entra nella Massoneria e, qualche settimana prima del concorso, ottiene dal capufficio le risposte dell’esame, che fa imparare a memoria a Mario. Il giorno del concorso Giovanni e Mario si stanno recando al ministero, ma dei rapinatori che stanno scappando sparano e accidentalmente colpiscono Mario che muore. Amalia, per il dolore della morte del figlio, rimane vittima di una trombosi.

Giovanni si abitua al nuovo modo di vivere, ma un giorno, quando si reca in questura per vedere i sospettati, riconosce l’assassino e non dice niente.

L’assassino viene rilasciato e mentre ritorna viene seguito da Giovanni che lo cattura e lo porta nella sua baracca vicino al lago dove con del fil di ferro lo lega e lo imbavaglia quasi fino a strozzarlo e lo tortura per diversi giorni. Nei giorni seguenti l’assassino muore, Giovanni va in pensione, ma proprio lo stesso giorno dell’agognato traguardo Amalia muore. Dopo i funerali, Giovanni ritorna a seppellire l’assassino e poi ritorna alla sua vita di prima.

 

Durata: 90 minuti – atto unico

 

TEATRO ELISEO

Da martedì 17 ottobre a domenica 5 novembre 2017

 

Orario spettacoli:

martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00

Primo sabato di programmazione doppio spettacolo ore 16.00 e ore 20.00

mercoledì e domenica ore 17.00

 

Biglietteria tel. 06.83510216

Giorni e orari: lun. 13 – 19, da martedì a sab 10.00 – 19.00, dom 10 – 16

Via Nazionale 183 – 00184 Roma

Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it

Call center Vivaticket: 892234

 

su Francesco

Collabora con il Blog checedinuovo dal 2015. Nato a Pesaro, la città di Gioacchino Rossini. Attore formato in primis nella Scuola di Beatrice Bracco a Roma, e all’Actor Center di Michael Margotta. Scopre la sua passione per la recitazione passando per la danza, con la quale inizia a muovere i “suoi primi passi” nel mondo dello spettacolo. Negli anni ha maturato numerose esperienze lavorative passando dalla prosa al musical, dalla fiction a qualche lavoro nel cinema, oltre a numerosi spot pubblicitari.

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