continua la rassegna TREND al Teatro Belli con BAD JAZZ di Robert Farquhar regia di Guhlielmo Guidi – 27-28-29 ottobre

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La nuova drammaturgia, soprattutto il filone irlandese di terza generazione, che imperversa in tutta Europa, ma della quale in Italia si sente poco parlare, con questo nuovo “straniamento” si dà un senso attivo alle emozioni; è un mezzo potente e suggestivo. Le battute sono brevi e fulminee, la lingua è “parlata”; i personaggi raccontano una storia, poi chiudono la porta e se ne vanno.

BAD JAZZ (gioco sporco), di Robert Farquhar, è una farsa satirica sul teatro moderno: quando la realtà e l’arte teatrale si confondono; ma è anche un assalto a tutto campo su quei registi ambiziosi che spingono in maniera autoritaria gli attori (quelli idioti) ad eseguire i loro ‘comandi’ nell’interesse della ricerca.

Questa provocatoria commedia parla di un “gruppo” che si riunisce nel tentativo di perseguire un sogno: fare teatro. La compagnia, che si definisce, di teatro sperimentale, sta mettendo in scena una commedia dalle tinte forti per scuotere il pubblico. I personaggi, che per la loro stranezza sfiorano il paradosso, fanno parte di quella “cultura wannabe”; e cioè, che aspirano a qualcosa, in particolare a essere qualcuno, a ricoprire un certo ruolo; e fingono, di essere quel qualcuno o ricoprire quel determinato ruolo. Natasha è un’attrice, perché vuole essere un’attrice, vuole diventare un’attrice, ma per Ben, il suo fidanzato, dovrebbe smettere e andare a vivere con lui; Gavin, il regista, nonostante la sua fama di enfant terrible, non è affatto quello che sembra e spinge i suoi attori a impegnarsi in situazioni dove il mondo del reale e il mondo del palcoscenico diventano quasi instinguibili: ne scaturiscono scene esilaranti e al limite del grottesco; Danny, come Natasha, è un attore che vorrebbe essere un attore, ma il suo appetito sessuale gli crea grosse difficoltà (Il suo monologo, quando confessa a Gavin che ha avuto una relazione con Natasha è davvero comico); Danielle, la produttrice, è preoccupata per come Gavin sta portando avanti le prove; Hannah, infine, l’autrice, vuole solo raccontare una storia.

Farquhar, architetta la pièce intorno ad un pene finto che diventa come un talismano e che rende l’intreccio non solo una farsa, ma anche un veicolo con cui sfida il moderno teatro “di ricerca”.

Bad jazz è una costante sorpresa. In un atto unico della durata di 80 minuti il drammaturgo britannico mette insieme budella, sesso, cani morti (di peluche), sangue, che diventano un bizzarro inno all’umana ricerca di senso e significato della vita. Le scene sono come delle micce che anticipano un’esplosione di comicità, ma al tempo stesso un ritratto iperbolico del nostro bisogno di essere, in questo mondo, propositivi.

La traduzione del testo è di Stefano Cisano, la regia di Guglielmo Guidi mentre a dare vita ai sei personaggi dell’opera sono: Mariagrazia Pompei, Simone Ciampi, Giovanni Serratore, Andrea Bonella, Marika De Chiara, Carmen Di Marzo.

BAD JAZZ è stato rappresentato per la prima volta all’ATC and Drum Theatre Plymouth il 22 Febbraio 2007, al Drum Theatre Plymouth. Il testo è per la prima volta rappresentato in Italia.