Assegnati i premi ai vincitori del Concorso Letterario “Goliarda Sapienza” Racconti dal carcere. VI edizione IL PERDONO

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Roma, lunedì 7 novembre 2016, Casa Circondariale di Regina Coeli – Si è conclusa da pochi minuti la finale della VI edizione del Premio Goliarda Sapienza – Racconti dal carcere, l’unico concorso letterario in Europa dedicato a detenuti affiancati da scrittori, artisti e giornalisti nelle vesti di Tutor d’eccezione. Una cerimonia intensa ed emozionante, vibrante di vita nella rotonda di Regina Coeli.

La scrittura per superare il muro più alto, quello del carcere.

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Nel corso della premiazione è stato presentato il libro – disponibile da oggi in libreria –  che raccoglie i 25 racconti finalisti con le introduzioni dei Tutor, dal titolo Così vicino alla felicità. Racconti dal carcere (Rai Eri), curato da Antonella Bolelli Ferrera e con la prefazione di Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, che ha dichiarato: “Per me è stata un’esperienza importante, perché guardando la vita attraverso le prospettive dei detenuti ho potuto scoprire meglio me stesso e la mia vita. Noi tutti abbiamo la responsabilità di costruire un terreno di opportunità, di lavoro, di concretezza e impegno per i detenuti”.ok-raffaele-amabile-vincitore-sezione-minori_media

Al termine di una affollata cerimonia presentata da Serena Dandini con Antonella Bolelli Ferrera, ideatrice e curatrice del Premio, la giuria presieduta da Elio Pecora e composta da Lorenza Bizzarri, Silvia Calandrelli, Andrea Di Consoli, Piera Degli Esposti, Paolo Fallai, Daria Galateria, Angelo Maria Pellegrino, Giulio Perrone, ha proclamato vincitori:

Sezione Adulti

  • PRIMO CLASSIFICATO – MICHELE MAGGIO Cemento urlante

Per il grande ritmo e la sapiente costruzione narrativa, Michele Maggio riesce a interessare il lettore e a sviluppare un piano sequenza cinematografico amaro e divertente, ironico ed estremamente realistico. Tutti i personaggi vengono delineati con pochi, netti tratti, fino all’ultima cella, in cui l’autore dimostra non solo maturità letteraria, ma anche capacità introspettiva e coraggiosa coerenza.

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Il primo classificato Michele Maggio con il Tutor Sandro Rutolo

Tutor Sandro Ruotolo

  • SECONDO CLASSIFICATO – STEFANO LEMMA L’orto delle fate

Un racconto toccante e commovente, autentico, in cui la storia scorre fluida affrontando il difficile tema dei rapporti familiari, in bilico tra le certezze del protagonista e la voglia di imparare a perdonare. Una storia d’Amore di particolare purezza, narrata con semplicità per arrivare in fondo al cuore del lettore.

Tutor Ricky Tognazzi e Simona Izzo

  • TERZO CLASSIFICATO – SALVATORE TORRE Parafrasi di un lutto diversamente elaborato

Un racconto dal forte impatto emozionale, che elabora le ragioni della vendetta con persuasiva concisione, per poi sviluppare in maniera articolata, profonda e personale il tema del perdono. Salvatore Torre realizza una storia intrigante, avvincente ed evocativa, oltre a dimostrare una grande capacità di analizzare i sentimenti e farli vivere al lettore.

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La tutor Simona Izzo

Tutor Alessandro D’Alatri.

 

Sezione Minori e Giovani Adulti

 

  • PRIMO CLASSIFICATO – “ANTONIOIl biglietto di Rosa Parks

Originale, musicale, comunicativo. Una storia non storia che avvolge e affascina, un collage di anime “graffiate”, che si raccontano con la purezza e l’impulsività tipica della loro giovane età. Uno sguardo critico e allo stesso tempo spontaneo sulla vita, corale e complesso, nitido e struggente.

Tutor Erri De Luca

  • SECONDO CLASSIFICATO – “UNKNOWNPerdonate l’emozione

Un racconto maturo, in cui il vissuto personale fa da sfondo a un viaggio onirico che non perde mai la sua concretezza e la sua capacità evocativa. L’autore dimostra un’ottima capacità di utilizzare i simboli e di rielaborare artisticamente la propria storia. Efficace nel visualizzare la forza catartica della musica.

Tutor Luca Barbarossa

  • TERZO CLASSIFICATO – “RAFFAELE AMABILEC’è Anna

Spontaneo e diretto, Raffaele Amabile delinea una storia sentimentale sullo sfondo della delinquenza a Scampia. Il contrasto genera un piccolo effetto di umorismo sotterraneo di notevole qualità.

Tutor Federico Moccia

I tutor Mogol ed Emilia Costantini
I tutor Mogol ed Emilia Costantini

La giuria ha voluto attribuire 4 menzioni speciali a:

  • FANFARÙ per il racconto Deja vu, per aver saputo bilanciare il livello della realtà – crudele e agghiacciante – con quello onirico che conduce a inaspettati colpi di scena

Tutor  Cinzia Tani

  • MASSIMO ARMANDO RAGANATO per il racconto U sangu faci u murmuru, per aver raccontato con capacità introspettiva l’epopea della vendetta e la difficile elaborazione del pentimento.

Tutor Bianca Stancanelli

  • SEBASTIANO PRINO per il racconto La casa del Padre, per aver descritto il mondo barbaricino, mescolando la realtà ai miti legati alle tradizioni locali, creando un effetto letterario di grande forza comunicativa.

Tutor Emilia Costantini

  • VALIA per il racconto Mi sento petaloso, per aver saputo raccontare come, a volte, le origini condizionino la vita ancor più delle azioni stesse.

Tutor Guido Barlozzetti

 

I premi: i venticinque finalisti, grazie al contributo di SIAE, hanno ricevuto un computer portatile, e ai primi tre classificati di ciascuna categoria (Adulti e Minori) e alle menzioni speciali è stato consegnato un premio in denaro (1000 euro per i primi classificati, 800 euro per i secondi, 600 euro per i terzi e 100 euro per ogni menzione speciale).

“Sei anni fa abbiamo scommesso sul successo di questa iniziativa – sono state le parole del direttore dell’ufficio legislativo e rapporti istituzionali SIAE Paolo Agoglia – Da allora abbiamo seminato e iniziato a far cresere un fiore in un terreno roccioso come questo”.

 

Il Premio, che ha come madrina Dacia Maraini ed è promosso da inVerso Onlus, dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dal Dipartimento per la Giustizia Minorile e da SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, quest’anno era dedicato al tema del “Perdono” in occasione del Giubileo dei carcerati.

A contendersi l’edizione 2016, 25 aspiranti scrittori (16 per la sezione Adulti e 9 per la sezione Minori) selezionati tra gli oltre 500 partecipanti che hanno inviato testi dalle carceri di tutta Italia. Ha spiegato Antonella Bolelli Ferrera: “Imboccare la strada del perdono, agli altri e a se stessi, non è facile per chi si trova recluso e ritiene di avere in tal modo saldato ogni debito, anche quello con la propria coscienza. Non tutti vi giungono con la stessa intensità e convinzione. Certamente il saper esprimere attraverso la scrittura un’esigenza dell’anima così intima dimostra di non avere paura di ciò che rimarrà per sempre, nero su bianco”.

Un libro ricco, intenso e vibrante, pieno di talenti e sentimenti, che ci fanno vivere il dentro da dentro, che ci raccontano il perdono da angolature diverse. Ci avvicinano al dolore e alle avversità della vita, trasformandole in opportunità. Opportunità alimentata in questo caso dalla scrittura, come processo catartico, espressione di sè e del proprio talento. Un libro da leggere e su cui riflettere!!

F.F.