“Assassine”, al Teatro Libero a Milano

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Fino all’8 giugno al
Teatro Libero di Milano in scena “Assassine”, di Tobia Rossi, con la regia di
Manuel Renga, interpretato da Monica Faggiani, Paola Giacometti, Elena Ferrari,
Silvia Soncini e Chiara Anicito.

Monica Faggiani

5 attrici, 5 donne, 5
assassine, 5 storie vere, appassionanti e fatali come le donne di cui
raccontano. 
Alla ricerca delle origini di ciascun delitto nelle coincidenze tra evoluzione psicologica e fatalità del destino cercando di confrontarsi con l'”incomprensibile” che si cela dietro ogni omicidio.

Chiara Anicito

L’autore Tobia Rossi, guidato da questo
materiale scabroso e a tratti morboso, ci restituisce una black comedy dove la Donna,
l’Attrice e l’Assassina si fondono per sorprendere continuamente lo spettatore e ci regala un gioco di
Teatro nel Teatro, dove non mancheranno risate e colpi di scena secondo quel
detto per cui “le buone lo pensano e le cattive lo fanno”.

Elena Ferrari

Cinque attrici
(bravissime) sulle tavole di un palcoscenico si ritrovano impegnate nelle prove
di uno spettacolo. Da quanto tempo sono lì? Dov’è l’autore? Che fine ha fatto
il regista? Ad essere presenti sono  le
cinque assassine che le attrici devono interpretare e rievocare, la cui forza
pare inghiottirle in un vortice misterioso e malefico che farà perdere loro
l’identità. Sono cinque assassine efferate, vissute in epoche e
luoghi molto distanti fra loro e accomunate da un unico
denominatore: il sangue. La Contessa Sanguinaria Erzsebet Bathory
(Monica Faggiani), la Saponificatrice di Correggio Leonarda Cianciulli
(Silvia Soncini), la Vedova Nera Belle Gunness (Elena Ferrari), la Cagna di Buchenwald
Ilse Koch (Paola Giacometti), l’Angelo della Morte S.C.
(Chiara Anicito) sembrano essere più vere e reali delle attrici che le interpretano e
con esse finiranno con il confondersi.
Paola Giacometti

Il Male ancora una volta si racconta nella sua
pericolosa banalità proprio perché nasce, penetra e si rafforza fra le persone comuni,
dimostrando quanto sia facile, improvviso e a volte inaspettato superare il
guado, diventare un’assassina. (R.B.)
Silvia Soncini