All’Elfo Puccini di Milano LA LEGGENDA DEL FAVOLOSO DJANGO REINHARDT

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Dal 6 al 10 giugno 2016 al Teatro Elfo Puccini di Milano in scena LA LEGGENDA DEL FAVOLOSO DJANGO REINHARDT, adattamento Bianca Melasecchi, Paolo Sassanelli, Luciano Scarpa, regia di Paolo Sassanelli, con Luciano Scarpa, Eleonora Russo, Gaia Bassi, Marit Nissen, Paolo Sassanelli e l’Orchestra da Ripostiglio: Luca Pirozzi (chitarra e banjo), Luca Giacomelli (chitarra), Raffaele Toninelli (contrabbasso), Ruben Chaviano (violino), un gruppo affiatato e travolgente che ha condiviso l’esperienza e il successo di Servo per due con Pierfrancesco Favino, produzione Gli ipocriti.

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Django Reinhardt è una leggenda, una vera leggenda della musica swing, del Jazz. Django è anche un mito per tutti gli zingari europei ed è diventato la storia della tradizione musicale Manouche, un’etnia di zingari che si muove tra la Francia, il Belgio e la Spagna.

Django è un mito per tutti i giovani che si affacciano alla scoperta della chitarra Jazz, ne ascoltano i dischi, ne narrano le storie, si appendono le sue foto in stanza; è anche un mito per i cinquantenni che, come me, lo hanno ascoltato da giovani e riscoperto più in là, come colonna sonora del cinema di Woody Allen.

Django è qualcosa di più di quello che si sa, sempre e comunque. Se solo ci si avvicina alla sua biografia ci sembra di leggere le avventure di un eroe… Un eroe!

«In questo spettacolo noi raccontiamo le gesta di un eroe che con sole tre dita cambiò la storia della musica…», scrive Paolo Sassanelli, volto noto del cinema e della televisione, che oltre che interprete è anche regista.

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La recensione allo spettacolo dell’attrice Antonella Morassutti:

Se volete passare una piacevole e divertente serata a teatro, condita da ottima musica suonata rigorosamente dal vivo da bravissimi musicisti – e tanto di chanteuse in guepiere e boa di struzzo… non perdetevi “La leggenda del favoloso Django Reinhardt”, all’Elfo Puccini solo fino a venerdì 10 giugno.

In poco più di un’ora e un quarto potrete ascoltare l’avventurosa vita del mitico e leggendario chitarrista belga, famoso per aver inventato una nuova e rivoluzionaria tecnica utilizzando solo l’indice e il medio della mano sinistra, avendo perso l’uso delle altre dita a causa di un incidente, proprio al principio di una brillante carriera come suonatore di banjo, suo primo strumento.

Sul palco i cinque musicisti (Luca Pirozzi, chitarra e banjo; Luca Giacomelli, chitarra; Paolo Sassanelli, chitarra; Ruben Chaviano, violino e Raffaele Toninelli, contrabbasso) accompagnano il simpatico narratore, Luciano Scarpa che, a dire il vero….non sa come iniziare lo spettacolo.

Con divertenti descrizioni biografiche, intervallate dalle spiritose apparizioni di tre ammalianti chanteuse un po’ “fanée” (le brave Eleonora Russo, Marit Nissen e Gaia Bassi), la vita di Django scorre veloce sulla scena, valorizzata da immagini d’epoca proiettate sul fondo, che ci raccontano mezzo secolo di storia d’Europa fino agli inizi degli anni 50.

Paolo Sassanelli, dirige questo insolito “cabaret” con mano leggera e molta ironia, spaziando sulla scena, con piacevole disinvoltura, da musicista ad attor comico con l’esilarante interpretazione “alticcia” del grande Jean Sablon, in versione franco-barese.

Consigliatissimo, persino in queste prime calde (speriamo…) sere d’inizio estate.

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