All’Elfo Puccini di Milano in scena le Nina’s Drag Queens in ‘Dragpennyopera’

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Dal 3 novembre all’8 novembre 2015 in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano DRAGPENNYOPERA, liberamente ispirato a The Beggar’s Opera di John Gay, con la regia di Sax Nicosia, interpretato da Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Stefano Orlandi, Lorenzo Piccolo, Ulisse Romanò, drammaturgia di Lorenzo Piccolo, produzione Nina’s Drag Queens.

DRAGPENNYOPERA, l’ultimo lavoro delle Nina’s Drag Queens, è ispirato a The Beggar’s Opera di John Gay, anti-opera satirica scritta nel 1728 che nel corso della storia ha conosciuto molte riscritture e adattamenti (uno anche da parte del nostro Dario Fo). Inutile dire che il più famoso di questi remake è L’Opera da tre soldi di Brecht/Weil.

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Il percorso di reinvenzione dei grandi classici del teatro, cominciato dalla compagnia con Il Giardino delle Ciliegie, viene qui ulteriormente approfondito, con particolare attenzione alla ricerca musicale.

Il gusto della commistione e del pastiche è uno dei punti di forza del modello: l’opera settecentesca di John Gay miscelava, già allora, la musica colta e la canzone da osteria, la presa in giro del “gran teatro”, la satira più nera, e soprattutto adattava canzoni note al pubblico. Allo stesso modo le Nina’s Drag Queens attingono al repertorio della musica contemporanea: ironia, gioco, e contaminazioni, tra Bellini e gli Eurythmics, Rita Pavone e M.I.A., fino a una versione rock al femminile di Ricominciamo di Adriano Pappalardo. In Dragpennyopera inoltre i playback (su tutte, sempre, Mina e Raffaella Carrà) sono inframmezzati da qualche piccola sorpresa live.

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La riscrittura riduce a cinque personaggi femminili il variopinto mondo di John Gay. Sono le donne del bandito Macheath: Polly, la moglie, figlia dell’imprenditrice Peachum; Lucy, l’amante, figlia di Tigra, capo della polizia; Jenny, prostituta e antico amore. Macheath ripercorre la vicenda a ritroso come la voce di un vecchio film, o un’ombra sulla coscienza: l’unico uomo, l’eterno assente, amato, odiato, e infine spolpato fino all’osso.

Ancora volta uno spettacolo corale, come vuole la poetica del gruppo. Ancora una volta personaggi estremi nei sentimenti e nei comportamenti, pantomime circensi, femmine animalesche e inquietanti. Eppure divertenti, esagerate, ironiche: drag queen, insomma.

La scena ricorda un teatro abbandonato: un sipario senza più ragion d’essere, quinte sfondate, frammenti di specchi, praticabili sghembi. È un mondo che ha ormai perso il suo splendore. I costumi di Gianluca Falaschi e la scenografia di Nathalie Deana ne conservano solo poche tracce che covano, pronte ad esplodere in un lieto fine dichiaratamente falso e falsamente liberatorio, fra drappi fucsia e lamé. Un gioco teatrale che sia un’opera buffa e, insieme, un’opera seria. Un cabaret agrodolce, dai tratti mostruosi e scintillanti.

La compagnia delle Nina’s Drag Queens è composta da attori e danzatori che hanno trovato nel personaggio Drag Queen la chiave espressiva per portare avanti la loro idea di teatro. Nasce nel 2007 a Milano, presso il Teatro Ringhiera da un’idea di Fabio Chiesa, sotto la direzione artistica di Francesco Micheli. Partendo dal genere della rivista e dell’happening performativo, le Nina’s Drag Queens sono approdate sempre più a uno specifico teatrale, spostando parte della loro ricerca sulla rivisitazione di grandi classici: il primo esperimento in questo senso è Il Giardino delle Ciliegie rilettura en travesti del capolavoro di Cechov.

Gli applausi dopo la prima
I numerosi applausi dopo la prima

Il sito del teatro: http://www.elfo.org e delle Nina’s: http://www.ninasdragqueens.org (R.B.)