Al Teatro San Babila di Milano ‘Non sparate sulla mamma’

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Dal 26 novembre all’8 dicembre 2019 a Milano al Teatro San Babila va in scena Non sparate sulla mamma, di Carlo Terron, con Stefania Pepe e Roberta Petrozzi, scena e regia di Marco Rampoldi, costumi di Francesca Faini.
Un piccolo gioiello di drammaturgia scritto negli anni ’60 ma modernissimo per i temi trattati, in una sequenza continua di battute esilaranti. Una piece d’ironia colta e mai gratuita, che offre l’occasione per riscoprire il genio comico di Carlo Terron, un autore “post-pirandelliano” oggi poco rappresentato.
Maura e Clotilde sono le madri quarantenni di due liceali, Massimiliano e Guido, e sono ossessionate dalla paura che i figli possano essere iniziati al vizio e alla lussuria da donne di facili costumi. Come fare per impedire che la tempesta ormonale li conduca tra braccia lascive? Le due donne non possono che allearsi e occuparsi ognuna dell’iniziazione sessuale del figlio dell’altra.
L’intreccio sorprendente, il linguaggio ironico e attentissimo, le battute incessanti, sono un mix travolgente che nell’allestimento di Marco Rampoldi, viene amplificato dalla scelta di far recitare alle interpreti anche le bellissime didascalie, con un effetto paradossale in cui l’attrice prende costantemente in giro il proprio personaggio, alternando inoltre l’italiano ‘accademico’ alla parlata lombarda che dona immediatezza al dialogo. In scena una coppia affiatatissima di attrici straordinarie, Stefania Pepe e Roberta Petrozzi, che dividono il palcoscenico da quasi vent’anni.


CARLO TERRON (Verona 1910, Milano 1991) si laureò in medicina nel 1933 e divenne primario dell’Ospedale Psichiatrico di Verona. Durante la guerra venne arruolato come ufficiale medico e partecipò alla guerra in Albania dove creò il reparto psichiatrico dell’ospedale di Tirana. Catturato dai tedeschi nel 1942, durante il viaggio verso riuscì a fuggire e a fare ritorno a Padova. Finita la guerra si trasferì a Milano dove, pur continuando a esercitare la professione medica, si dedica alla scrittura e al giornalismo inaugurando la collaborazione per il Corriere della Sera e partecipando al progetto per la creazione della neonata Rai, in cui poi, nel 1954, diventerà il direttore del settore prosa e musica. Nel 1949 vinse il Premio Riccione con la commedia Giuditta e nel 1960 vinse il premio IDI, assegnato in occasione del convegno dell’Istituto del Dramma Italiano, con il dramma Lavinia tra i dannati, commedia che vide tra i protagonisti Anna Proclemer. Tra i suoi lavori, ricordiamo Baciami, Alfredo, recitato da Valeria Valeri e Alberto Lupo nel 1969. I suoi drammi sono esempi di un teatro di grande sottigliezza intellettuale, mentre le commedie migliori rivelano un drammaturgo spregiudicato e corrosivo nel ritrarre un paese in trasformazione.
MARCO RAMPOLDI, classe 1966, compie la sua formazione artistica presso il Piccolo Teatro di Milano. Intraprende poi una pluriennale collaborazione con il Teatro Franco Parenti dove firma diverse regie, fra le quali Quadri da Adelchi, Tecoppa con Piero Mazzarella e L’uomo dal fiore in bocca interpretato da Corrado Tedeschi. Realizza spettacoli in vari contesti, fra cui Confessioni di un pentito per il Festival di Taormina e Due dozzine di rose scarlatte per l’Amat e il shakespeariano Padrona padrone della mia passione, interpretato da Anna Galiena. Negli ultimi anni la sua attività si è concentrata in due filoni quasi contrapposti. Da un lato ha intrapreso una collaborazione costante con il Piccolo Teatro. Luca Ronconi gli affida le regie di Guardia alla luna con Laura Marinoni, La Calandria, allestito nel Cortile del Palazzo Ducale per il cinquecentenario dell’Università di Urbino, e Considerate questa città, oratorio civile per le vittime di Piazza Fontana che ha inaugurato la sede storica di via Rovello dopo il restauro. Dall’altro, si è avvicinato al mondo della comicità: dirigendo gli spettacoli di alcuni fra i comici più interessanti dell’area milanese (Zelig e dintorni), fra cui Leonardo Manera (Costole, Notti Amare, Italian Beauty,L’ottimista – Il Candido di Voltaire) e Teresa Mannino (Terrybilmente divagante), Rita Pelusio (Eva – diario di una costola). Ricordiamo inoltre il fortunato Stasera non Escort (scritto e interpretato da Margherita Antonelli, Alessandra Faiella, Rita Pelusio e Claudia Penoni – Premio per la Satira 2014), la ‘trilogia di teatro comico ecosostenibile’ di Diego Parassole, Nudi e crudi di Alan Bennett con Alessandra Faiella e Max Pisu, un’originalissima Cantatrice calva interpretata da Manera, Parassole, Pisu, Marta Marangoni, Stefania Pepe e Roberta Petrozzi, e Il neurone innamorato, sempre con la collaborazione di Manera, Parassole, Pepe, Petrozzi e Claudio Batta.
Il sito del teatro: https://www.teatrosanbabilamilano.it (R.B.)