Al Teatro San Babila di Milano ‘Il berretto a sonagli’ di Pirandello, con Sebastiano Lo Monaco

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Dal 23 al 28 ottobre 2018 in scena a Milano al Teatro San Babila un classico di Luigi Pirandello: Il berretto a sonagli, diretto da Sebastiano Lo Monaco e interpretato da un gruppo di bravissimi attori, capitanati dallo stesso Lo Monaco e da Marina Biondi, affiancati da Clelia Piscitello, Claudio Mazzenga, Barbara Gallo, Giovanni Santangelo, Lina Bernardi, Maria Laura Caselli.

Marina Biondi e Sebastiano Lo Monaco

Ispirata alla novella di Pirandello del 1912 Certi obblighi, il Berretto è la storia di un uomo giovane, poco più che quarantenne, che tradito dalla moglie accetta la condanna e la pena di spartire l’amore della propria donna con un altro uomo. Il personaggio di Ciampa, apparentemente grottesco, è in realtà nella lettura di Sebastiano Lo Monaco, straziante, eroico e pieno di umanità. Un’umanità silenziosa e astuta che gli dà la forza di difendere la sua infelicità coniugale contro la società ridicola di quel tempo, per salvare il “pupo” cioè la sua rispettabilità nella Sicilia dei primi del Novecento. Si salverà il nostro protagonista, dall’essere deriso, come si fa coi buffoni che portano sul capo il berretto della vergogna?

Sebastiano Lo Monaco

NOTE DI REGIA DI SEBASTIANO LO MONACO

“Una commedia nata e non scritta. Così Pirandello ha definito il suo Berretto a Sonagli”. “Su questo pensiero ho costruito la mia regia: viva e non scritta. Tutti gli attori in questo spettacolo hanno cercato di essere personaggi vivi e veri, più di noi che respiriamo, alternando pianto e riso durante tutto lo svolgimento del dramma. Mi preme però dire la ragione per la quale mi sono appassionato a questo progetto. Il personaggio di Ciampa, apparentemente grottesco, è in realtà straziante, ma soprattutto è il più moderno degli eroi pirandelliani. Il “Berretto” è la storia di un uomo giovane, poco più di quarant’anni, che tradito dalla moglie accetta la condanna e la pena di spartire l’amore della propria donna con un altro uomo, pur di non perderla. Un tema drammatico e attuale che si voglia o no. Per tradizione questo personaggio è stato affrontato da attori alla fine della propria carriera, ad ogni modo avanti con gli anni. Questo travisava la forza drammatica di Ciampa, così eroico e pieno di umanità, una umanità silenziosa e astuta che gli dà la forza di difendere la sua infelicità coniugale, contro la società ridicola di quel tempo. Un personaggio insomma apparentemente piccolo ma infinitamente grande”. (R.B.)