Al Teatro San Babila di Milano ‘Doppia coppia’, di Derek Benfield

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Dal 2 all’11 gennaio 2019 a Milano al Teatro San Babila va in scena ‘Doppia coppia’, di Derek Benfield, con Gianni Lamanna, Stefania Pepe, Emanuela Rimoldi, Roberto Vandelli e Marco Vaccari, anche regista dello spettacolo.

Ferris accetta controvoglia, di occuparsi dell’hotel della sorella durante una breve vacanza di lei, non immaginando quante cose possono accadere in una sola serata di primavera. Arriva inaspettatamente una coppia: Roger e Sally (lui ha lasciato la moglie Helen a casa a badare ai pesci rossi e lei il marito Geoff a fare il giardinaggio); ma Helen e Geoff non sono a casa. Anche loro hanno pianificato un fine settimana di goduria.  E così finiscono nello stesso albergo.  Quando Ferris si rende conto della situazione che si è venuta a creare si imbarca in una serie di bugie, confusioni, iniziative inconsulte e pasticci nel tentativo di evitare l’incontro di mariti, mogli, amanti in situazioni compromettenti e cercando di trarre dalla situazione un proprio tornaconto economico.

Note di regia

L’ennesimo gioco dell’autore inglese per ironizzare sulle piccinerie umane e muovere i personaggi come burattini è di nuovo servito. “Doppia coppia” è il terzo dei testi di Benfield che affronto. Il divertimento nel mettere in scena questo autore è assicurato sia per il regista sia per gli attori ma la sfida è riuscire a trasferire questo spasso alla platea. Il compito non è facile. L’apparente semplicità di queste commedie non deve ingannare. Sono parecchi gli ostacoli sul percorso: il dialogo fitto, serrato e con continui cambi di ritmo; la complessità delle scene ad intreccio che a ripetizione mettono in relazione i protagonisti; l’impegno fisico per la struttura ad andirivieni delle situazioni; l’assoluto fiscalismo dei tempi comici che, se rispettati, fanno di questi testi una macchina dagli ingranaggi perfetti.  E’ sempre una scommessa intrigante affrontare lavori di questo genere. La fatica è in un solo respiro e necessita di tanta energia e grande affiatamento tra gli attori. Se gli sforzi si concretizzano adeguatamente il risultato è davvero appagante e il divertimento assicurato. Il piacere di regalare tutto questo agli spettatori è straordinariamente unico.

L’autore

Derek Benfield (1926-2009). Venne educato alla Bingley Grammar School e si appassionò al teatro debuttando come dilettante alla Bradford Civic Playhouse. Frequentò la Royal Academy of Dramatic Art a Londra dove la sua interpretazione di “French without tears” gli valse il Gertrude Lawrence Award. La sua prima apparizione professionale fu con la Compagnia di Brian Rix a IIkley e Bridlington. Passò molti anni ad interpretare diversi ruoli in vari teatri a Preston, Hull, Salisbury, Hornchurch, Worthing, Croydon e Richmond e nel West End in “The Young Elizabeth”, “Trial and Error” e “The Cigarette Girl”. Dopo i trent’anni Benfield, fece delle apparizioni anche in produzioni televisive e si fece conoscere per la sua partecipazione alla soap “Bill Riley”, in onda sulla BBC e anche per la soap degli anni Settanta “The Brothers” che proseguì per cento episodi. Più recentemente è apparso in “Peak Practice”, nell’ “Ispettore Alleyn Mistrics”, in “Poirot”, in “The First of the Summer Wine”. Derek Benfield scrisse il suo primo testo intorno ai vent’anni, una commedia dal titolo “The Young in Heart”. Da quel momento egli scrisse 25 testi teatrali tra i quali alcuni successi come “Caught on the Hop”, “Touch and Go”, “Bedsiders Manners” (Doppia coppia), “Beyond the Joke”, “Fish out of Water”, “Look who is talking”, “A Toe in water”, “Up and running”, “Anyone in Breakfast?”. Ennesimo continuatore della tradizione degli autori-attori pullulanti sulla scena anglosassone, Benfield si aggiunge alla lunga lista dei Noel Coward, Terence Rattigan, Peter Ustinov, che danno vita al glorioso “teatro leggero”. (R.B.)