Al Teatro Nuovo di Milano dal 24/01 al 2 febbraio ‘Il vizietto’

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Tratto dalla commedia LA CAGE AUX FOLLES di Jean Poiret, va in scena al Teatro Nuovo di Milano dal 24 Gennaio al 2 Febbraio 2020 lo spettacolo Il vizietto.

Il titolo è reso celebre dall’omonimo film del 1978 di Édouard Molinaro, che è l’adattamento cinematografico dell’opera teatrale di Jean Poiret. L’opera “La Cage Aux Folles” debuttò nel 1973 e venne poi replicata per cinque anni consecutivi al Palais-Royale di Parigi. Successivamente all’uscita del film “Il vizietto” nel 1983, Jerry Herman realizzò un musical sull’opera, curandone la musica e i testi, mentre Harvey Fierstein curò il libretto. Il musical statunitense mantenne lo stesso titolo dell’opera teatrale anche se per molti è noto col titolo “Piume di Struzzo”.

In tutte e tre le versioni Il titolo si rifà al nome dal locale “drag” di Saint Tropez, che i due protagonisti dell’opera gestiscono. Nello specifico la traduzione letterale de “La Cage Aux Folles” sarebbe “La Gabbia Delle Matte”.

L’attore francese Michel Serrault interpretò il ruolo di Albin Mougeotte sia per la versione teatrale sia per l’adattamento cinematografico. Nel film ad affiancare Serrault, troviamo l’intramontabile Ugo Tognazzi. Il film riscosse molto successo, sia in Italia che all’estero, tanto da valersi 4 nomination all’oscar e la vincita come miglior film straniero (Francia) al Golden Globe.

Nella nostra versione italiana a salire sullo storico palco di Piazza San Babila, saranno Claudio Insegno e Eraldo Moretto. Insegno oltre a curare la regia interpreterà il ruolo di Renato e Moretto, che gli farà da spalla, sarà Albin.

Renato ama la sua vita, convive da anni, ed è impresario di uno dei locali più alla moda di Saint-Tropez e ha ‘il vizietto’ per le donne. Niente di strano, penseranno molti! Peccato che Renato sia…omosessuale dichiarato, convivente con un altro uomo da anni, l’eccentrico Albin nota ‘drag-queen’ con il nome di Zaza Napolì. Renato è infatti proprietario di un night di spettacoli ‘en travesti’. Per colpa di quella sua tendenza verso le donne, Renato, ha anche un figlio, che ha cresciuto insieme ad Albin, chiamato Laurent. Una sera questi avverte il padre che si sta per sposare con la dolce Adrienne. Il problema è che questa è figlia di Simon Charrier, segretario del ‘Partito dell’ordine morale’, dallo spirito ovviamente bigotto e conservatore, contrario invece alle nozze. Laurent spiega a Renato di aver detto la verità alla futura moglie, ma questa, per ovvi motivi, ha dovuto mentire al padre riguardo la famiglia del suo promesso sposo, dicendo loro che è figlio di un diplomatico. Mentre Laurent, quindi, cerca di convincere i suoi ‘genitori’ a dover fingersi ciò che non sono, ghettizzando quindi Albin; Simon è coinvolto in uno scandalo, poiché il presidente del suo partito viene trovato morto fra le braccia di una prostituta minorenne e di colore. L’unica soluzione per riavere dignità, pensa la madre di Adrienne, è un bel matrimonio in bianco. Decidono perciò di andare a trovare i futuri suoceri. In poco tempo, Renato e Laurent devono convincere Albin a farsi da parte o a fingersi più mascolino: cosa impossibile. In una serie di peripezie, viene messa nella trama anche la vera madre di Laurent, che non lo vede da molti anni perché ha intrapreso la strada della carriera: personaggio sgradito al figlio e, soprattutto, al gelosissimo Albin. Cosa succederà, soprattutto se la donna desse buca e Simon si aspettasse di conoscere…la madre di Laurent? (R.B.)