Al Teatro Manzoni di Milano “L’anima buona di Sezuan”, con Monica Guerritore

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Dal 4 al 17 novembre 2021 a Milano al Teatro Manzoni sarà in scena L’anima buona di Sezuan, di Bertolt Brecht, con la regia e l’interpretazione di Monica Guerritore. Con lei in scena Matteo Cirillo, Alessandro Di Somma, Vincenzo Gambino, Nicolò Giacalone, Francesco Godina, Diego Migeni, Lucilla Mininno. La regia è ispirata all’edizione di Giorgio Strehler (Milano 1981). Lo spettacolo è andato in scena in Prima nazionale al Teatro Nuovo di Spoleto nell’ottobre 2019.

Note di regia
Grazie al Teatro Manzoni porto a Milano L’Anima buona di Sezuan nella versione scenica di Giorgio Strehler nella ricorrenza dei 100 anni dalla sua nascita.

I grandi testi sono immortali germinatori di nuove visioni, versioni, a indicare il tempo in cui vengono letti compresi e rielaborati, ma le versioni sceniche che, come nel caso di Strehler, hanno la grandezza di un’opera d’arte, si perdono.
Metterlo in scena è il mio omaggio al più grande regista teatrale europeo, al mio Maestro e per chi non ha avuto occasione di ‘vedere’ il lavoro di Strehler percepire in scena la sua modernità, la sua forza, la sua perfezione e l’amore per il pubblico.
Mi misuro con il passato per togliergli, come scrive Pirandello nei Giganti “l’impalpabilità del non–essere”.
E non ho paura. Poggio sulle spalle di un gigante.
Lo spettacolo che ha debuttato a ottobre 2019 (Prima nazionale a Spoleto poi Teatro Quirino di Roma) si è fermato come tutto il mondo teatrale nel febbraio 2020.
Ora la vita in scena riparte e riprendono a vivere i buffi straniti terribili e teneri personaggi che raccontano di noi, grandi e piccoli esseri umani, in questa meravigliosa parabola drammatica.

Una baracchetta minuscola e un fiorellino su una mensola indicano il riparo che gli Dei regalano alla buona Shen te. Attorno a lei il Barbiere arricchito, la Vedova ricattatrice, il Poliziotto responsabile dell’Ordine e della Sicurezza del Quartiere, la Proprietaria di Immobili, l’Aviatore senza aereo e sua madre: un mondo fatto di figure imperiose che si rappresentano e ci rappresentano un popolo piegato dalla necessità.
Shen te, l’Anima buona, aggredita da chi ha ancora meno di lei, indossa i denti d’oro, il ghigno brutale e con movenza da androide meccanico difende quel poco che ha.

Nell’Anima Buona c’è tutta la tenerezza e l’amore per gli esseri umani costretti, dalla povertà e dalla sofferenza, a divorarsi gli uni con gli altri ma sempre raccontati con lo sguardo tenero e buffo di chi comprende.
In questa parabola drammatica lo sdoppiamento del buono e del cattivo ci riguarda. L’uomo è portato al bene. Il male è contro natura. E’ faticoso. Dirà la buona Shen Te dopo aver assunto le sembianze del cugino cattivo “com’è difficile essere cattivi”.
Per sopravvivere è necessario zittire la bontà e indossare denti d’oro e ghigno brutale? Diventare maschere ringhianti?
Si, se l’Uomo è lasciato solo a combattere contro le difficoltà. Dei non c’è ne sono più, serve uno Stato regolato da leggi giuste e se manca, la salvezza è nella vicinanza con gli Altri: la solidarietà tra esseri umani. La catena sociale.

Al termine della rappresentazione, con noi attori stretti gli uni agli altri sul proscenio, sarà la voce di Strehler a dirci il valore dell’amore …per Brecht, per noi e il senso più intimo che può assumere, perfino se disperato nella sua purezza. E raccoglierci in un sentimento comune. Così forte, ora. Teatro civile, politico, di poesia.

Il sito del teatro: https://www.teatromanzoni.it/manzoni/ (R.B.)