Al Teatro Libero di Milano “Call of duty – Fake version”

0
637

Dal 13 al 19 marzo 2017 in prima nazionale al Teatro Libero di Milano Call Of duty – fake version, di Tatiana Olear, regia di Manuel Renga, con Valerio Ameli, Sara Dho, Francesco Meola e Silvia Rubino, una produzione TLLT e CHRONOS3.

Due uomini in pigiama in qualche luogo dell’Occidente; due giovani spose di Jhiadisti in Siria; due foreign fighters in Ucraina; una madre e suo figlio in un altro dove, senza luogo. Sono le persone senza nome di una guerra al tempo stesso reale e virtuale. Call Of duty – fake version è la chiamata al dovere, la chiamata a trovare un senso alla propria vita. Un viaggio nella “terza guerra mondiale frammentata”, nel terrorismo, uno spaccato di storia contemporanea che ci coinvolge tutti.

Call of duty è il titolo di un famosissimo videogioco “spara-tutto” molto conosciuto sia fra i teenager sia fra gli adulti, che incolla al monitor migliaia di persone nel mondo. E proprio da lì prende le mosse questo spettacolo, da una versione “fake” del gioco che, secondo l’autrice, ti permette di impersonare anche i cattivi del videogioco, e quindi di alterare la storia. Ma uccidere un personaggio nel videogioco può alterare realmente la storia? Può essere causa di altre morti? La risposta è sì, quando la differenza fra realtà e immaginario diventa così labile da sparire.

Call of duty – fake version è un viaggio in tempi diversi e spazi lontani che porterà gli otto personaggi ad immergersi nella sensazione di pericolo perenne che caratterizza la nostra epoca.

Dalla Siria all’Ucraina, dall’Italia agli Stati Uniti, il pericolo è in agguato dietro alle nostre effimere sicurezze. Perché si combatte questa “maledetta guerra”?

Lo spettacolo è uno spaccato di storia, vite e paure, forse unite da ramificazioni superiori che muovono il mondo contemporaneo, in cui il confine tra reale e virtuale è sottilissimo e spesso finisce con l’andar smarrito. Confondere questi due livelli è una delle malattie più pericolose del nostro tempo. Non avere cognizione della realtà, convinti di giocare a un eterno videogame con le vite degli altri. Call of Duty – fake version è una chiamata al dovere per alcuni, ma è una chiamata alla consapevolezza dell’intelligenza degli uomini. In scena, quattro attori rappresentano otto personaggi: storie accomunate dal grande tema della guerra e del terrorismo, o meglio della convinzione che la guerra sia Bene/Liberazione/Santa/Necessaria; personaggi profondamente umani e fragili, con le loro storie, effimeri come ciò che a qualsiasi latitudine muove il mondo.

IL REGISTA

Manuel Renga si forma all’Accademia Paolo Grassi di Milano e fonda insieme a Vittorio Borsari la compagnia CHRONOS3, attiva su tutto il territorio italiano. Dopo le prime regie firma spettacoli in scena nei più importanti teatri di Milano, con un’attenzione particolare alla drammaturgia contemporanea e alle tematiche di interesse sociale: Shakesepare without eyes, Portami in un Posto Carino, La Mia Massa Muscolare Magra, Traviata-requiem per una sgualdrina, Il tenente e l’asino, Assassine, Bagnati, Testastorta-la storia inventata. Contemporaneamente segue come assistente il regista Massimo Navone in alcuni progetti fra cui Storia di Qu di Dario Fo e Franca Rame. Anche il teatro per ragazzi rientra nella sua attività, dirige la stagione dei Piccoli Pomeriggi Musicali di Milano presso il teatro Dal Verme insieme al direttore d’orchestra Daniele Parziani. E’ direttore artistico di Isolacasateatro a Milano e della rassegna Circuito Contemporaneo a Brescia e sul Lago di Garda. Recentemente la compagnia è entrata a far parte del Circuito Ministeriale CLAPS spettacolo dal vivo. Dalla stagione 2016/2017 è co-direttore artistico del Teatro Libero di Milano.

L’AUTRICE

Tatiana Olear è nata in Russia ma vive in Italia da 20 anni. Ha lavorato in Inghilterra, in Francia, in Svizzera e in Irlanda. Tra i suoi testi: Come un mazzo di carte, finalista del Festival di Giovani Artisti Europei a Roma nel 1999, Una ragazza d’oro, menzione speciale della IV edizione del premio Lago Gerundo, pubblicato dalla casa editrice Apollo e Dioniso, Un grande sogno italiano, scritto assieme a Matteo Salimbeni, semifinalista della quinta edizione del premio Dante Cappelletti, Quello che vogliamo veramente (tre piccole storie di un’era globale), pubblicato dalla rivista della letteratura migrante EL-GHIBLI. E’ docente di regia e drammaturgia alla Scuola Civica Paolo Grassi di Milano, con-direttore artistico del Festival Internazionale Tramedautore. (R.B.)