Al Teatro Libero di Milano ATRA BILE

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Dal 9 al 15 gennaio 2017 al Teatro Libero di Milano in scena “ATRA BILE – Quando saremo più tranquille” di Laila Ripoll, traduzione di Barbara Foresti, regia di Tiziana Bergamaschi, con Valentina Ferrari, Marisa Miritello, Elisabetta Torlasco e Greta Zamparini, produzione Associazione Teatro dell’Allodola, con il patrocinio dell’Istituto Cervantes di Milano.

La stagione del Teatro Libero di Milano riprende con “Atra Bile” di Laila Ripoll, autrice madrilena contemporanea, che sarà a Milano per l’occasione.

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Immaginario sequel de “La casa di Bernarda Alba” di Federico Garcia Lorca, qui la drammaturga spagnola gioca a chiedersi: “Cosa sarebbe successo, se un uomo fosse entrato a sconvolgere il microcosmo familiare della vedova tenutaria e ci avesse piantato radici, sposandone effettivamente una delle figlie?”.

Quel che ne vien fuori è un testo dall’ironia tagliente e grottesca che racconta di una situazione drammatica di chiusura, in cui predominano la difesa dell’onorabilità a tutti i costi e una religiosità tanto bigotta, quanto facile alla fascinazione del rito pagano. Il livore di ataviche rivalità familiari monta in rabbia repressa per poi esplodere in bile nera (atra bilis) e incontrollabile.

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Attorno al feretro dell’unico uomo che abbia mai avuto l’ardire di violare l’inespugnabilità di quella casa, quattro vecchie donne rievocano una vita segnata da trame, invidie, meschinità e gelosie reciproche e inconfessabili mentre con inatteso “Realismo magico” alla Garcia Marquez, il morto nella bara ringiovanisce, ripercorrendo le età fino a risalire alla sua splendida giovinezza. La figura maschile funge da detonatore in una situazione di chiusura e solitudine al femminile.

L’autrice disegna quattro personaggi femminili di una crudeltà degna di un Valle-Inclan. Il testo inoltre offre diversi piani di lettura, un primo livello è di puro divertissement, ma approfondendolo scopriamo una rielaborazione colta della drammaturgia spagnola del siglo de oro e inoltre ne è possibile anche una lettura politica (la dittatura franchista e il buio delle coscienze).

Per ultimo la scrittura che è un esempio straordinario di grottesco noir, genere poco frequentato dai nostri autori italiani. (R.B.)

La regista e le interpreti
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