Al Teatro Franco Parenti di Milano ‘Il topo del sottosuolo’

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Da Delitto e Castigo a I Fratelli Karamazov: tre spettacoli e una serie di approfondimenti con lezioni magistrali e conversazioni.

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Il Teatro Franco Parenti dedica a Dostoevskij tre capitoli dell’opera del grande scrittore, che esplorano gli stati d’animo di tre protagonisti che vivono le loro storie in uno stato allucinatorio scontrandosi col Male, col Destino, con la Follia, con la Vita e la Morte.

Dal 29 novembre al 4 dicembre 2016 in scena il CAPITOLO 1: “IL TOPO DEL SOTTOSUOLO”, una storia di ozio e depravazione verso ‘Delitto e Castigo’, adattamento di Alberto Oliva e Mino Manni, da Delitto e castigo di Fedor Dostoevskij, con Mino Manni, regia di Alberto Oliva.

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Dostoevskij dedica molte pagine nella seconda parte di Delitto e castigo a un personaggio straordinario, completamente fuori da ogni regola. Svidrigajlov, incallito giocatore che scommette su se stesso per tutta la vita, giocando ai limiti del consentito una partita senza esclusione di colpi col destino. Dostoevskij ci fa conoscere Svidrigajlov dall’interno, penetrando nella sua mente contorta e piena di contraddizioni, raccontandoci la storia di un uomo che si definisce “malato”, come il protagonista di Memorie dal sottosuolo.il-topo-del-sottosuolo2 E anche lui, infatti, è un personaggio del sottosuolo, anzi, un topo, come quelli che vede in un delirio di allucinazioni nell’ultima notte della sua vita, quella che precede il suicidio, estremo e definitivo atto di coraggio e di sfida alla morte. Lo spettacolo è ambientato in una sordida locanda di Pietroburgo; sulla scena gli spettatori siedono vicini al protagonista e diventano avventori, chiamati ad ascoltare le scabrose confessioni di questo personaggio estremo, condividendo con lui lo spazio teatrale e diventando in qualche modo se non complici, custodi dei suoi segreti. La rottura della barriera tra attore e pubblico introduce ad una dimensione di intimità in cui a teatro, come nella vita, ogni sfumatura acquista un valore pregnante. Improvvisamente quest’uomo così lontano da noi nel tempo e nelle inclinazioni, diventa un nostro contemporaneo, quasi un fratello.fullsizerender