Al Teatro Franco Parenti di Milano ‘DELITTO E CASTIGO’

0
1177

Dal 7 al 19 marzo 2017 al Teatro Franco Parenti di Milano prosegue il ciclo dedicato a Dostoevskij con lo spettacolo Delitto e Castigo e con una serie di approfondimenti con lezioni magistrali e conversazioni sull’opera del grande scrittore russo.

Lo spettacolo, un adattamento di Alberto Oliva e Mino Manni da Fedor Dostoevskij, è interpretato da Valentina Bartolo, Francesco Brandi, Maria Eugenia D’Aquino, Matteo Ippolito, Massimo Loreto, Mino Manni, Camilla Sandri, Sebastiano Bottari, con la regia di Alberto Oliva.

È il rendiconto psicologico di un delitto. Un giovane, che è stato espulso dall’Università e vive in condizioni di estrema indigenza, suggestionato, per leggerezza e instabilità di concezioni, da alcune strane idee non concrete che sono nell’aria, si è improvvisamente risolto a uscire dalla brutta situazione. Ha deciso di uccidere una vecchia che presta denaro a usura… [Fëdor Dostoevskij, Delitto e castigo]

Alberto Oliva e Mino Manni tornano al Teatro Franco Parenti con il Terzo Atto di Prospettiva Dostoevskij, incontri e spettacoli sul grande scrittore russo. La parabola esistenziale di Raskolnikov che uccide per sentirsi un’anima eletta e non una persona qualsiasi è il punto di partenza per un’analisi profonda sul mistero dell’uomo e sull’impossibilità di ogni giudizio che punti a dividere gli esseri umani in buoni e cattivi, vittime e carnefici, salvati e dannati.
Il giovane studente commette il delitto e poi sprofonda in uno stato mentale che alterna una lucidità cinica e graffiante a momenti di delirio convulso, in un crescendo di sensi di colpa e angosce che lo porteranno alla confessione e al castigo del titolo, ma senza alcuna pretesa di insegnamento morale. Attorno a lui ruotano personaggi deliziosi, dalla bella Sonja all’amico Razumichin, dalla vecchia usuraia uccisa per pochi spiccioli, al disincantato Porfirji, e tanti altri, in un affresco ricchissimo di umanità cui attingere per una vertiginosa discesa agli inferi. Incubi, visioni al confine con la follia, si alternano a scene di crudo realismo fra i vicoli di Pietroburgo, bettole e squallide stanzine da cui ci si spia, si piange e si ama. (R.B.)