Al Teatro Franco Parenti di Milano ‘Coltelli nelle galline’, con Eva Riccobono

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Dal 25 settembre al 20 ottobre 2019 a Milano al Teatro Franco Parenti va in scena COLTELLI NELLE GALLINE, di David Harrower, traduzione di Monica Capuani e Andrée Ruth Shammah, regia di Andrée Ruth Shammah, con Eva Riccobono, Maurizio Donadoni, Pietro Micci.


Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale al Napoli Teatro Festival Italia 2019 e a Spoleto 62° Festival dei 2Mondi 2019. 

Il primo testo del pluripremiato drammaturgo scozzese David Harrower rivela nel suo linguaggio inventato, e nella riflessione che ruota intorno alla natura stessa del linguaggio, una potenza dalla forte risonanza contemporanea. La regia di Andrée Ruth Shammah invade i confini dell’universo rurale e arcaico delineato dall’autore, nella prospettiva della ricerca di un’esperienza forte, dove l’indagine e la scoperta della pronuncia della Parola svelano l’origine più pura del teatro.

La scena, firmata da Margherita Palli, si sviluppa su due livelli, raccontando sia il contesto rurale nel quale è ambientata la vicenda che ruota intorno ai tre personaggi, tramite la presenza sul palco di modellini in scala dei luoghi del testo, agiti dagli stessi attori, sia la sua eco contemporanea con uno spazio scenico caratterizzato da una forte stilizzazione. Saranno i video, per la collaborazione di Luca Scarzella, così come le musiche di Michele Tadini e le luci di Camilla Piccioni, ad accompagnare lo spettatore in un percorso che muove da un realismo quasi filologico verso un’astrazione del sentire.

Eva Riccobono, interprete della Giovane Donna, di cui non verrà mai pronunciato il nome (ma scritto senza che il pubblico possa leggerlo), porta in scena, stimolata nella sua fisicità dal lavoro corpo a corpo di Isa Traversi, la freschezza e la purezza di un personaggio femminile colto nel suo percorso di formazione. Gli interpreti maschili, Maurizio Donadoni, nel ruolo di William, marito della Giovane Donna, e Pietro Micci, il mugnaio Gilbert che sedurrà in maniera non scontata la mente della protagonista, presentano due sfere del maschile che si fanno simbolo di due mondi, epoche e sensibilità diametralmente opposti. 

La regista e gli interpreti alla presentazione al Franco Parenti

Uno spettacolo insolito nel percorso artistico di Andrée Ruth Shammah che coglie la sfida lanciata da questo testo per il quale ha provato subito una forte fascinazione per la potenza della scrittura, poetica e carnale allo stesso tempo, e per il disegno dei tre personaggi, tre vite autonome, tre solitudini a confronto così primitive e originali. (R.B.)