Al Teatro Elfo Puccini di Milano fino al 12 marzo ‘La moglie’

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Dal 2 al 12 marzo 2017 è in scena presso il Teatro Elfo Puccini di Milano lo spettacolo LA MOGLIE, scritto e interpretato da Cinzia Spanò, una delle attrici più intelligenti e attive del panorama milanese, diretto da Rosario Tedesco e prodotto dal Teatro dell’Elfo.

Al centro dello spettacolo Laura, personaggio liberamente ispirato alla moglie del fisico Enrico Fermi. A Los Alamos, nel deserto, mentre il premio Nobel lavora al “Progetto Manhattan”, la moglie, lontana da casa e dagli affetti, non può che interrogarsi sul mistero che avvolge le ricerche del marito.

Il testo intreccia sapientemente tre piani. La vicenda personale di Laura Fermi, costretta a scappare dall’Italia in seguito alle leggi razziali, relegata a Los Alamos, al ruolo di “moglie di”, nella posizione subalterna di chi non può sapere. La storia del mondo che rotola inesorabilmente verso la tragedia della bomba atomica. Il mito di Amore e Psiche, che ci ricorda come è difficile e pericoloso guardare nelle profondità dell’essere amato.

Un soffio di vento rapisce un giorno Psiche, la bella figlia del re, per portarla in un luogo lontano e solitario. Nella dimora dove il vento l’ha portata le fa visita al calar delle tenebre il suo sposo e con lui trascorre nel piacere le ore che la separano all’alba. Nella notte Psiche non vede il volto del suo amante e questa è l’unica condizione che le viene data per poter continuare a vivere in quel luogo incantato assieme all’uomo che ama…

Anno 1942. Stati Uniti, New Mexico. In pochissimi mesi viene costruito in mezzo al deserto un laboratorio scientifico, e attorno a questo laboratorio abitazioni per ospitare le famiglie degli scienziati che vi lavorano. Nasce così una cittadina senza nome, senza indirizzo, non segnata sulle mappe, alla quale non è possibile accedere senza speciali permessi e dalla quale non è possibile uscire. Non ci sono telefoni e tutto è presidiato e strettamente controllato dai militari americani. È quello a cui gli scienziati stanno lavorando nel laboratorio ad essere oggetto di tanta segretezza. Nessuno sa di che cosa si tratti. Il mondo è in guerra. E in guerra il livello di massima segretezza prevede il divieto di parlare del lavoro persino alle proprie mogli. Esse, come Psiche, in quella cittadina lontana e senza nome attendono che arrivi la sera per incontrare i loro mariti di ritorno dal laboratorio. E, come Psiche, anche a loro viene chiesto di non conoscere fino in fondo il vero volto dell’uomo che hanno sposato.

Il mito racconta che la fanciulla una notte prende un piccolo lume e si prepara a far luce sul volto del suo sposo, sceglie di disobbedire, sceglie di conoscere. E così anche La Moglie vuole scoprire cosa si nasconde dietro al segreto di suo marito. Un segreto che ha cambiato per sempre la storia degli uomini e sui cui moventi e conseguenze non smettiamo ancora oggi di interrogarci.

Il testo teatrale è liberamente ispirato alla vita di Laura, moglie del fisico Enrico Fermi. Prende in esame la sua vita con particolare attenzione al periodo passato a Los Alamos durante la Seconda Guerra Mondiale per l’attuazione del cosiddetto “Progetto Manhattan”. Numerosi testi teatrali si sono proposti di affrontare la lacerazione che vive l’uomo di Scienza diviso tra il proprio amore per la conoscenza e i meccanismi di potere. Questa lacerazione raggiunge uno dei suoi culmini a proposito delle ricerche che portarono alla costruzione della bomba atomica nel deserto del New Mexico. Il testo si propone di offrire un punto di vista inedito. Quello della moglie dello scienziato che, come realmente avvenne per tutte coloro che si trovarono al fianco degli scienziati riuniti a Los Alamos, non seppe nulla di quello a cui stava lavorando il proprio marito fino al giorno in cui il Presidente degli Stati Uniti Truman diede alla radio la notizia che la bomba atomica era stata sganciata su Hiroshima.

Lo spettacolo va in scena alle ore 19.30 dal martedì al sabato, alle 15.30 la domenica.

Dal 30 marzo al 2 aprile sarà in scena a Roma al Teatro Brancaccino. (R.B.)