Al Teatro Carcano di Milano dal 7 al 18 febbraio ‘LA BISBETICA DOMATA’

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Al Teatro Carcano di Milano dal 7 al 18 febbraio 2018 è in scena ‘LA BISBETICA DOMATA’, di William Shakespeare, adattamento e traduzione Angela Demattè, regia Andrea Chiodi, con (in ordine alfabetico) Angelo Di Genio, Ugo Fiore, Tindaro Granata, Igor Horvat, Christian La Rosa, Walter Rizzuto, Rocco Schira, Massimiliano Zampetti.

Una commedia tutta da ridere, piena di atrocità e strani rapporti, di amore e interesse, finzione e travestimento. Sulla scia della consolidata tradizione dell’epoca del Bardo, l’allestimento diretto da Andrea Chiodi assegna l’interpretazione dei vari personaggi ad un cast tutto maschile.

Una bella scommessa che Chiodi, regista talentuoso e di solida formazione, non ancora quarantenne, ha affrontato insieme ad un eccellente gruppo di otto attori. Un ensemble di primi attori formato da Tindaro Granata (Premio Ubu 2016 per Geppetto e Geppetto), Christian La Rosa (miglior attore 2017 per l’Associazione Nazionale Critici di Teatro e tra i finalisti al Premio Ubu 2017), Angelo Di Genio (premio Ubu 2011 insieme a tutto il cast di History boys), Igor Horvat e Massimiliano Zampetti. Completano il cast tre giovani interpreti freschi di diploma: Ugo Fiore e Walter Rizzuto della Scuola del Piccolo Teatro di Milano e Rocco Schira della Scuola Dimitri di Verscio.

Lo spettacolo ha debuttato il 19 dicembre 2017 alla Sala Teatro LAC di Lugano.

La bisbetica domata – o addomesticata, come si tradurrebbe alla lettera – è una delle prime commedie di Shakespeare, la più contorta forse, la più discussa. Una commedia che suo malgrado ci fa ridere perché piena di atrocità e di strani rapporti, dove l’amore non è solo amore ma interesse, dove la finzione è uno dei primi ingredienti già dopo due pagine di testo, insomma una sfida complessa che ci ha portato a scegliere il gioco elisabettiano del travestimento, perché in fondo i rapporti sono così falsati, così poco naturali che solo una stranezza quasi animalesca poteva rendere bene l’idea di cuori “selvatici”, appunto da addomesticare.

Ma siamo certi che sia solo il cuore di Caterina, la bisbetica, a dover essere domato? Non è forse la società con i suoi stereotipi a vedere nel diverso una stranezza da ricondurre alla normalità? Non è forse vero, come già sapevano bene gli antichi greci, che per salvarsi è necessario un passaggio dalla sofferenza? Non accade proprio questo a Caterina? E allora l’amore di Caterina per Petruccio non sarà forse un vero amore? Queste le domande che ci siamo posti, e mi è sembrato interessante poter analizzare tutto questo sottotesto presente all’interno di un perfetto ritmo da commedia come solo Shakespeare sa fare (Dalle note di regia).

Il trailer dello spettacolo: https://www.youtube.com/watch?v=LrWpjGZUh0I  (R.B.)