Al Teatro Carcano ‘Il berretto a sonagli’ di Pirandello, con Luigi De Filippo

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Fino
a domenica 8 febbraio 2015 è in scena a Milano, al Teatro Carcano,
un classico del teatro italiano, ‘Il berretto a sonagli’, di Luigi
Pirandello, nella versione di Eduardo De Filippo, zio di Luigi, che
di questo spettacolo è regista e interprete, nel ruolo di Ciampa. Al
suo fianco Stefania Ventura, Stefania Aluzzi, Francesca Ciardiello,
Giorgio Pinto, Vincenzo De Luca, Claudia Balsamo, Marisa Carluccio.
Le scene e i costumi sono di Aldo Buti.
In
quel tragico e irrisolvibile gioco delle parti che è il teatro
pirandelliano, un ruolo di primissimo piano tocca a Ciampa,
protagonista de Il
berretto a sonagli

che Eduardo De Filippo, con l’intelligente ardire che animava ogni
sua impresa, ha tradotto in lingua napoletana, ricca ma perfettamente
comprensibile per gli spettatori.

Sia
Eduardo (insieme alla sorella Titina) che Peppino affrontarono la
commedia di Pirandello nel ruolo di Ciampa, disegnandolo in modo
profondamente diverso: tanto quello di Eduardo era sommesso, ricco di
pause, sottintesi, sguardi e gesti, quanto quello di Peppino
risultava passionale, incalzante, irruente.

Luigi De Filippo

Luigi
De Filippo si appropria del ruolo di Ciampa cercando e trovando, da
grande maestro, una sintesi delle due letture ed esaltando la
profonda e affascinante ambiguità del personaggio. Il pubblico che
conosce ed ama la sua maschera comica si entusiasmerà scoprendo la
sua inconsueta vena drammatica, i suoi toni più tormentati e
riflessivi.

La
trama:

Beatrice,
donna gelosissima, sospetta che il marito sia l’amante della bella
moglie di Ciampa, commesso del loro negozio. La donna fa denuncia al
commissariato. Il marito viene effettivamente trovato in compagnia
della donna, ma il verbale non lo definisce delitto flagrante e il
delegato è pronto a rilasciare i due. Ma per Ciampa la
giustificazione legale non basta. Davanti a tutto il paese passa per
essere un cornuto. Le alternative che gli si presentano sono solo
due: ammazzare la coppia colpevole oppure chiedere a Beatrice di
dichiararsi pazza. La pazzia della donna infatti aggiusterebbe tutto,
poiché secondo Ciampa “è facile simulare la pazzia, basta gridare
in faccia a tutti la verità”. E Beatrice, costretta anche dai
propri parenti, si fa passare per pazza, convincendo tutti
dell’innocenza di Ciampa e di sua moglie. (R.B.)

La compagnia ha incontrato il pubblico milanese