Al Teatro Carcano di Milano le Nina’s Drag Queens in Queen LeaR

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Giovedì 10 gennaio 2019 debutta al Teatro Carcano di Milano in prima nazionale Queen LeaR, tragicommedia musicale en travesti ispirata a Re Lear di Shakespeare, diretta e interpretata dalle Nina’s Drag Queens (Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Sax Nicosia, Lorenzo Piccolo, Ulisse Romanò), da un’idea di Francesco Micheli, scritta dalla drammaturga inglese Claire Dowie e musicata dal compositore italiano Enrico Melozzi. Lo spettacolo è coprodotto da Aparte Soc. Coop.| Centro D’Arte Contemporanea Teatro Carcano|Teatro Metastasio Di Prato. Le scene sono di Erika Natati, i costumi di Rosa Mariotti.

Nel solco della tradizione shakespeariana, è uno spettacolo popolare e alto al tempo stesso, che prende forza dalle contaminazioni tra i generi: la musica classica dialoga con composizioni musicali originali, pop e elettroniche; i blank versesi trasformano in poesie, rap, melologhi e canzoni. La maschera eclettica ed eccessiva della drag queen, caratteristica della compagnia, è la chiave perfetta per una declinazione contemporanea del foolshakespeariano.

Lea Rossi è emigrata durante gli anni ’70 nel Regno Unito, dove ha aperto un negozio di giocattoli, la cui insegna recita “Lea R.”. Il tempo è passato e per l’anziana signora è giunto il momento di chiudere l’attività. Alle prese con il decadimento fisico e la senilità, si scontra con le tre figlie e la fedele amica Kent, che cercano di prendersi cura di lei. La tragedia shakespeariana viene calata in una realtà contemporanea, dove i castelli sono monolocali e le brughiere ospizi, dove la pazzia è demenza senile e le guerre si combattono a colpi di citazioni pop. In questo mondo, come grandi squarci, si aprono le visioni epiche della vecchia “regina”. 

Queen LeaR raccoglie temi importanti e scomodi del nostro tempo – la vecchiaia, l’integrazione, la malattia e la morte – uniti al racconto di un dramma familiare che riflette quello di una società disgregata, nella quale i padri lasciano in eredità ai figli un futuro più incerto e cupo di quello che hanno ricevuto.

La compagnia Nina’s Drag Queens è formata da attori e danzatori che hanno scelto di coniugare teatro e arti performative intorno alla figura eclettica e irriverente della Drag Queen, personaggio multiforme, vera e propria maschera post-moderna.

Il gruppo nasce nel 2007 al Teatro Ringhiera di Milano, da un’idea di Fabio Chiesa, e sviluppa la sua poetica in collaborazione con Francesco Micheli, regista de Il Giardino delle Ciliegie (2012), adattamento en travesti del capolavoro cechoviano. Questo fortunato spettacolo segna una svolta nel percorso di ricerca delle Nina’s, che da quel momento sarà fortemente legato alla rilettura e riscoperta dei classici teatrali: seguono infatti DragPennyOpera (2015), a partire da L’opera del Mendicantedi John Gay, e Vedi alla Voce Alma (2016), a partire da  La voce umana di Jean Cocteau. 

Il teatro delle Nina’s Drag Queens è fatto di canzoni, coreografie, citazioni e compone la struttura drammaturgica dei suoi spettacoli attingendo dalla cultura pop, dal cinema e dall’opera lirica. È una forma di teatro che manipola e sviluppa materiali esistenti, superando la divisione tra generi artistici. La poetica delle Nina’s, che da sempre creano coralmente i loro spettacoli, assomiglia a quella del clown: indossano un costume, una maschera di trucco, toccano la comicità, spesso rischiano il ridicolo. Ma, come accade per la vera clownerie, non si tratta solo di questo: una Drag Queen deve poter far ridere, sì, ma anche emozionare, turbare, e perché no, commuovere.

Lo spettacolo è in scena fino al 20 gennaio 2019. 

Il sito del teatro: www.teatrocarcano.com (R.B.)