Al Silvano Toti Globe Theatre “OTELLO” regia di Marco Carniti dal 20 luglio al 5 agosto

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Debutta il 20 luglio al Silvano Toti Globe Theatre di Roma “OTELLO” di William Shakespeare con la regia di Marco Carniti. Una grande metafora dell’identità e della fragilità umana. Una tragedia moderna che esplora un dramma intimo e psicologico.  Protagonisti sono Otello, un uomo tutto gerarchie e disciplina, Desdemona, che per lui rappresenta la seduzione e il desiderio di integrazione culturale e, infine, Iago, la mente dell’opera, il costruttore di un percorso obbligato per tutti i personaggi che diventerà trappola di morte anche per se stesso. Carniti rappresenta tutto questo attraverso una scenografia dominata da una serie di cancelli che vanno a formare un simbolico tunnel dove il campo di azione di ognuno si restringe fino ad approdare ad una morte inesorabile.

Il numeroso cast di validi attori è composto da:MARIA CHIARA CENTORAMI, ANTONELLA CIVALE, NICOLA D’ERAMO, MAURIZIO DONADONI, DIEGO FACCIOTTI, GIANLUIGI  FOGACCI, SEBASTIAN GIMELLI  MOROSINI, MASSIMO NICOLINI, GIGI PALLA, CARLOTTA PROIETTI, TOMMASO RAMENGHI.

le scene sono di Fabiana  Di Marco, i costumi di Maria Filippi, performance musicale dal vivo David Barittoni, musiche originale Davide Barittoni – Giacomo De Caterini, aiuto regia Maria Stella Taccone e Oliviero Plazzi Marzotto, coach vocale Francesca Della Monica, direzione tecnica Stefano Cianfichi, disegno luci Umile Vanieri, disegno audio Franco Patimo.

 

NOTE DI REGIA   

IAGO: IL MALE AL POTERE. INFEZIONE, SEDUZIONE E POSSESSIONE DI OTELLO

Penso oggi a Otello come una tragedia totalmente moderna che esplora un dramma  intimo, familiare. Una storia di violenza che si consuma tra le quattro mura di un ambiente domestico. Un dramma psicologico a tinte forti. Otello è un uomo profondamente solo, per  cultura e per educazione militare. Una macchina da guerra che di fronte ai sentimenti si autodistrugge. Tutto gerarchie e disciplina , vive in un mondo i cui sentimenti sono messi sotto processo.

Otello ha un crollo d’identità. Identità politica e culturale.

Otello è nero? Cosa significa per noi oggi ?

Shakespeare parte da problematiche politiche e razziali per entrare nel labirinto della psicologia umana così da poter mettere luce sulla  vera natura dell’ anima. La parte  oscura, che distrugge l’essere umano da dentro. La parte che non segue la ragione e che lascia all’intuito e all’istinto la soluzione finale. La parte animale che uccide la ragione.

Otello è una grande metafora sull’esistenza dell’uomo e della sua identità. La denuncia di una condizione di fragilità che porta alla perdita di sé e non lascia scampo per nessuno .

Ma attenzione perché  tutti siamo Otello. Il nero è in tutti noi. Tutti siamo vittime di una parte oscura di noi stessi che ci rende vulnerabili e autodistruttivi facendoci  precipitare nel vuoto e nell’oscurità.

Basta  nulla per trasformare una roccia in polvere.

Basta nulla per far esplodere  nell’uomo un  “dubbio” che come una coscienza parallela lo frantuma   facendolo precipitare nella schizofrenia . 

Otello diventa vittima e complice al tempo stesso della sua autodistruzione seguendo un percorso  da lui stesso approvato. Un disegno di morte  improvvisato dalla  mente di un abile politico che vuole riconquistare la sua centralità agli occhi del mondo: Jago.

Uno “schiavo” che, come in un perfetto ingranaggio ad orologeria, pianifica la sua ribellione politica e sociale, incurante  che la bomba da lui stesso costruita  gli possa esplodere tra le mani.

Come un kamikaze dei nostri giorni che con sapienza chirurgica trova e dilata una frattura, un vuoto, una debolezza, già esistenti in ognuno dei personaggi della tragedia , facendoli precipitare nel caos  politico e psicologico.

Iago è la mente dell’opera e la macchina da lui costruita sarà un  percorso obbligato per tutti i protagonisti e  diventerà una trappola mortale anche per se stesso. Monta e smonta continuamente lo spazio scenico per modellarlo alle esigenze del suo piano diabolico delimitandolo con  labirinti e  cancelli come a formare un lungo corridoio ,  un imbuto capovolto, che via via restringe il campo d’azione isolando i personaggi e le singole scene come in frammenti cinematografici.

Tutti sono marionette nelle mani di Iago e  trionfa il suo genio.

                                                                                                   Marco Carniti

dal 20 luglio a 5 agosto ore 21,15

Silvano Toti Globe Theatre Roma