Al Piccolo Teatro Strehler di Milano dal 09/10 al 16/11 ‘La tragedia del vendicatore’

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Dal 9 ottobre al 16 novembre va in scena  al Piccolo Teatro Strehler di Milano ‘La tragedia del vendicatore’: Declan Donnellan dirige la sua prima produzione in Italia con una compagnia tutta italiana, con scene e costumi di Nick Ormerod. Il pubblico ha applaudito al Piccolo Teatro le sue geniali regie di testi shakespeariani: Cymbeline nel 2007, Macbeth nel 2010 e Racconto d’inverno nel 2016.

Declan Donnellan

Ora Declan Donnellan, uno dei più grandi registi europei, Leone d’Oro alla carriera, sceglie, per la sua prima produzione al Piccolo e in Italia, La tragedia del vendicatore di Thomas Middleton. In scena una compagnia di attori italiani, per la maggior parte cresciuti alla Scuola del Piccolo: Ivan Alovisio, Alessandro Bandini, Marco Brinzi, Fausto Cabra, Martin Ilunga Chishimba, Christian Di Filippo, Raffaele Esposito, Ruggero Franceschini, Pia Lanciotti, Errico Liguori, Marta Malvestiti, David Meden, Massimiliano Speziani, Beatrice Vecchione. Intrighi, corruzione, lussuria, narcisismo e brama di potere in una corte del Seicento spaventosamente contemporanea.

Foto © Masiar Pasquali

Contemporaneo di Shakespeare – era di sedici anni più giovane del Bardo – Middleton attribuisce ai personaggi della sua pièce nomi “parlanti”, così da connotarne fin da subito il ruolo e il comportamento: Vindice, Spurio, Supervacuo, Lussurioso, Ambizioso, Castiza…

Foto © Masiar Pasquali

«Middleton e Shakespeare – spiega Donnellan – si affermarono in una Londra teatro di cambiamenti dirompenti. Era un tempo di boom economico e bancarotta, dominato da un disagio sociale destinato a sfociare nella rivoluzione che avrebbe, alla fine, completamente distrutto il contesto culturale dei due autori. Leggendo Middleton si percepisce una minaccia incombente, che cresce come un tumore invisibile fino a scoppiare, alimentata dal rancore e dall’ingiustizia. Ci parla di un governo corrotto, invischiato in loschi affari, di un popolo che si compra al prezzo dei beni di consumo. Descrive una società ossessionata dalla celebrità, dalla posizione sociale e dal denaro, dominata dal narcisismo e da un bisogno compulsivo di auto rappresentarsi per convincere gli altri – ma soprattutto se stessi – di essere buoni e belli».

Foto © Masiar Pasquali

«All’epoca l’Italia – conclude Donnellan – era un luogo proibito che ben pochi inglesi avrebbero visitato. L’Europa cattolica rappresentava, per gli Inglesi protestanti, un altrove simile a quel che la Russia sovietica incarnava quando eravamo ragazzi: era il potenziale invasore, latore di un’ideologia perniciosa».

In alcune serate lo spettacolo sarà sovratitolato in inglese. Dopo Milano lo spettacolo sarà in tournée a Torino, Lugano, Pavia, Firenze, Bologna, Modena, Roma, Pordenone. (R.B.)